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samanta
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martedì 14 febbraio 2023
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un western barocco.
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Il film uscito nel 1954 diretto da Nicholas Ray è un western anomalo, di atmosfera barocca e un pò ampolloso, che però proprio per questo attrae e convince lo spettatore.
La protagonista è Vienna (Joan Crawford in ottima forma) proprietaria di un Albergo Saloon in una località desolata dell'Arizona, è una donna dura e scaltra con un passato di prostituta, ha scelto quel posto desolato perchè i dirigenti della ferrovia gli hanno promesso che proprio lì arriverà la ferrovia e sarà costruita una stazione. Vienna è osteggiata dagli allevatori di bestiame che temono l'arrivo dei coloni, sono guidati da Emma (Mercedes McCambridge) donna piena di odio contro Vienna anche perché è innamorata di Kid un balordo che con la sua banda vive in luogo nascosto e corteggia Vienna.
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Il film uscito nel 1954 diretto da Nicholas Ray è un western anomalo, di atmosfera barocca e un pò ampolloso, che però proprio per questo attrae e convince lo spettatore.
La protagonista è Vienna (Joan Crawford in ottima forma) proprietaria di un Albergo Saloon in una località desolata dell'Arizona, è una donna dura e scaltra con un passato di prostituta, ha scelto quel posto desolato perchè i dirigenti della ferrovia gli hanno promesso che proprio lì arriverà la ferrovia e sarà costruita una stazione. Vienna è osteggiata dagli allevatori di bestiame che temono l'arrivo dei coloni, sono guidati da Emma (Mercedes McCambridge) donna piena di odio contro Vienna anche perché è innamorata di Kid un balordo che con la sua banda vive in luogo nascosto e corteggia Vienna. Un gruppo di banditi, ma non Kid, attacca una diligenza e uccide il fratello di Emma, che accusa del delitto Kid e Vienna, quest'ultima si è fatta raggiungere da un ex amante Johnny detto Guitar (Chitarra) perché la protegga da Kid e dagli allevatori. Intorno a questa tema di passioni, interessi e odio si sviluppa la trama con un finale tragico che inizia con l'incendio dell'Albergo e terminerà con il massacro di Kid e dei suoi uomini da parte degli allevatori e dallo sceriffo ingiustamente accusati, Vienna e Emma si affrontano in duello e Emma verrà uccisa da Vienna per legittima difesa, la donna si allontanerà insieme a con Johnny Guitar.
E' stato recensito come un western "noir", a mio avviso questo accostamento non è corretto anche perché il noir è una vicenda di ambiente metropolitana, piuttosto ha la cadenza di una tragedia non greca come sostenuto da alcuni critici, anche perché manca il deus ex machina e il finale è positivo con la fine di un odio selvaggio. Barocca è la scenografia con riferimento al Saloon di Vienna articolato su più piani che permette alla cineripresa vedute suggestive, in questo il regista Nicholas Ray ha mostrato la sua abilità tecnica oltre ad evidenziare la sua inquietitudine sia personale che artistica. Un cenno atttento merita la recitazione: innanzitutto Joan Crawford ancora giovanile con i suoi 50 anni, mostrando una notevole grinta e capacità professionale, confermando di essere stata una delle migliori attrici di Hollywood (dietro la sua nemica-rivale Bette Davis); altrettanto brava la sua antagonista Mercedes McCambridge (Attrice teatrale, Oscar come migliore attrice n.p. per Tutti gli uomini del re) con una interpretazione superlativa di una donna carica di passione di odio. Bravo il comprimario Sterling Hayden discreto con una lunga carriera (per tutti: Giungla d'asfalto) che rende bene il malinconico e silenzioso Johnny Guitar. Tra gli altri comprimari i sempre validi Ernest Borgnine (Oscar per Marty) nella parte di uno psicopatico della banda di Kid e l'onnipresente nei western Ward Bond.
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contrammiraglio
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mercoledì 11 marzo 2015
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un uomo tra due dame.....
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Film notevolissimo, con una tremenda e cattivissima dark lady che milita tra i buoni ed un duello finale che lascia il segno; non perdetelo!
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il befe
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domenica 15 febbraio 2015
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grande film...
