Pellicola che si presenta come un giallo giudiziario, ma che in effetti lo diventa soltanto nell’ultima mezz’ora, mentre per tutta la prima parte è più un dramma sentimentale con alcuni interessanti risvolti psicologici.
La sceneggiatura convince appieno solo nella seconda parte, compiendo un ulteriore salto di qualità nel beffardo e riuscitissimo finale; viceversa la prima parte dell’opera è alquanto confusa e poco appassionante.
Non tutte le dinamiche ed i personaggi sono delineati e curati nel modo migliore, sicché alcuni come la moglie del protagonista, interpretata da Rita Johnson, risultano molto convincenti, mentre altri sono molto meno decifrabili; anche i dialoghi non mantengono un livello costante per tutta la pellicola.
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Pellicola che si presenta come un giallo giudiziario, ma che in effetti lo diventa soltanto nell’ultima mezz’ora, mentre per tutta la prima parte è più un dramma sentimentale con alcuni interessanti risvolti psicologici.
La sceneggiatura convince appieno solo nella seconda parte, compiendo un ulteriore salto di qualità nel beffardo e riuscitissimo finale; viceversa la prima parte dell’opera è alquanto confusa e poco appassionante.
Non tutte le dinamiche ed i personaggi sono delineati e curati nel modo migliore, sicché alcuni come la moglie del protagonista, interpretata da Rita Johnson, risultano molto convincenti, mentre altri sono molto meno decifrabili; anche i dialoghi non mantengono un livello costante per tutta la pellicola.
La regia di Irving Pichel è ordinaria, con qualche pecca e pochi punti di forza.
Senz’altro rivedibile il montaggio.
La scelta narrativa di fare raccontare gli accadimenti al protagonista a ritroso nel tempo, svelando già all’inizio l’epilogo che gli stessi hanno avuto almeno in parte, risulta tutto sommato azzeccata, essendo maggiori gli aspetti positivi, piuttosto che quelli negativi collegati all’avvenuto spoiler.
Il cast prevede un attore protagonista e tre donne che si alternano accanto a lui: la parte maschile è affidata a Robert Young, autore di una interpretazione non sufficientemente coraggiosa ed ispirata per un personaggio complesso ed intrigante che gli viene affidato; tra le tre attrici che si danno il cambio al fianco di Young, quelle che meglio figurano sono Rita Johnson e Susan Hayward, mentre la performance di Jane Greer è meno convincente.
Il finale del film è impreziosito da uno scioccante colpo di scena, arrivato proprio nell’ultimissima scena, che funziona benissimo e permette alla pellicola di restare impressa nella memoria.
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