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felicity
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lunedì 21 luglio 2025
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una via di mezzo che purtroppo delude
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Mickey 17 parte a bomba: siamo in un futuro non vicinissimo, ma neanche distantissimo, in cui gli umani hanno colonizzato lo spazio e il capitalismo è fuori controllo.
Mickey parte per un lungo viaggio nello spazio, dove morirà n volte, sacrificandosi nei modi più cruenti, assurdi ed esilaranti, per poi essere ogni volta clonato da un macchinario. Mickey però è un tizio un po’ semplice e la prende tutto sommato benino. Va anche detto che Robert Pattinson è molto simpatico e buffo e rende alla perfezione il personaggio, un tizio qualunque che sta lì non per esplorare il cosmo, ma solo perché era l’unica chance per non morire definitivamente.
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Mickey 17 parte a bomba: siamo in un futuro non vicinissimo, ma neanche distantissimo, in cui gli umani hanno colonizzato lo spazio e il capitalismo è fuori controllo.
Mickey parte per un lungo viaggio nello spazio, dove morirà n volte, sacrificandosi nei modi più cruenti, assurdi ed esilaranti, per poi essere ogni volta clonato da un macchinario. Mickey però è un tizio un po’ semplice e la prende tutto sommato benino. Va anche detto che Robert Pattinson è molto simpatico e buffo e rende alla perfezione il personaggio, un tizio qualunque che sta lì non per esplorare il cosmo, ma solo perché era l’unica chance per non morire definitivamente.
Una satira molto meno raffinata di Parasite eppure molto divertente, piena di personaggi sopra le righe interpretati da attori in palla.
Invece, a un certo punto, è come se Bong Joon-ho si fosse dimenticato quello che voleva raccontare.
Dopo una prima parte tutta dedicata al tema del doppio, Bong passa ad altro, devia completamente, ma non lo fa in maniera originale o spiazzante: sembra proprio non sapere come sviluppare ulteriormente un tema e passare a un altro più semplice e banale.
Il valore della vita, l’identità, la lotta per l’auto-definizione e contro la schiavitù: tutti temi molto belli, che vengono messi presto da parte per raccontarci una storia di colonizzazione e scontro con i nativi come se ne sono viste tantissime.
Anche dal punto di vista della messa in scena non c’è niente di troppo originale o stupefacente: siamo dalle parti della fantascienza concreta che si è vista spesso negli ultimi tempi, con design minimali e “realistici”.
È tutto ben fatto, ma tutto un po’ ripiegato su un’estetica e una filosofia tipiche del prodotto medio americano.
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lu pichi
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sabato 22 marzo 2025
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troppe aspettative per un film coreano
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Non è un film che consiglierei perché non è il tipo di fantascienza che amo ma non posso dire che è brutto, è un film lineare con una sua logica comprensiva, Mark Buffalo fa n pò il verso all'eccentrico Musk, Pattinson nel ruolo di un'imbranato e la cosa più brutta che si possa vedere, è come mettere George Clooney a fare Mister Bean, forse era meglio metterci un attore coreano di quelli che fanno gli stupidi anche perché il film ha attori occidentali ma è in tutto un film Coreano, gli attori famosi servono a dare aspettative e secondo me ə questo l'errore di questo film, doveva rimanere in tutto e x tutto un film coreano così non ti aspettavi un film di Hollywood ti aspettavi un film coreano e forse lo apprezzava di più.
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Non è un film che consiglierei perché non è il tipo di fantascienza che amo ma non posso dire che è brutto, è un film lineare con una sua logica comprensiva, Mark Buffalo fa n pò il verso all'eccentrico Musk, Pattinson nel ruolo di un'imbranato e la cosa più brutta che si possa vedere, è come mettere George Clooney a fare Mister Bean, forse era meglio metterci un attore coreano di quelli che fanno gli stupidi anche perché il film ha attori occidentali ma è in tutto un film Coreano, gli attori famosi servono a dare aspettative e secondo me ə questo l'errore di questo film, doveva rimanere in tutto e x tutto un film coreano così non ti aspettavi un film di Hollywood ti aspettavi un film coreano e forse lo apprezzava di più. L'ho visto in due volte.
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[+] pattinson
(di pirafjem)
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athos
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martedì 18 marzo 2025
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grottesco
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Un film grottesco ma un passo indietro alla realtà attuale. Un passo indietro perchè Parasite era un'altra cosa, sia come sceneggiatura sia come attori.
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imperior max
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lunedì 17 marzo 2025
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vivere, morire e rinascere per un (cazzone) bene superiore...!
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MICKEY 17.