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fedeleto
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venerdì 12 ottobre 2012
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joan crowford guitar
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Vienna e' una donna che possiede orgogliosamente un saloon.Quando sorge una rivalita' tra lei e un'altra donna come Emma,innamorata di un suo spasimante ,le cose si mettono male,ma soprattutto quando la incolpano per un colpo in banca che lei non ha commesso allora saranno le pistole a parlare.E johnny Guitar le sara' di aiuto.Nicholas Ray dirige un buon western,che possiede una fotografia ottima(Harry Stadling),e l'aspetto cromatico dona un certo rilievo al film.Ma la cosa che sicuramente e' piu' originale si trova nel duello tra due donne come Emma e Vienna,rivali e nemiche dichiarate che diventano le vere eroine del film.Buona inoltre anche la scena inziale in cui quasi tutta la prima mezz'ora e' incentrata su dialoghi e tempi reali creando staticita' nel tempo ma non nell'azione.
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Vienna e' una donna che possiede orgogliosamente un saloon.Quando sorge una rivalita' tra lei e un'altra donna come Emma,innamorata di un suo spasimante ,le cose si mettono male,ma soprattutto quando la incolpano per un colpo in banca che lei non ha commesso allora saranno le pistole a parlare.E johnny Guitar le sara' di aiuto.Nicholas Ray dirige un buon western,che possiede una fotografia ottima(Harry Stadling),e l'aspetto cromatico dona un certo rilievo al film.Ma la cosa che sicuramente e' piu' originale si trova nel duello tra due donne come Emma e Vienna,rivali e nemiche dichiarate che diventano le vere eroine del film.Buona inoltre anche la scena inziale in cui quasi tutta la prima mezz'ora e' incentrata su dialoghi e tempi reali creando staticita' nel tempo ma non nell'azione.Joan Crowford sembra essere stata tagliata su misura per il film,ma un merito va anche a Nicholas Ray(la donna del bandito,il diritto di uccidere) un regista senza dubbio con molto talento.Ma l'unico punto debole e' Hayden che non convince molto nella parte di Guitar,e questo non parlare del personaggio mettendolo quasi in secondo piano abbassa una certa curiosita' nel film che limita a vedere solo lo scontro tra le due donne.Simbolismi particolari(la chitarra che suona rappresenta un nuovo suono,una nuova vita).Buono ma Ray ha fatto di meglio.
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ralphscott
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sabato 22 ottobre 2011
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melodramma barocco mascherato da western
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L'amore di Vienna torna dopo cinque lunghi anni,ma la passione sembra affievolita. Ray,in realtà,preferisce solleticare l'immaginazione dello spettatore,e i fiammeggianti occhi della Crawford parlano,soffrono raccontandoci che sotto la cenere la fiamma non si è spenta. Vienna come Milva porta quattro vestiti,quattro colori,un solo amore. E quando si appresta a raccontar a Johnny i compromessi che ha dovuto accettare per "farcela",insomma raccontar dei suoi amanti,egli non la fa parlare. A proposito di abiti,fuggendo dall'incendio del saloon Vienna resta in sottoveste bianca,ma la ritroveremo,ancora fuggiasca,con una camicia rosso fuoco:magia del cinema.
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L'amore di Vienna torna dopo cinque lunghi anni,ma la passione sembra affievolita. Ray,in realtà,preferisce solleticare l'immaginazione dello spettatore,e i fiammeggianti occhi della Crawford parlano,soffrono raccontandoci che sotto la cenere la fiamma non si è spenta. Vienna come Milva porta quattro vestiti,quattro colori,un solo amore. E quando si appresta a raccontar a Johnny i compromessi che ha dovuto accettare per "farcela",insomma raccontar dei suoi amanti,egli non la fa parlare. A proposito di abiti,fuggendo dall'incendio del saloon Vienna resta in sottoveste bianca,ma la ritroveremo,ancora fuggiasca,con una camicia rosso fuoco:magia del cinema.
