Horror anomalo straniante perverso di uno sconosciuto regista argentino Valent?n Javier Diment con una bella fotografia retr? con toni che virano al giallo ocra e colonna sonora suggestiva suonata da un duo di attori musicisti di paese che mette in luce esasperando i caratteri e il malcostume diffuso nel piccolo nucleo contadino dominato dal denaro e dal sesso mercenario quasi fosse uno specchio deformante del nostro vivere quotidiano fino alla negazione di ogni umano da eliminare senza troppe cerimonie dalla faccia della terra evidenziando negli autori una misantropia allo stato puro che appare giustificata purtroppo dagli orrori reali del mondo moderno tutta produzione del nostro sapiens.