Bong Joon-ho non ha bisogno di presentazioni. Bastano come biglietto da visita i suoi Memorie di un assassino, Madre, Snowpiercer e Parasite. Anche gli altri meritano non poco. E con il suo ultimo film si dimostra un?altra volta capace di creare un?opera s? fatta con attori britannici (anche se Ruffalo ? USA e Collette ? australiana), s? con soldi e mezzi americani, ma per il resto ? un film coreano al 100%.
In un futuro distopico Mickey e il suo socio, schiacciati dai debiti con un mafioso usuraio, decidono di lasciare la Terra (ormai devastata da cataclismi ambientali e crisi sociali) e di far parte di un programma spaziale di colonizzazione sul pianeta Niflheim, presieduto dal tirannico ed esaltato Kenneth Marshall.
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MICKEY 17.
Bong Joon-ho non ha bisogno di presentazioni. Bastano come biglietto da visita i suoi Memorie di un assassino, Madre, Snowpiercer e Parasite. Anche gli altri meritano non poco. E con il suo ultimo film si dimostra un?altra volta capace di creare un?opera s? fatta con attori britannici (anche se Ruffalo ? USA e Collette ? australiana), s? con soldi e mezzi americani, ma per il resto ? un film coreano al 100%.
In un futuro distopico Mickey e il suo socio, schiacciati dai debiti con un mafioso usuraio, decidono di lasciare la Terra (ormai devastata da cataclismi ambientali e crisi sociali) e di far parte di un programma spaziale di colonizzazione sul pianeta Niflheim, presieduto dal tirannico ed esaltato Kenneth Marshall. Mickey diventa suo malgrado un sacrificabile e avr? il compito di finire in situazioni estreme soprattutto come cavia da laboratorio e di viaggi di sola andata e dunque di morire per poi essere clonato con tutti i suoi ricordi precedenti tramite stampante 3D e un nucleo di memoria. Tutto questo per la ?bellezza? di diciassette volte. La svolta arriva quando Mickey 17 viene dato per morto, ma lui sopravvive inaspettatamente, ritorna in branda nella nave madre e si imbatte faccia a faccia con il n.18. Da l? in poi le cose divamperanno in situazioni grottesche, rivelatorie e rivoluzionarie. Il tutto con l?aggiunta di mostroni molto particolari e cazzoni al potere.
Mickey 17 ? la summa di tutto il cinema di Joon-ho, dalle scenografie di Snowpiercer alle creature di The Host e Okja e dalle tematiche socio-politiche di Parasite e Memorie di un assassino. Senza contare dei tocchi di ironia e humour nero dove stavolta sono molto pi? a denti stretti del solito e con delle satire veramente azzeccate. La regia ? impeccabile con la solita fluidit? tipica coreana (come quasi tutto il cinema orientale), unita da un montaggio bello ritmato, una fotografia e delle musiche soavi. Effetti speciali molto ben fatti con una cgi praticamente invisibile tra sfondi e creature aliene. Interpretazioni dei nostri veramente lodevoli. Un Robert Pattinson in un bel doppio ruolo dove alterna bene il bravo ragazzo ingenuo e il tenebroso cinico, un Mark Ruffalo s? sopra le righe, ma perfetto per il suo personaggio, una Toni Collette da perfetta spalla autonoma per Mark e dei buoni Naomi Ackie e Steven Yeun.
Tra storia, personaggi e argomenti, direi che il film ne ? bello pieno. Vengono ridicolizzati i potenti come dei dittatori capitalisti come Marshall, tanto belli, magnanimi e solenni davanti al popolo quanto cazzoni, piccoli e disumani nel privato. Stavolta spalleggiato dalla moglie che ne veicola gli intenti e le parole. Non a caso ? l?immagine di tanti capi stato dittatoriali e che (magari fortuitamente) riconducibili a Trump e Musk. Viene ridicolizzato il sistema che vuole l?individuo come carne da macello e quasi del tutto incurante del pensiero e della sua vita, vedendo il ruolo di Mickey 17. Al contempo per? viene anche proposto come attuare una rivoluzione con Mickey 18 come metafora dell?insurrezione dopo svariate soppressioni e dunque il voler imporsi in quanto memore di tali atrocit?. Curioso poi il ruolo dei Tardigradi del pianeta Niflheim che, rispetto agli umani, viene ribaltato nella prospettiva di ?esseri alieni? ed ?esseri civili? e di vita intelligente. Per non parlare poi della collettivit? combaciata con l?individualismo nei loro valori guardando le due specie e come le vivono. Inutile dire che il tutto ? contornato da momenti riflessivi seri e ironici ben equilibrati con sprazzi di sangue e violenza qua e l? trattati elegantemente e un pizzico di erotismo.