Questo è,soprattutto,un western di donne:l'altra è Emma,una McCambrige incredibilmente sopra le righe. Il suo odio per la rivale,rea di esser amata da Ballerino Kid,non corrisposto,la porta più volte in uno stato estatico,come quando incendiando il saloon,lo osserva bruciare. Personaggi estremi anche tra i comprimari,come Borgnine,traditore che "picchia i cavalli e non ama gli animali".
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molinari marco
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domenica 24 luglio 2011
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un western di un'altra razza
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Western inusuale questo film di Nicholas Ray, da molti considerato un capolavoro del genere. Inusuale innanzitutto perché non bisogna cadere nel tranello del titolo che farebbe immediatamente pensare che il protagonista sia il solito pistolero di turno arrivato da chissà dove e pronto a ristabilire l’ordine nella comunità che sta intraprendendo il suo cammino verso la corruzione. Johnny Guitar riveste la sua importanza, ma in realtà la vera protagonista della pellicola è Vienna, interpretata da Joan Crawford, una donna che deve sconfiggere tutto un mondo che la rinnega e alla quale è anche destinato il momento topico di ogni film western: il duello finale. E a fare i conti con lei nello scontro a fuoco vi è un'altra donna, simbolo di un mondo provinciale pieno di pregiudizi che vuole restare ancorato al suo modo di intendere e vedere la realtà circostante.
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Western inusuale questo film di Nicholas Ray, da molti considerato un capolavoro del genere. Inusuale innanzitutto perché non bisogna cadere nel tranello del titolo che farebbe immediatamente pensare che il protagonista sia il solito pistolero di turno arrivato da chissà dove e pronto a ristabilire l’ordine nella comunità che sta intraprendendo il suo cammino verso la corruzione. Johnny Guitar riveste la sua importanza, ma in realtà la vera protagonista della pellicola è Vienna, interpretata da Joan Crawford, una donna che deve sconfiggere tutto un mondo che la rinnega e alla quale è anche destinato il momento topico di ogni film western: il duello finale. E a fare i conti con lei nello scontro a fuoco vi è un'altra donna, simbolo di un mondo provinciale pieno di pregiudizi che vuole restare ancorato al suo modo di intendere e vedere la realtà circostante. Ed è questo un altro aspetto inusuale: a differenza dei capolavori del genere, qui il progresso (l’immancabile rivalità tra natura selvaggia e civiltà che avanza) non è visto come una sorta di cancro che minaccia di devastare un territorio idilliaco e l’innocenza delle persone che lo abitano, bensì come una sorta di miglioramento da un punto di vista più strettamente intimistico, o sociale che dir si voglia. Altro aspetto atipico è costituito dal fatto che forse sono più i dialoghi (per fortuna ben costruiti) che non i colpi di pistola, a tal punto da dare al film in alcuni punti un andamento come potremmo definire quasi teatrale. Anche da un punto di vista stilistico vi è qualche anomalia, dal momento che non si intravede neanche un campo lunghissimo, indispensabile per liberare l’immaginazione dello spettatore sulla sconfinata prateria che contraddistingue ogni pellicola western che si rispetti. Ma sicuramente ciò è dovuto ai pochi soldi che erano disponibili per la sua realizzazione. A vederlo oggi per la prima volta si ricava l’impressione che si tratti di un film con numerosi punti di forza, ma che purtroppo non è riuscito ad invecchiare nella giusta maniera a differenza di alcuni suoi colleghi, perdendo così gran parte del fascino innovativo che avrà avuto nel momento della sua uscita nelle sale.
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il cinefilo
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martedì 4 gennaio 2011
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un western fuori dal comune
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Gli attori Joan Crawford,Sterling Hayden e Mercedes McCambridge(che interpreta la spietata Emma)compongono il"triangolo"principale del film di Nicholas Ray e rappresentano,ognuno a loro modo,un innovazione assoluta del genere western oltre ad essere tutti egualmente memorabili.
Innanzitutto la figura del cowboy(Johnny Guitar)che,pur avendo una certa importanza,rimane,comunque,una figura innegabilmente secondaria(in innumerevoli altri classici del genere è esattamente il contrario)mentre assumono un importanza fondamentale,invece,le figure femminili nelle rappresentazioni psicologiche di Vienna e della sua rivale che appare decisa a ucciderla a ogni costo accusandola di complicità in una rapina in banca.
