Vivere

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Un film di Akira Kurosawa. Con Takashi Shimura, Shinichi Himori, Haruo Tanaka, Minoru Chiaki.
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Titolo originale Ikiru. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 143 min. - Giappone 1952. - Cineteca di Bologna uscita lunedì 13 gennaio 2025. MYMONETRO Vivere * * * * - valutazione media: 4,36 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
carloalberto mercoledì 20 gennaio 2021
inaccessibile alla sensibilità occidentale Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
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 La risonanza con alcuni temi arcaici e con antiche modalità narrative della letteratura occidentale induce a considerare Vivere un’opera apparentemente fruibile, in modo non mediato, al di là delle sue origini ancestrali e dei confini culturali della madrepatria dell’autore. Al contempo, il film risulta alquanto ostico sia per i mezzi espressivi utilizzati da Kurosawa, sia per i contenuti,entrambi indissolubilmente intrinseci alla storia giapponese e alla visione del mondo orientale. La recitazione innanzitutto ed il movimento degli attori in scena sono propri di una rappresentazione esasperata dei caratteri che affonda le proprie radici nella tradizione teatrale giapponese e rende i personaggi del film più simili alle maschere del teatro Nō che agli attori cinematografici di quell’epoca, che, in occidente, grazie al primo piano, potevano abbandonare i toni forti del parlato e l’atteggiamento mimico eccessivo del palco a favore di una espressività più sfumata e verosimile, attraverso impercettibili lavorii dei muscoli facciali. [+]

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great steven sabato 18 aprile 2015
malinconico spaccato di un travaglio interiore. Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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VIVERE (GIAP, 1952) diretto da AKIRA KUROSAWA. Interpretato da TAKASHI SHIMURA, NOBUO KANEJO, MIKI ODAGIRI, SHINICHI HIMORI, MINORU CHIAKI, HARUO TANAKA, BOKUZEN HIDARI, MINOSUKE YAMADA, KAMATARI FUJIWARA, MAKOTO KOBORI, ATSUSHI WATANABE
L’anziano capoufficio di un’istituzione di funzionari statali scopre di avere un tumore allo stomaco che gli permetterà di vivere solo per un altro anno. Nessuno dei suoi colleghi e sottoposti riesce ad aiutarlo, né tantomeno il figlio sposato, che anzi lo disprezza. L’uomo cerca di dare disperatamente un significato ai giorni che gli rimangono e, fallendo miseramente nei rapporti umani e in un conforto famigliare, decide di spendere il tempo che gli resta per tentare di aprire a un gruppo di bambini un’area precipuamente destinata ai loro giochi. [+]

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il befe venerdì 13 febbraio 2015
uno dei migliori di kurosawa Valutazione 5 stelle su cinque
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No
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incredibile

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lucaguar domenica 10 novembre 2013
il riscatto di un uomo di fronte alla morte Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
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"Vivere" è un film di straordinaria profondità spirituale. Il signor Watanabe, dopo trent'anni di impiego presso un ufficio comunale, si rende conto di essere ormai stanco della sua vita-non vita, vissuta in un ambiente lavorativo che non concede sbocchi nè soddisfazioni, comandato dalla "regina burocrazia"  che crea immobilismo e cinismo in tutti i suoi "servitori".
Ad un certo punto Watanabe scopre di essere malato di cancro allo stomaco e la sua vita viene stravolta da questa notizia. L'uomo però, vede consistere il suo dramma più che nella malattia, nell'angoscia di esser arrivato alle soglie della morte senza aver mai vissuto pienamente, di non avere cioè vissuto la vera vita, bensì una lunga, lunghissima serie di giorni grigi e apatici, rinchiuso in una passività che gli ha impedito di donare e ricevere le gioie autentiche del vivere. [+]

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luca scial� venerdì 5 luglio 2013
spendere per gli altri gli ultimi giorni di vita Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
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Impiegato comunale scopre di avere un tumore allo stomaco. Non dice nulla al figlio, col quale ormai non ha più dialogo e decide di godersi gli ultimi mesi di vita come non ha mai fatto fino a quel momento, avendo passato una vita solo a lavorare. Ma capisce che il vero modo per riscattarsi è quello di prodigarsi per gli altri e decide di impegnarsi affinchè sia realizzato un giardinetto per bambini al posto di uno stagno. Ma troverà molti ostacoli.
In questo film Akira Kirosawa si pone a metà strada tra le angosce esistenziali di Dostoevskij e l'ottimismo a lieto fine di Frank Capra. Qui in realtà un lieto fine non c'è, perchè tutto torna come prima; l'illusione di una redenzione nell'uomo dura poco. [+]

