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fabio
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mercoledì 7 gennaio 2026
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una noia mortale
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L'idea e' abbastanza originale, ma la realizzazione modesta. La presenza del grandissimo Tom Hanks lascia immaginare un altro successo, ma cosi non e'; il film nell'avvicendarsi di queste diverse situazioni familiari di epoche diverse, per lo piu' nella stessa stanza, non decolla, rimane solo un mix di storie monotone, dopo poco piu' di mezz'ora me ne sono andato.
Non lo annovero tra i film mediocri, ma ne sconsiglio comunque la visione.
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william dollace
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domenica 14 dicembre 2025
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qui ? ora / qui e ora
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Questo adattamento del fumetto Here di Richard McGuire del 1989 ? un recupero che sferza la mia visione lunga un anno al cinema con una codata finale inaspettata. A 30 anni da Forrest Gump si riuniscono Tom Hanks e Robin Wright, perch? s? che il tempo ? tiranno, ma ? ancora l?unica cosa che abbiamo che abbia un valore. Il tempo vola quando fai finta che il futuro sia lungo e pieno di sorprese, amore, novit? ignote, il tempo vola tuttavia anche quando la vita si spezza, ma tutto sommato pur trasformandosi, non si disintegra. E questo non so se ? un bene, conciliante o ? una constatazione desolante, il punto di vista pur essendo univoco si ribalta dal dentro al fuori solo alla fine (presence di soderbergh con un dolly alla de palma) e se le generazioni si fanno collante in un luogo attraverso il tempo Zemeckis ancora una volta pioniere del cinema ribalta la prospettiva della sua trilogia sul futuro, in cui si viaggiava nei luoghi per rincollare le vite che si perdevano, qui si viaggia nel tempo per mostrare le generazioni che si scollano e reincollano ma che vivono, nonostante, gli anni, i decenni.
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Questo adattamento del fumetto Here di Richard McGuire del 1989 ? un recupero che sferza la mia visione lunga un anno al cinema con una codata finale inaspettata. A 30 anni da Forrest Gump si riuniscono Tom Hanks e Robin Wright, perch? s? che il tempo ? tiranno, ma ? ancora l?unica cosa che abbiamo che abbia un valore. Il tempo vola quando fai finta che il futuro sia lungo e pieno di sorprese, amore, novit? ignote, il tempo vola tuttavia anche quando la vita si spezza, ma tutto sommato pur trasformandosi, non si disintegra. E questo non so se ? un bene, conciliante o ? una constatazione desolante, il punto di vista pur essendo univoco si ribalta dal dentro al fuori solo alla fine (presence di soderbergh con un dolly alla de palma) e se le generazioni si fanno collante in un luogo attraverso il tempo Zemeckis ancora una volta pioniere del cinema ribalta la prospettiva della sua trilogia sul futuro, in cui si viaggiava nei luoghi per rincollare le vite che si perdevano, qui si viaggia nel tempo per mostrare le generazioni che si scollano e reincollano ma che vivono, nonostante, gli anni, i decenni. Cinematograficamente ? un?unica finestra in una stanza che moltiplica le finestre come (ri)quadri digitali nello spazio e nel tempo che appaiono, ritagliano, incollano, si sovrappongono, viaggiano di vita propria (minority report, non a caso di spielberg, introduceva il gesto). E non so se ? la storia del tempo in un luogo o di un luogo che vola nel tempo, fatto sta che quel luogo, qui, consuma varie vite, traslochi, invenzioni, gesti antichi come l?umanit? e prima ancora della sua comparsa, un qui che vale una vita intera, matrimoni, trib?, cene del ringraziamento, lavori e annunci di lavori che si perdono e che si trovano, prime e ultime volte, dolori e lutti e matrimoni e nascite, figli che giocano e padri che si spengono, e ancora passioni che si coltivano e che si dimenticano, amori che evolvono e finiscono per non finire mai, che vanno altrove e tornano poi qui, quel luogo in cui si ? stati, ma soprattutto quel luogo in cui si ? stati felici, ovvero una o pi? fugaci istantanee che si ritagliano in ogni angolo del qui ed ? sempre stato qui, e ora, e poi, come in una preghiera laica, tutto ricorda e riunisce, perch? ogni come le cose vadano ?grazie per il suono di tutte le voci che sono state qui?, e da qui (here) - tutto il cinema in una stanza.