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Gli attori Joan Crawford,Sterling Hayden e Mercedes McCambridge(che interpreta la spietata Emma)compongono il"triangolo"principale del film di Nicholas Ray e rappresentano,ognuno a loro modo,un innovazione assoluta del genere western oltre ad essere tutti egualmente memorabili.
Innanzitutto la figura del cowboy(Johnny Guitar)che,pur avendo una certa importanza,rimane,comunque,una figura innegabilmente secondaria(in innumerevoli altri classici del genere è esattamente il contrario)mentre assumono un importanza fondamentale,invece,le figure femminili nelle rappresentazioni psicologiche di Vienna e della sua rivale che appare decisa a ucciderla a ogni costo accusandola di complicità in una rapina in banca.
Il suo merito veramente rivoluzionario è quello di aver portato la figura della donna ad una sorta di"rivalsa"rispetto ai più comuni"clichè"dell'intero filone cinematografico(ormai praticamente estinto)che ha segnato uno dei periodi più fortunati della storia del cinema...le classiche figure del buono e del cattivo entrambi armati nel saloon e nelle praterie(comunemente il bandito e lo sceriffo)attorno alle quali ruota l'intera vicenda trovano la loro massima importanza all'interno dell'universo femminile in cui viene affrontato anche il tema della conflittualità tra il gioco d'azzardo e la morale del puritanesimo in vigore a quel tempo...bellissimo film in cui spicca,per il suo fascino prettamente visivo,il"trucolor"di Harry Stradling.
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(di lapele33)
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paride86
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lunedì 10 agosto 2009
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buono
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"Johnny Guitar" è un western sui generis che parla soprattutto di competizioni e rivalità femminili, tant'è vero che il film avrebbe potuto benissimo chiamarsi "Vienna", dato che è Joan Crawford che la fa da padrona con il suo personaggio d'avanguardia (per l'epoca).
La storia funziona bene e la suspense è ben congegnata.
Buon film.
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adriano sgarrino
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giovedì 30 luglio 2009
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johnny guitar
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Paese di prod.: USA Anno: 1954 di: Nicholas Ray con: Joan Crawford, Sterling Hayden, Mercedes McCambridge, Scott Brady, Ward Bond, Ernest Borgnine, John Carradine, Ben Cooper.
Nell'Arizona post-guerra civile, la bella Vienna (Crawford), proprietaria di un saloon, è ingiustamente accusata di aver collaborato ad una rapina e così condannata all'impiccagione, voluta soprattutto dalla sua rivale di sempre Emma (McCambridge). Quando tutto sembra perduto, Vienna viene salvata dal pistolero suo ex amante Johnny Logan, detto Johnny Guitar (Hayden); ma sarà solo un duello con Emma a garantire a Vienna la libertà.
Funziona tutto in questo meraviglioso film di Ray: ottime interpretazioni, sceneggiatura di ferro di Philip Yordan e grandiosa fotografia di Harry Stradling.
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Paese di prod.: USA Anno: 1954 di: Nicholas Ray con: Joan Crawford, Sterling Hayden, Mercedes McCambridge, Scott Brady, Ward Bond, Ernest Borgnine, John Carradine, Ben Cooper.
Nell'Arizona post-guerra civile, la bella Vienna (Crawford), proprietaria di un saloon, è ingiustamente accusata di aver collaborato ad una rapina e così condannata all'impiccagione, voluta soprattutto dalla sua rivale di sempre Emma (McCambridge). Quando tutto sembra perduto, Vienna viene salvata dal pistolero suo ex amante Johnny Logan, detto Johnny Guitar (Hayden); ma sarà solo un duello con Emma a garantire a Vienna la libertà.
Funziona tutto in questo meraviglioso film di Ray: ottime interpretazioni, sceneggiatura di ferro di Philip Yordan e grandiosa fotografia di Harry Stradling. E' un western complesso, con l'importante infrazione alle regole del genere per cui il duello decisivo è tra due donne e non tra due uomini. C'è spazio anche per i buoni sentimenti - in fondo Johnny decide di aiutare Vienna perchè ancora innamorato di lei -, ma sono inseriti senza nessuna facile concessione al sentimentalismo. Seppur a distanza di molti anni, il film sorprende ancora per aver fornito "una delle rielaborazioni più conturbanti (e più poetiche) del mito della frontiera" (Mereghetti): un capolavoro che gioverebbe guardare più di una volta per apprezzarne le varie sfaccettature, e capire che si può fare del grande cinema anche senza molti mezzi (la casa di produzione di questo film era la modesta "Republic").
