Serpenti

Un film di Roberto De Paolis. Con Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Pietro Castellitto, Valeria Golino.
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Drammatico, durata 88 min. - Italia 2026. - Europictures uscita giovedì 10 settembre 2026. MYMONETRO Serpenti * * * - - valutazione media: 3,41 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
mauridal venerdì 2 ottobre 2026
situazione grave ma poco seria Valutazione 4 stelle su cinque
Sì
50%
No
50%

  Quando la scrittura di un film – la trama, la sceneggiatura, i dialoghi – presenta caratteristiche ben definite e riconoscibili, è possibile individuarne immediatamente l’impronta. In Serpenti la regia è di Roberto De Paolis, ma l’imprinting dell’intero racconto è quello dei fratelli D’Innocenzo, che questa volta firmano la sceneggiatura portandovi tutte le loro idee sulla condizione umana, fragile e, per alcuni personaggi, psicologicamente compromessa.

 

I protagonisti sono tre. [+]

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mario m giovedì 24 settembre 2026
vuoto e senza senso Valutazione 1 stelle su cinque
Sì
33%
No
67%

Non c'è trama, non c'è narrazione, non ci sono dialoghi. Non si può pretendere di fare un film grottesco e surreale semplicemente rovesciando una situazione: l'assassino reo confesso che non viene preso in considerazione dalle forze dell'ordine; e anche se pensano che sia un mitomane queste rimangono delle statue. Anche la fotografia è scarsa, peggio di quella di un cellulare.

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gabriella lunedì 21 settembre 2026
l''inferno ? una sala d''attesa Valutazione 3 stelle su cinque
Sì
0%
No
0%

 
Il film di Roberto De Paolis è la versione capovolta del celebre romanzo "Il processo " di Kafka, dove il protagonista è un uomo innocente che viene improvvisamente arrestato e processato senza sapere di cosa sia accusato, mentre in " Serpenti"il protagonista è colpevole ( ha ucciso la moglie), che si presenta spontaneamente per confessare il delitto, ma la macchina burocratica rifiuta di processarlo e punirlo. Roberto Marra ( uno straniante ( Leonardo Lidi), si reca al commissariato per costituirsi, dopo un'attesa infinita, si trova davanti all'ispettore, ( un irresistibile, coatto, irriverente e comico Alessandro Borghi)un poliziotto pigro che incarna il distacco, l'arbitrarietà e il disinteresse della legge verso l'individuo, Il dialogo tra i due è la parte più riuscita del film perchè il meccanismo tragicomico rompe la pesantezza dell'incubo burocratico, E poi c'è l'avvocato d'ufficio ( un bravissimo Pietro Castellitto), il classico zelante della burocrazia, mentre Marra cerca una condanna per espiare la sua colpa, l'avvocato trasforma il reato in una disquisizione filosofica, soffocando la realtà dei fatti, sotto una montagna di parole e logorroici concetti astratti, E’ proprio questo contrasto, a sorreggere le parti migliori, da un lato l’assurdità della teoria filosofica, dall’altra la concretezza sbrigativa della strada, in entrambi i casi il protagonista si trova davanti un muro di gomma. [+]

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eugenio domenica 20 settembre 2026
delitto senza castigo? Valutazione 3 stelle su cinque
Sì
100%
No
0%

Un piccolo film che cita l’aggettivo di un noto scrittore di Praga. Assurdo? Acqua, andiamo con qualcosa di più aulico: tocca le vene di ciascuno di noi. Un delitto confessato ma rimasto impunito. Questo fa Leonardo Lidi in Serpenti. Il suo protagonista, Paolo Marra, si costituisce dopo aver ucciso, per ragioni poco chiare, sua moglie. Solo che nessuno lì dentro sembra credergli o almeno prenderlo sul serio. Ma col cadavere fumante, direte voi? Ebbene sì, peccato però che Paolo voglia espiare il senso di colpa, cerchi un castigo, mentre il delitto, ahimè, non porta che scetticismo.

L’apertura è la frase di Ennio Flaiano: “La situazione politica in Italia è grave ma non è seria”. Caustico Serpenti, ma non velenoso, ci racconta un’Italia empia di burocrazia, che dà più cura alla forma che alla sostanza, che gira attorno a sciocchezze e irrilevanze elevate a questione di principio. Ne sono esempio le figure che Paolo incontra in commissariato, specchio di un inferno distorto: il poliziotto, interpretato da Borghi, che “finché non si acclara l’esistenza del cadavere, non esiste colpa”; l’avvocato dal volto di Pietro Castellitto, pronto a confutare l’accusa del suo imputato ribaltandone la colpa sulla moglie e annichilendo il suo senso di colpa; e infine la cartomante (Valeria Golino), capace di instillare nel protagonista un remoto sopruso represso, deviando sempre la sua attenzione verso altri scopi.

L’impianto è teatrale, ma statico solo in apparenza: il regista ha un controllo pieno e preciso di ciò che la macchina da presa può fare, decorando il minimalismo dominante con momenti di composta, elegante e azzeccata deviazione. Il punto di forza sta comunque nei dialoghi, potenti e asciutti, spesso paradossali, come esemplificato dal poliziotto interpretato da Borghi. Nessuno crede all’uxoricida e in fondo, cui prodest? L’importante è parlare di leggerezza anche se si parla di assassinio.

Il finale lavora proprio su questa sospensione grottesca: non scioglie davvero il paradosso, lo lascia sedimentare. La colpa non trova un tribunale, la confessione non produce verità, la giustizia resta impigliata in una rete di esitazioni, formalismi e rimozioni. È come se il film suggerisse che l’assurdo più feroce non sia l’omicidio, ma l’incapacità collettiva di riconoscerlo fino in fondo. Paolo cerca una pena che gli restituisca un’identità morale; intorno a lui, però, il mondo preferisce neutralizzare tutto, trasformando persino il sangue in un equivoco amministrativo. In questo senso il finale non chiude: inchioda lo spettatore davanti a una società che non sa più distinguere tra colpa, responsabilità e convenienza.

Amaramente assurdo.

[-]

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goldy sabato 19 settembre 2026
non ? cinema. Valutazione 0 stelle su cinque
Sì
0%
No
100%

Il cinema  è fatto per emozionare, per coinvolgere. La fredda riflessione filosofica è riservata alla saggistica. O si  è capaci  di narrare ricorrendo a  metafora  significativa oppure la semplice,  fredda   riflessione   su aspetti contraddittori del nostro vivere inducono solo alla noia e al disinteresse. Questo film è un esempio di NON  cinema.

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