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felicity
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lunedì 21 luglio 2025
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un film/sfida incentrato su un?idea
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Here è un film/sfida incentrato su un’idea che cerca di coniugare tecnica, stile e cuore.
Inquadratura fissa in cui si alternano vicende che coprono un arco temporale di milioni di anni, dal mesozoico al giorno d’oggi.
Zemeckis si autocita spesso, a partire da una scelta attoriale fondante: i protagonisti sono Tom Hanks e Robin Wright di Forrest Gump, che tornano ad accompagnarci lungo la storia americana non più “di corsa” ma immobilizzati nel totale fisso di un salotto.
Sono loro, certo, ma opportunamente de-aged per la maggior parte del tempo, perché c’era bisogno proprio di loro e allora la tecnologia ci soccorre.
Quella dei coniugi Young è la vicenda principale alla quale se ne alternano altre invero non molto organiche o significanti.
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Here è un film/sfida incentrato su un’idea che cerca di coniugare tecnica, stile e cuore.
Inquadratura fissa in cui si alternano vicende che coprono un arco temporale di milioni di anni, dal mesozoico al giorno d’oggi.
Zemeckis si autocita spesso, a partire da una scelta attoriale fondante: i protagonisti sono Tom Hanks e Robin Wright di Forrest Gump, che tornano ad accompagnarci lungo la storia americana non più “di corsa” ma immobilizzati nel totale fisso di un salotto.
Sono loro, certo, ma opportunamente de-aged per la maggior parte del tempo, perché c’era bisogno proprio di loro e allora la tecnologia ci soccorre.
Quella dei coniugi Young è la vicenda principale alla quale se ne alternano altre invero non molto organiche o significanti.
Here ci vuole anche emozionare alla vecchia maniera, si concentra sulla vita di Richard e Margaret in un crescendo emotivo che culmina con l’espediente/ricatto dell’alzheimer, con un dialogo finale che però sa di troppo costruito, intenzionale e meccanico, oltre che prevedibile, per emozionare davvero, accompagnato dall’ipotetico corrispettivo relativo/emotivo linguistico, ossia il primo, unico e ultimo movimento di macchina del film, a mostrare un controcampo negato che però non svela niente di particolare o decisivo.
Lode a Zemeckis che cerca sempre e comunque di fare qualcosa di interessante, nuovo e rilevante a più livelli. L’idea/sfida, però, stavolta è realizzata in modo molto freddo e controllato eppure poco organico (le storie collaterali lasciano spesso indifferenti e sembrano esserci solo perché devono esserci) e anche poco rigoroso, essendo in parte contraddetta da una preannunciata svolta melodrammatica finale.
Il risultato della sommatoria delle sue parti è che Here non è abbastanza “sperimentale”, non è abbastanza “tradizionale”, non è abbastanza “freddo” e non è abbastanza “caldo”.
Here è un po’ di tutto, ma finisce per essere non abbastanza.
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lizzy
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mercoledì 21 maggio 2025
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un capolavoro di polpettone.
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Beh, cari amici, io comincerei col dire che "Zemeckis è Zemeckis" e tutto quello che fa riflette il suo "tocco magico" nell'arte cinematografica.
Ogni sua opera, infatti, è un gioiellino prezioso e ha qualcosa che la rende memorabile, nel bene o nel male.
Detto questo...
Come definire "Here"?
Ho scritto, appunto, un capolavoro di polpettone.
Cosa intendo con questo... intendo che non si può dire che l'idea di fondo non sia carina e che la sua esecuzione sia meno che spettacolare. Impossibile qualche decennio fa immaginare un lavoro del genere.
Gestire con i computer tutta la storia non sarà stato facile ed il risultato è strabiliante.