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vincenzo carboni
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mercoledì 12 novembre 2008
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c’è un uomo che viene a cavallo...
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Provate a immaginare. C’è un uomo che viene a cavallo. Ha sulle spalle una chitarra. E poi un saloon appoggiato ad uno sperone di roccia. Antri cavernosi, uterini, si aprono dietro le sue porte. Una donna aspetta. Poi c’è un fiume che porta ad una vallata inaccessibile. Un rifugio accoglie quattro uomini che cercano... ognuno qualcosa di diverso... e lo cercano proprio dentro quel saloon. In questo film sono visibili tutti i temi rayani per eccellenza: un figlio cerca un padre che non ha mai avuto; uomini senza famiglia cercano il proprio senso paterno in ragazzi fragili che hanno fretta di crescere. Donne dure che aspettano un uomo che hanno amato, lo aspettano con la speranza di vederlo diverso da un tempo, e finalmente tornare ad essere donne.
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Provate a immaginare. C’è un uomo che viene a cavallo. Ha sulle spalle una chitarra. E poi un saloon appoggiato ad uno sperone di roccia. Antri cavernosi, uterini, si aprono dietro le sue porte. Una donna aspetta. Poi c’è un fiume che porta ad una vallata inaccessibile. Un rifugio accoglie quattro uomini che cercano... ognuno qualcosa di diverso... e lo cercano proprio dentro quel saloon. In questo film sono visibili tutti i temi rayani per eccellenza: un figlio cerca un padre che non ha mai avuto; uomini senza famiglia cercano il proprio senso paterno in ragazzi fragili che hanno fretta di crescere. Donne dure che aspettano un uomo che hanno amato, lo aspettano con la speranza di vederlo diverso da un tempo, e finalmente tornare ad essere donne. Questi personaggi sono outsider, a loro è negato l’accesso alla città degli uomini rispettabili, quindi ai valori umani di cui questi si ergono a implacabili difensori: la coniugalità innanzitutto. Quegli uomini quando sono folla sono capaci di violenza. Una donna, pur di non ammetere a sè stessa e alla propria comunità di amare, è capace di uccidere l’uomo che ama (Kid). Poi ancora: l’eroe che torna da lontano e che porta su di sè le cicatrici delle sue scelte (Ancora Nick Ray: ‘Il temerario’); uomini violenti che cercano la pace per sè attraverso il porto benevolo di una donna che sappia stemperare l’odio e ammansire il dolore (‘Neve rossa’); adolescenti inquieti che chiedono solo di poter restare bambini ancora un po’ giocando a fare i duri con i revolver (‘La donna del bandito’, ‘I bassifondi di S.Francisco’, ‘Gioventù bruciata’). Questo è il destino di opere uniche e irripetibili: dare l’impressione di un retrò dolciastro e amaro, di essere fuori tempo, ma è proprio l’eccesso -appunto così fuori tempo- a comunicare una forza straordinaria. Questi personaggi potrebbero essere esempi perfetti di ipotesi lontane di noi: come avremmo potuto essere se solo fossimo andati fino in fondo. La vita è fatta di eroismi molto più sottili, ma è bello che il cinema torni a farci sognare appena un po’ diversi da come siamo in realtà Si tratta come di vederci davanti ad uno specchio deformante. Troveremmo allora le stesse espressioni di Vienna e di Emma: deformate appunto, stravolte, eccessive, rattrappite dalle emozioni, dai sentimenti, dall’odio, dalla ferocia, dall’amore; e quand’anche l’amore fosse stato presente, dalla terrificante paura d’amare. A questo servono i capolavori. Ray pennella attraverso la macchina da presa semplicemente una storia, ma già non è più cinema: è qualcosa d’altro. E non so proprio dire cosa.
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