Insomma un?opera sicuramente ben riuscita, sicuramente non perfetta dove non tutte le tematiche sono trattate nella stessa misura, ma che certamente portano in auge quelle due o tre importanti e pi? amate dal regista, ossia una forma di pace per tutti e nel rispetto per tutti, persino per i nemici in un certo senso.
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folgore94
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sabato 15 marzo 2025
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sotto le mie aspettative
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L'interpretazione da parte dei personaggi è sicuramente ottima ,ma ho trovato dialoghi un pò pesanti in alcuni punti e non sono stato preso dalla trama come nei precdenti film,probabilmente sugli sci-fi dovrebbe azzardare un pochino di più e rimanere sul tradizionale con più azione ed effetti speciali x raccogliere i consesi del pubblico.
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mont_blanc
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mercoledì 12 marzo 2025
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caserecciamente blasfemo
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La primissima impressione che ho avuto, dal trailer, è stata quella di un Moon (il film) votato all'azione e pervertito.
Come inizia: due tizi si indebitano con uno strozzino sadico. Per sfuggirgli si imbarcano su un'astronave. Uno ha un qualche titolo riconosciuto di utilità, l'altro non ha altra possibilità che proporsi come "sacrificabile". Un soggetto il cui corpo e la cui mente vengono memorizzati. E all'occorrenza viene stampato un nuovo clone a cui verrà riempita la memoria con i ricordi del Mickey originale. Il Mickey viene perciò utilizzato per ogni genere di lavoro pericoloso, sia sulla nave che una volta giunti sul pianeta alieno.
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La primissima impressione che ho avuto, dal trailer, è stata quella di un Moon (il film) votato all'azione e pervertito.
Come inizia: due tizi si indebitano con uno strozzino sadico. Per sfuggirgli si imbarcano su un'astronave. Uno ha un qualche titolo riconosciuto di utilità, l'altro non ha altra possibilità che proporsi come "sacrificabile". Un soggetto il cui corpo e la cui mente vengono memorizzati. E all'occorrenza viene stampato un nuovo clone a cui verrà riempita la memoria con i ricordi del Mickey originale. Il Mickey viene perciò utilizzato per ogni genere di lavoro pericoloso, sia sulla nave che una volta giunti sul pianeta alieno. Ma non solo...
Il pianeta dove atterrano è popolato da creature native che sembrano un incrocio fantasioso fra gli Orsetti d'acqua (i famosi tardigradi) e i Porcellini di terra (Armadillidium vulgare, l'insettino che si appallottola).
Con Snowpiercer, il regista coreano ha conquistato la mia stima. Con Parasite è stato un meh! E Mickey... di nuovo bingo. Anche se temevo, dal trailer pesanti derive woke.
E ci sono, ma non come mi aspettavo. Per quanto il cinema debba veicolare praticamente per contratto anche temi e valori negativi, mentre in genere essi si vedono inseriti nelle trame dei film in modo diretto per assolvere il compitino, Bong Joon-ho li implementa a modo suo, non facendosene dominare, quanto piuttosto tenendoli lui al guinsaglio.
Il film si distingue dalla massa dei prodotti hollywoodiani, grazie al suo tocco di sensibilità asiatica e a una direzione marcata dal polso del regista, la cui verve sovrasta le dinamiche tipiche dei prodotti americani. Il regista ha scelto bene il cast, esaltando il carattere di ciascun attore nel ruolo a lui più congeniale. E come al solito non fa mancare un po' di orgoglio coreano, con attori del suo paese.
Al centro della scena c'è, non sempre, ma quasi sempre, Mickey. Sia che sia coinvolto direttamente, sia che riguardi avvenimenti importanti formalmente a lui estranei. Vicino o lontano, Mickey è generalmente il punto di riferimento. E non la generalità dei Mickey, ma l'iterazione numero 17 in particolare. Il Mickey 17 è fedele a se stesso. Sempre.
Orientativamente, ad un certo grado, sembra tagliato su una figura cristologica. Ciascun Mickey sembra spiccare per una qualche caratteristica univoca.
Quando entra in gioco il personaggio di Ruffalo, Kenneth Marshall, e di sua moglie Qwen (Toni Collette), sopraggiunge nel film una dimensione spregiudicata, clownesca di infimo livello e fortemente blasfema. La coppia Kenneth-Qwen ricorda la coppia francese Macron e consorte (Brigitte Marie-Claude Trogneux), e Kenneth sembra in particolare una combinazione fra Macron e Trump. Non sono riuscito a capire se il film è blasfemo per essere blasfemo, o per dare una panoramica di un certo tipo (pochezza e ridicolagine) dei blasfemi che sono nella stanza dei bottoni dell'umanità. O un po' tutte e due le cose. Questa cosa è anche la ciliegina sulla torta alla fine fine fine dei titoli di coda. E' in italiano, e non so se lo è perché sia stata localizzata o se è così anche in originale. Penso di più la seconda.