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Beh, cari amici, io comincerei col dire che "Zemeckis è Zemeckis" e tutto quello che fa riflette il suo "tocco magico" nell'arte cinematografica.
Ogni sua opera, infatti, è un gioiellino prezioso e ha qualcosa che la rende memorabile, nel bene o nel male.
Detto questo...
Come definire "Here"?
Ho scritto, appunto, un capolavoro di polpettone.
Cosa intendo con questo... intendo che non si può dire che l'idea di fondo non sia carina e che la sua esecuzione sia meno che spettacolare. Impossibile qualche decennio fa immaginare un lavoro del genere.
Gestire con i computer tutta la storia non sarà stato facile ed il risultato è strabiliante.
Ma...
Ma di base tutta questa mirabolante opera si frantuma con una storia interessante, ma poco avvincente.
Il cinema infatti è pieno di storie di vita normale (un esempio su tutti: "La Famiglia" di Scola, molto simile come idea...) che però possono lasciare il tempo che trovano.
In Here infatti quel che affascina è il montaggio, le idee di regia e sceneggiatura, fino alla stupenda scena finale che ci svela alla fine un punto di vista "Inedito" del tutto.
Ma finisce tutto qui.
Il saltellare di palo in frasca a volte annoia, magari a qualcuno confonderà le idee. Tutte queste famiglie di fondo non hanno veramente nulla di interessante ed infatti, da come leggo, la parte che è balzata più all'occhio di tutti è quella più corta della "coppia della poltrona". Marito e Moglie che pare sappiano godersi la vita fra tante banalità tutte intorno a loro.
Come giudicare quindi questo ennesimo esercizio di stile di Zemeckis?
Onestamente non lo so.
Io mi sono abbastanza annoiato nel vederlo e se da una parte mi è piaciuta la gestione "visiva" del racconto (ma anche il commento sonoro è molto azzeccato), dall'altra ero conscia di assistere alla vita di banali famiglie qualunque.
Il film quindi merita certo una visione.
Una.
Stop.
Basta e avanza.
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mapf
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lunedì 17 febbraio 2025
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ma per favore
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Ma cos'è, il riassunto della storia delle pubblicità natalizie americane? Un documentario sull'evoluzione dell'arredamento nel corso del Novecento? Ennesimo film costruito, freddo, didascalico, fasullo e senz'anima, ennesima bella confezione con dentro il vuoto pneumatico. Gli unici due veri e vivi, la coppia ballerina e porcellina della poltrona pigra, si vedono si e no cinque minuti, ma è giusto cosi, hanno ben altro da fare, loro due, che star lì a insegnarci le difficoltà della vita e i buoni sentimenti. Dentro una stanza che avrebbe potuto contenere *tutto* e in cui invece non c'è *nulla*. Consiglio: fate qualsiasi altra cosa.
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mapf
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lunedì 17 febbraio 2025
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ma per favore
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Ma cos'?, un riassunto di tutte le pubblicit? natalizie della storia americana? Un documentario sull'arredamento nel corso del Novecento? Due stelle solo perch? non ? n? un filmaccio italiano n? una completa idiozia di un paese quale che sia, ma dio santo, tra queste quattro pareti, che avrebbero potuto contenere *tutto*, non c'? *niente*. Avevo intravisto una recensione che parlava di vita, ma ? esattamente il contrario, qui tutto ? morto in partenza, costruito stilizzato cristallizzato ben confezionato e amen. Ennesimo film senz'anima. Gli unici due che ce l'hanno, gli unici due vivi, sono la coppia ballerina e porcellina della poltrona pigra, l'unica cosa di tutto il film che non suona fredda fasulla didascalica inutile, ma si vedono poco, hanno ben altro da fare, loro, che insegnarci l
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Ma cos'?, un riassunto di tutte le pubblicit? natalizie della storia americana? Un documentario sull'arredamento nel corso del Novecento? Due stelle solo perch? non ? n? un filmaccio italiano n? una completa idiozia di un paese quale che sia, ma dio santo, tra queste quattro pareti, che avrebbero potuto contenere *tutto*, non c'? *niente*. Avevo intravisto una recensione che parlava di vita, ma ? esattamente il contrario, qui tutto ? morto in partenza, costruito stilizzato cristallizzato ben confezionato e amen. Ennesimo film senz'anima. Gli unici due che ce l'hanno, gli unici due vivi, sono la coppia ballerina e porcellina della poltrona pigra, l'unica cosa di tutto il film che non suona fredda fasulla didascalica inutile, ma si vedono poco, hanno ben altro da fare, loro, che insegnarci le difficolt? della vita e i buoni sentimenti;)
