Un film che vorrebbe essere tante cose, un drammatico introspettivo e forse anche un thriller ispirato alla storia vera di un maniaco pedofilo infanticida, ma, grazie ad un montaggio complicatissimo e farraginoso, The Stranger dell’australiano Tom Wright risulta soltanto un modesto poliziesco senza suspense e senza mordente, inesorabilmente lento e noioso, che si riesce a guardare fino alla fine grazie alla performance attoriale dei due protagonisti, Joel Edgerton e Sean Harris, nei panni di due personaggi opposti messi a confronto, diversi eppure sprofondati nella stessa solitudine amplificata insopportabilmente dagli sconfinati spazi desertici della terra del cricket e dei canguri.