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eugenio venerdì 31 dicembre 2010
semplicemente... ikiru Valutazione 5 stelle su cinque
69%
No
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Inizialmente c'era "L'idiota",monumentale opera dostojveskiana trasposta dalla Russia ottocentesca all'industrializzato Giappone; prima ancora "L'angelo ubriaco",che seppur in chiave poliziesca, riprendeva tematiche simili al riconosciuto capolavoro di Kurosawa "Vivere". Grigio capufficio della sezione civile (interpretato magistralmente da uno splendido Takashi Shimura), apprende di avere pochi mesi di vita a causa di un cancro allo stomaco che non gli lascia via di salvezza. Sconvolto dalla tragica notizia e resosi conto di aver trascorso un'intera vita nell'opacità e nell'inconcludenza, il funzionario deciderà di dare una svolta alla sua esistenza,tentando,inizialmente,di lasciarsi andare a una placida dissolutezza nei bar di una Tokyo nebbiosa e "sotterranea",in seguito,intrecciando un legame affettivo con la sua ex collega d'ufficio. [+]

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g. romagna mercoledì 7 aprile 2010
vivere Valutazione 4 stelle su cinque
75%
No
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Il signor Watanabe, ligio impiegato pubblico, nonostante in venticinque anni di servizio non abbia mai mosso, per sua ammissione, nemmeno una foglia, è vedovo da tempo immemore ed ha dedicato l’intera sua esistenza all’unico figlio. Egli è convinto, nonostante il suo medico ridimensioni tutto ad una più banale ulcera, di avere – a ragione – un cancro allo stomaco che gli lascerà ben poco da vivere. A seguito di ciò decide di abbandonare il lavoro e di scoprire più o meno sobriamente quei piaceri che nel corso degli anni si era sempre negato e che devono rivelarsi capaci di lenire quell’angoscia e quel senso di “non aver mai vissuto” che lo stanno accompagnando verso la tomba. [+]

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paola di giuseppe sabato 9 gennaio 2010
un travet alla riscossa Valutazione 5 stelle su cinque
89%
No
11%

Vivere è una meditazione sulla vita e sulla morte di straordinaria profondità. Alle spalle di Kurosawa c’è la lezione di Welles in Citizen Kane,un accostamento a Umberto D è d’obbligo,ma c’è soprattutto la grande narrativa russa,da Gogol a Dostoevskij,senza dimenticare le suggestioni del Faust,a suggerire rimandi ed equivalenze per quest’opera di un regista di grande cultura,capace di muoversi sempre con naturalezza dentro prospettive intellettuali cosmopolite,per raccontarci di popoli e individui con la semplice verità dell’epos di ogni tempo. Watanaba è un travet dell’ufficio civili del Comune,la morte incombe su di lui con un cancro allo stomaco, macchia scura ben visibile nella radiografia che campeggia in apertura sullo schermo. [+]

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michele lunedì 28 gennaio 2008
bellissimo! Valutazione 5 stelle su cinque
50%
No
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Commovente ritratto di una persona che non può lasciare indifferente nessuno. Un film che, nonostante l'epoca in cui è stato girato, risulta attuale ancora oggi. Da proiettare in Parlamento e in tutti gli uffici pubblici..

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marcello a. domenica 27 gennaio 2008
poesia e verità Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
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coinvolgente Watanabe san alla ricerca di tutto ciò che prima della scoperta del male incurabile trascurò integralmente in quanto nobilmente dedito al lavoro (burocrazia comunale) e protagonista di una vicenda che sconvolge chi come lui trascina la lenta ed inutile macchina burocratico-amministrativa dando un saggio di spirito nell'intraprendere una missione di carattere straordinario, mossa dal terrore di concludere una vita umanamente irrilevante, che a posteriori si rileverà oggetto di succinte contese. Tristissimo il finale, dove il tentativo di far proprio ed estendere il messaggio del collega defunto, viente smorzato sul nascere, privo del supporto vitale quale in questo caso la consapevolezza di morte imminente.

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