La scelta di focalizzarsi sull'iterazione numero 17 anziché 7, come nel libro, è forse per stuzzicare l'immanente iterazione 18. Che è la somma di tre sei. 6+6+6.
Per quanto non approvi la blasfemia del film, esso ha tante sfaccettature e temi interessanti che colpiscono nel segno, se si vuole cogliere il messaggio, e riesce a unire una regia che tiene d'occhio il particolare che non ti aspetti con un'impronta grossolana e facilona (qui poco facilona però) che si vede spesso nel cinema orientale. Perciò non posso non apprezzarlo.
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johnny1988
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mercoledì 12 marzo 2025
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da non perdere, sulla scia di don''t look up
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MICKEY 17 (B.J.Hoo, 2025) ***
Lo sfigatissimo Mickey Barnes (R.Pattinson) vive perseguitato, insieme al socio in affari, dagli strozzini e per sfuggire ai creditori, si rifugia, volontario insieme al compagno, su una missione spaziale alla volta della colonizzazione di nuovi pianeti.
Casualmente Mickey viene selezionato in un programma sperimentale innovativo: il team di ricerca dell'equipaggio potrà condurre dei test sul ragazzo e, ogni volta che questi trapassa, potrà prontamente rigenerarne corpo e memoria, accuratamente salvata in backup in un disco di memoria esterno sempre pronto all'uso. Questo spiega il numero 17, ossia il numero di cavie che la stampante clona. Non sembra più esserci scopo alternativo nell'esistenza di Mickey. Eppure, in avanscoperta sul pianeta su cui l'astronave attracca, l'uomo viene apparentemente assalito da una colonia indigena di tardigradi, che invece di lasciarlo morire in mezzo al ghiaccio, lo restituisce sano e salvo alla sua navicella. Qui, nel frattempo, dove si dà per scontato il decesso del numero 17, viene stampata la diciottesima replica. Ma il governo non consente la convivenza di "multipli" e questo spinge i due cloni a una lotta all'ultimo sangue per la sopravvivenza e per mantenere esclusiva la relazione sentimentale con un'agente di guardia a bordo. Solo l'intervento inaspettato di Kenneth Marshall (M.Ruffalo), un deputato fallito ed esaltato da mire espansionistiche, a capo della spedizione, ribalterà le sorti e spingerà i due multipli a fare squadra per salvarsi la pelle e restituire un cucciolo di "strisciante" alla sua famiglia, che minaccia di sterminare gli astronauti.
Non bastano poche righe per spiegare la sinossi dell'ultimo film di Bong Joon-ho, reduce del successo globale di "Parasite" del 2019.
Il film, la cui produzione è durata relativamente poco (mezzo anno fra riprese e montaggio) ma la cui distribuzione vede la luce solo nel 2025, trae spunto dal romanzo omonimo di Edward Ashton ed è una commedia paradossale sulla pusillanimità dell'essere umano, figlia di una politica sovranista, qui portata agli eccessi della megalomania e del narcisismo (M.Ruffalo, estremamente iconico, riproduce senza tanti veli tutta la coglionaggine di Donald Trump) e sulla sussistenza, ora passiva ora attivissima. Se quello della prima parte della storia è un confronto tragicomico e sofisticato con il tormento interiore - morale e filosofico - dell'uomo che deve scegliere fra rendersi padrone del suo arbitrio, e della sua anima, o azzerbinarsi a una condizione di rassegnazione e di sudditanza agli autarchi, la seconda solleva il confronto al problema secolare della conquista dei confini e dell'immigrazione: l'essere umano, come giustamente fa notare Nasha in uno sfogo di magistrale prosaicismo, è l'alieno invasore, mentre gli striscianti sono le "vittime" prescelte per la sostituzione "etnica".
La pellicola purtroppo non sta godendo dello stesso successo dei precedenti lavori di Hoo, malgrado l'autore mantenga inalterata l'asticella della satira politica e sociale della sua filmografia, con particolare attenzione alla direzione artistica (Robert Pattinson forse non si è mai visto così stranamente bello e bravo prima di questa performance) e a una messinscena che confluisce fumetto, ideologie marxiste e letteratura distopica. Con una formula che invece di declinare o ripetersi come ci si potrebbe aspettare da un autore che fa degli stessi contenuti il fil rouge del suo pensiero, non esaurisce le idee e assicura, invece, un grado di divertimento contagioso e irresistibile.
