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felicity
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venerdì 10 maggio 2024
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la damigella si salva da sola ma non salva il film
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Damsel è un film scritto con gli algoritmi e il bilancino, che esaurisce tutto nella premessa (la principessa che si salva da sola) e per il resto è una serie di trovate così stupide che manco è un insulto, ma una valutazione tecnica.
Terribile. Ed è forse ora di ammettere che Millie Bobby Brown non è (ancora) una brava attrice, sicuramente non una da poter reggere da sola il peso di un film, anche se brutto come questo.
Partiamo da un presupposto: ci sono le star e ci sono gli attori/attrici bravi/e. A volte le due cose sono la stessa cosa, altre volte non sono la stessa cosa.
Il cinema e la televisione del XXI secolo non sono diversi da quelli del passato per questo, ma lo sono per il volume di fuoco mediatico che possono utilizzare oggi.
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Damsel è un film scritto con gli algoritmi e il bilancino, che esaurisce tutto nella premessa (la principessa che si salva da sola) e per il resto è una serie di trovate così stupide che manco è un insulto, ma una valutazione tecnica.
Terribile. Ed è forse ora di ammettere che Millie Bobby Brown non è (ancora) una brava attrice, sicuramente non una da poter reggere da sola il peso di un film, anche se brutto come questo.
Partiamo da un presupposto: ci sono le star e ci sono gli attori/attrici bravi/e. A volte le due cose sono la stessa cosa, altre volte non sono la stessa cosa.
Il cinema e la televisione del XXI secolo non sono diversi da quelli del passato per questo, ma lo sono per il volume di fuoco mediatico che possono utilizzare oggi. Milly Bobby Brown è il classico esempio. Lanciata da Stranger Things, poi finita in Enola Holmes, è con altre colleghe il volto femminile di punta della Generazione Z. Tuttavia ha un grosso problema che questo fantasy mediocrissimo e senza sapore evidenzia ancora di più: non ha un grande talento.
Come se non bastasse, non ha neppure in dote quella fisicità che ha permesso per esempio a Milla Jovovich di bypassare il problema e imporsi nello scenario action con iconicità.
Millie usa i suoi soldi per prodursi i film da sola. Se li produce su misura, e se li produce a forma dell’immagine che vuole emanare e dei messaggi educativi che vuole trasmettere. A forma di auto-eleggersi a “role model”, e di cesellare lo script e ogni inquadratura a comporre un quadro preciso per un target preciso (i giovanissimi). In poche parole: è Dwayne Johnson. È anche riuscita a pagarsi Fresnadillo in regia, che non è l’ultimo, per cui in realtà, dopo una serie infinita di sequenze ultradidascaliche – lei che taglia la legna con l’accetta (metafora di com’è stata scritta la sceneggiatura), lei che ostenta le sue decisioni autonome e ponderate, la vestizione da principessa che evidenzia il lusso inutile e la scomodità dell’abito, l’anello gettato con enfasi a tradimento scoperto, il coraggio nel momento del pericolo, ma anche le urla strazianti nel momento del dolore perché è comunque un essere umano che non ha paura delle proprie debolezze – tutta la parte centrale che segue è confezionata meglio di quanto mi immaginassi.
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francesca emmi
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lunedì 18 marzo 2024
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prequel di games of thrones
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Stupendo, potrebbe benissimo essere un prequel di Games Of Thrones, ancora prima di House Of Dragon.
Potrebbe spiegare come mai i Targaryen e/o i valyriani avevano i draghi e le altre casate no.
Per chi è un fan della serie, lo consiglio vivamente!
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saconte
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domenica 10 marzo 2024
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damsel - né fantasy, nè horror
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Damsel non è rigidamente collocabile in una categoria specifica. Se la principessa Elody deve vedersela con un drago, l'ambientazione è certamente fantasy, ma la parte centrale della sfida ha più i toni di un horror, anche se non esasperati. C'è poi anche il tentativo di aggiungere qualche spunto di riflessione: Chi è il mostro ? Probabilmente non il drago, anche se la cosa non è più nuova e originale, da Dragon Hearth in poi. Ovviamente il tutto si regge principalmente sulla protagonista Millie Bobby Brown, che riesce a rendere quasi convincente la sua trasformazione da Cenerentola a Lara Croft. Non disprezzabili Robin Wright e Angela Bassett, anche se un po' imbrigliate nella caratterizzazione dei personaggi un po' stile Biancaneve.
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Damsel non è rigidamente collocabile in una categoria specifica. Se la principessa Elody deve vedersela con un drago, l'ambientazione è certamente fantasy, ma la parte centrale della sfida ha più i toni di un horror, anche se non esasperati. C'è poi anche il tentativo di aggiungere qualche spunto di riflessione: Chi è il mostro ? Probabilmente non il drago, anche se la cosa non è più nuova e originale, da Dragon Hearth in poi. Ovviamente il tutto si regge principalmente sulla protagonista Millie Bobby Brown, che riesce a rendere quasi convincente la sua trasformazione da Cenerentola a Lara Croft. Non disprezzabili Robin Wright e Angela Bassett, anche se un po' imbrigliate nella caratterizzazione dei personaggi un po' stile Biancaneve. Ray Winstone, relegato al ruolo di poco più che gregario, comunque fa il suo onestamente. In conclusione un tre stelle ci sta tutto. Peccato per lo scarso approfondimento dei personaggi: Con una maggiore attenzione della sceneggiatura ai rapporti tra principessa e matrigna e tra regina buona e regina cattiva, il risultato finale ci avrebbe guadagnato.
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