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gabriella
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lunedì 27 gennaio 2025
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Un salotto e una finestra centrale è la cornice la cui tela rappresenta un’umanità e una società in evoluzione nel corso dei secoli, dall’alba del mondo ai giorni nostri, tramite lo sguardo di una telecamera fissa che diventa il nostro sguardo, il nostro punto di osservazione, eliminando il fuoricampo che rappresenta il cardine delle occasioni mancate. Attraverso le varie epoche americane, che poi sono lo specchio dei protagonisti, le persone che di volta in volta abitano la casa, dall’aviatore, all’inventore, alla famiglia afroamericana, pezzi di storia che si accavallano come si accavallano gli inquilini della casa, che si concentreranno maggiormente sulle figure di Richard e Margaret ( Tom Hanks e Robin Wright), che vivranno in quella casa giovanissimi sposi e felici genitori di una bambina, c’è la vita che scorre tra le pareti domestiche e sul volto degli interpreti , con l’uso del de aging digitale, c’è l’aggancio tra lo spazio e il tempo, un elemento circolare che si ripete pur nelle sue sfaccettature e diversità.
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Un salotto e una finestra centrale è la cornice la cui tela rappresenta un’umanità e una società in evoluzione nel corso dei secoli, dall’alba del mondo ai giorni nostri, tramite lo sguardo di una telecamera fissa che diventa il nostro sguardo, il nostro punto di osservazione, eliminando il fuoricampo che rappresenta il cardine delle occasioni mancate. Attraverso le varie epoche americane, che poi sono lo specchio dei protagonisti, le persone che di volta in volta abitano la casa, dall’aviatore, all’inventore, alla famiglia afroamericana, pezzi di storia che si accavallano come si accavallano gli inquilini della casa, che si concentreranno maggiormente sulle figure di Richard e Margaret ( Tom Hanks e Robin Wright), che vivranno in quella casa giovanissimi sposi e felici genitori di una bambina, c’è la vita che scorre tra le pareti domestiche e sul volto degli interpreti , con l’uso del de aging digitale, c’è l’aggancio tra lo spazio e il tempo, un elemento circolare che si ripete pur nelle sue sfaccettature e diversità. C’è l’esistenza, i sentimenti che anche quelli cambiano e si modificano, il bisogno di uno spazio proprio, la delusione per non avere esaudito e riposto i sogni giovanili, anche qui, la storia che si ripete e si tramanda da padre e figlio, la concretezza, la mancanza di coraggio, la trappola delle abitudini, le necessità cui farsi carico, gli amori che cessano di respirare, il declino, la malattia, la vecchiaia, la casa che torna a essere luogo per riconoscersi. Il film di Zemeckis è sicuramente più visivo che descrittivo, confesso che non amo particolarmente le tecniche digitali, e l’uso dell’intelligenza artificiale, rende un po' artificioso il risultato, ma riconosco che emoziona e coinvolge, è il volto dell’America e di un sogno promesso e non mantenuto.
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gabriella
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lunedì 27 gennaio 2025
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Un salotto e una finestra centrale è la cornice la cui tela rappresenta un’umanità e una società in evoluzione nel corso dei secoli, dall’alba del mondo ai giorni nostri, tramite lo sguardo di una telecamera fissa che diventa il nostro sguardo, il nostro punto di osservazione, eliminando il fuoricampo che rappresenta il cardine delle occasioni mancate. Attraverso le varie epoche americane, che poi sono lo specchio dei protagonisti, le persone che di volta in volta abitano la casa, dall’aviatore, all’inventore, alla famiglia afroamericana, pezzi di storia che si accavallano come si accavallano gli inquilini della casa, che si concentreranno maggiormente sulle figure di Richard e Margaret ( Tom Hanks e Robin Wright), che vivranno in quella casa giovanissimi sposi e felici genitori di una bambina, c’è la vita che scorre tra le pareti domestiche e sul volto degli interpreti , con l’uso del de aging digitale, c’è l’aggancio tra lo spazio e il tempo, un elemento circolare che si ripete pur nelle sue sfaccettature e diversità.