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[+] tra satira distopica e riflessione esistenziale
(di antonio montefalcone)
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temat825
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mercoledì 12 marzo 2025
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tutti cialtroni
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Tutti cialtroni: cialtronissimi i cattivi, un po' cialtroni anche i buoni, cialtroni i fin qui serissimi alieni, cialtrone ma tenero l'eroe, cialtrone e schizzato il doppio dell'eroe, cialtrona perfino l'eroina romantica che, appena intravede le succulente implicazioni del doppio, non esita a sbarazzarsi delle smancerie del ruolo. Peccato che gli autori non abbiano pensato di incialtronire anche la genetista con un ritocchino in stile Frankenstein junior al patrimonio genetico del buon Mickey.
Il tutto in una messinscena che passa dal drammatico, all'angosciante, al sarcastico, al ridicolo, all'inverosimile e poi di nuovo al drammatico, all'angosciante e via di seguito.
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Tutti cialtroni: cialtronissimi i cattivi, un po' cialtroni anche i buoni, cialtroni i fin qui serissimi alieni, cialtrone ma tenero l'eroe, cialtrone e schizzato il doppio dell'eroe, cialtrona perfino l'eroina romantica che, appena intravede le succulente implicazioni del doppio, non esita a sbarazzarsi delle smancerie del ruolo. Peccato che gli autori non abbiano pensato di incialtronire anche la genetista con un ritocchino in stile Frankenstein junior al patrimonio genetico del buon Mickey.
Il tutto in una messinscena che passa dal drammatico, all'angosciante, al sarcastico, al ridicolo, all'inverosimile e poi di nuovo al drammatico, all'angosciante e via di seguito. Per non parlare della recitazione, caricata ed espressionista come tipicamente nei film asiatici, ma affidata ad attori occidentali.
Una simile combinazione, sicuramente spiazzante e per nulla convenzionale, può produrre il capolavoro o la proverbiale boiata pazzesca. Io, per quel che vale, oscillo tra l'una e l'altra opzione senza riuscire a decidermi, comunque apprezzando (se l'ho compresa) l'idea di fondo della smitizzazione del genere fantascientifico, idea di per sé cerebrale e che quindi nello sviluppo narrativo richiede grande controllo o il guizzo di genio, qui entrambi carenti ma non del tutto assenti.
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angelo76
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martedì 11 marzo 2025
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brutto film
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bong jhoon-ho delude tutte le mie aspettative.
Un film senza un'anima.
Sembra una dei tanta sci-fi che trovi in piattaforma
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uppercut
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lunedì 10 marzo 2025
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stampa bloccata a met
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Come la stampa umana, rappresentata e raccontata in modo irresistibile nel film, anche la "stampa" di questo film fa i conti con il rischio dell'intoppo, proprio a metà del processo, con la parte già elaborata tristemente penzolante di fuori, e l'altra purtroppo assente. Il film parte benissimo, ti viene da dire: oh, ci siamo! ma poi, dopo la prima ora, la navicella sbaglia completamente strada, o comunque sceglie di abbandonare ogni possibile sviluppo socio-filosofico (pur magari mantenendo un piacevole tono da dark comedy), per assecondare invece le attese di un pubblico d'oltreoceano sempre più svuotato di intelligenza e sensibilità. Davvero sembra che a un certo punto sia intervenuto lo sciopero degli sceneggiatori e si sia corsi ai ripari con l'IA.
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Come la stampa umana, rappresentata e raccontata in modo irresistibile nel film, anche la "stampa" di questo film fa i conti con il rischio dell'intoppo, proprio a metà del processo, con la parte già elaborata tristemente penzolante di fuori, e l'altra purtroppo assente. Il film parte benissimo, ti viene da dire: oh, ci siamo! ma poi, dopo la prima ora, la navicella sbaglia completamente strada, o comunque sceglie di abbandonare ogni possibile sviluppo socio-filosofico (pur magari mantenendo un piacevole tono da dark comedy), per assecondare invece le attese di un pubblico d'oltreoceano sempre più svuotato di intelligenza e sensibilità. Davvero sembra che a un certo punto sia intervenuto lo sciopero degli sceneggiatori e si sia corsi ai ripari con l'IA. Dialoghi eterni, senza nerbo, scene estenuanti, senza sprint. Solo scenette di contenuto sessuale, chiasso, combattimenti individuali e in campo aperto... Insomma, sbadigli. Un vero peccato. Le premesse erano quelle di un capolavoro. Il risultato è di un film che dimenticherò.
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