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Un salotto e una finestra centrale è la cornice la cui tela rappresenta un’umanità e una società in evoluzione nel corso dei secoli, dall’alba del mondo ai giorni nostri, tramite lo sguardo di una telecamera fissa che diventa il nostro sguardo, il nostro punto di osservazione, eliminando il fuoricampo che rappresenta il cardine delle occasioni mancate. Attraverso le varie epoche americane, che poi sono lo specchio dei protagonisti, le persone che di volta in volta abitano la casa, dall’aviatore, all’inventore, alla famiglia afroamericana, pezzi di storia che si accavallano come si accavallano gli inquilini della casa, che si concentreranno maggiormente sulle figure di Richard e Margaret ( Tom Hanks e Robin Wright), che vivranno in quella casa giovanissimi sposi e felici genitori di una bambina, c’è la vita che scorre tra le pareti domestiche e sul volto degli interpreti , con l’uso del de aging digitale, c’è l’aggancio tra lo spazio e il tempo, un elemento circolare che si ripete pur nelle sue sfaccettature e diversità. C’è l’esistenza, i sentimenti che anche quelli cambiano e si modificano, il bisogno di uno spazio proprio, la delusione per non avere esaudito e riposto i sogni giovanili, anche qui, la storia che si ripete e si tramanda da padre e figlio, la concretezza, la mancanza di coraggio, la trappola delle abitudini, le necessità cui farsi carico, gli amori che cessano di respirare, il declino, la malattia, la vecchiaia, la casa che torna a essere luogo per riconoscersi. Il film di Zemeckis è sicuramente più visivo che descrittivo, confesso che non amo particolarmente le tecniche digitali, e l’uso dell’intelligenza artificiale, rende un po' artificioso il risultato, ma riconosco che emoziona e coinvolge, è il volto dell’America e di un sogno promesso e non mantenuto.
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giovedì 23 gennaio 2025
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il palcoscenico della vita.
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Concordo in pieno.Meravigliosa recensione che rispecchia totalmente l'atmosfera malinconica del film. Uno dei pi? belli che abbia mai visto.
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leila
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giovedì 23 gennaio 2025
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punto di vista
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Here con Tom Hanks
Finito con un senso di incompletezza e le altre storie ? Solo flash di riempimento
La loro molto ben interpretata,
I cambi di tempo con lacune secolari e i cambi di scena da multischermo pc
si perde e si riprende la struttura della storia e la devi ricercare
In questo sta L originalità del film che se non fossi già avvertito sarebbe quasi claustrofobica , ma in questa sta la sua peculiarità
bella locazione bella scenografia ai limiti del sopportabile la ingombrante presen
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Here con Tom Hanks
Finito con un senso di incompletezza e le altre storie ? Solo flash di riempimento
La loro molto ben interpretata,
I cambi di tempo con lacune secolari e i cambi di scena da multischermo pc
si perde e si riprende la struttura della storia e la devi ricercare
In questo sta L originalità del film che se non fossi già avvertito sarebbe quasi claustrofobica , ma in questa sta la sua peculiarità
bella locazione bella scenografia ai limiti del sopportabile la ingombrante presenza del brutto divano marrone, ben giustifica che margareth se ne voglia andare
Per il resto altri simpatici personaggi rendono non noioso il film nel complesso
Insomma, da Forrest Gamp ben distante
Non mi piacciono comunque i paragoni neanche le votazioni
Mi è parsa quasi un’esercitazione in itinere
Direi che si può ben aspettare lo diano in tv
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