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giurg 63
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lunedì 30 maggio 2016
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tutto il film andrebbe riparato...
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Confesso di aver interrotto, dopo circa quarantacinque minuti, la visione del film perchè stancato dallo svolgersi troppo lento della trama e dalla recitazione fortemente amatoriale dei protagonisti.
Ambientati nella provincia piemontese sono di gran lunga preferibili le due seguenti pellicole: "Texas," (2005), di Fausto Paravidino e "E fu sera e fu mattina" (2014), di Emanuele Caruso.
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marcellodangelo1979
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martedì 2 giugno 2015
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si...finalmente
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Finalmente un bel film italiano fatto con semplicità e dalla sceneggiatura sorprendente..
Va bene Sorrentino,Garrone e Minervini...ma abbiamo bisogno anche di leggerezza .
e questo film è leggermente leggero..
La morale non manca ma finalmente una boccata di ossigeno..
Bravo Mitton!!!
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magro
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lunedì 4 maggio 2015
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molto deludente
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Devo dire che ci sono cascato, purtroppo.
Un film dove fondamentalmente non si capisce la finalità. Non estetica per la scelta low profile della fotografia e delle scenografie. Non di intrattenimento per una sceneggiatura con il freno a mano. Non di contenuto poichè non si coglie il messaggio.
Unica nota con la sufficienza è l'attore protagonista...
Film Bocciato
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aglaia02
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mercoledì 22 aprile 2015
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mitton meglio di virzì!
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“The Repairman”: la provincialità e l'estraneità di un termine inglese nella provincia piemontese. Il film è ambientato in un paesino delle Langhe, e già nel titolo Paolo Mitton ironizza sulla pochezza dei suoi abitanti che si credono di classe perchè chiamano il figlio “Jonathan” e comprano vini da 70 euro a bottiglia. Il “Repairman” sarebbe Scanio, un genialoide ingegnere mancato che nella vita fa il riparatore di macchinette del caffè. Scanio è l'unico a percepire l'inconsistenza del modo di vita delle persone che lo circondano finchè non arriva in paese Helena, bellisima sociologa inglese subito attratta dalla sua creatività.
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“The Repairman”: la provincialità e l'estraneità di un termine inglese nella provincia piemontese. Il film è ambientato in un paesino delle Langhe, e già nel titolo Paolo Mitton ironizza sulla pochezza dei suoi abitanti che si credono di classe perchè chiamano il figlio “Jonathan” e comprano vini da 70 euro a bottiglia. Il “Repairman” sarebbe Scanio, un genialoide ingegnere mancato che nella vita fa il riparatore di macchinette del caffè. Scanio è l'unico a percepire l'inconsistenza del modo di vita delle persone che lo circondano finchè non arriva in paese Helena, bellisima sociologa inglese subito attratta dalla sua creatività.
Mitton racconta la storia di un amore gratuito, un amore non convenzionale reso possibile da una delle virtù più assenti nel mondo di oggi: la pazienza. Racconta la storia di un uomo del tutto immune dal fascino dei soldi e del potere e che tuttavia non è un eroe. Racconta di personaggi sbagliati per i quali però non si può non provare un po' di tenerezza. Il tutto, attraverso il filtro continuo di un'ironia implacabile.
Delicato, divertente, malinconico, coerente nel finale coraggiosamente irrisolto, uno dei più bei film italiani degli ultimi anni.
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alisamymovies
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venerdì 3 aprile 2015
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film triste
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Questo film rappresenta a mio avviso, uno spaccato di umanitá davvero deludente. Nessun personaggio si salva. Il protagonista è talmente inadeguato da essere persino poco credibile, talmente inetto da lasciarsi sfuggire anche le occasioni di felicità che la vita gli regala inaspettatamente, talmente triste da rimanere uguale a se stesso fino alla fine, senza possibilità di riscatto. Gli amici, tristi anche loro, così umanamente poveri. Chi è perdutamente cinico, chi non fa che dispensare umiliazioni, chi cerca un figlio partecipando a strani "riti della fertilitá"... Non ci sono valori positivi nell'umanità tratteggiata da questo film. Unica eccezione poteva essere la fidanzata inglese, improbabile stupenda creatura dotata di un sorprendente dono della pazienza.
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Questo film rappresenta a mio avviso, uno spaccato di umanitá davvero deludente. Nessun personaggio si salva. Il protagonista è talmente inadeguato da essere persino poco credibile, talmente inetto da lasciarsi sfuggire anche le occasioni di felicità che la vita gli regala inaspettatamente, talmente triste da rimanere uguale a se stesso fino alla fine, senza possibilità di riscatto. Gli amici, tristi anche loro, così umanamente poveri. Chi è perdutamente cinico, chi non fa che dispensare umiliazioni, chi cerca un figlio partecipando a strani "riti della fertilitá"... Non ci sono valori positivi nell'umanità tratteggiata da questo film. Unica eccezione poteva essere la fidanzata inglese, improbabile stupenda creatura dotata di un sorprendente dono della pazienza. Ma alla fine, deludente anche lei che tradisce e molla malamente lo sfortunato protagonista. Mancano del tutto i buoni sentimenti, non c'è evoluzione psicologica dei personaggi, cosí rigidamente costruiti attorno a dei cliché, né speranza verso sviluppi diversi da quelli che la trama delinea. Per me é un film triste, come la storia che racconta e tutti i suoi personaggi.
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(di spione)
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pfazzo
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venerdì 27 marzo 2015
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questa storia inizia con un'anatra...
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Questa storia inizia con un'anatra che sorvola una pianura elettrificata e industriale, e prosegue con un personaggio che sembra sorvolare gli eventi che tentano di attorniarlo e sopraffarlo. Ancora come le anatre, ma quelle di Paperopoli, l'eroe della storia ha un unico legame famigliare, un suo zio, con il quale condivide il rituale piu' antico e nostalgico, quello della pizza bianca. Il suo legame sentimentale e' invece quello con una ragazza che ha conosciuto nell'unico modo che in una storia del genere puo' aver senso, ovvero come effetto collaterale di una crisi idraulica. Una ragazza non di Alba, ma inglese. Mentre tutti i suoi amici farneticano e freneticano presi dalle tappe forzate di una vita scandita dalle classiche tappe della convenzione, lui indugia con il suo sguardo placidamente ironico, rifiutandosi di trascendere dai ritmi del suo mondo (un mondo rimasto confinato nei pressi della Pangea) e rinuncia ad evolversi, almeno nel modo in cui vorrebbero gli altri.
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Questa storia inizia con un'anatra che sorvola una pianura elettrificata e industriale, e prosegue con un personaggio che sembra sorvolare gli eventi che tentano di attorniarlo e sopraffarlo. Ancora come le anatre, ma quelle di Paperopoli, l'eroe della storia ha un unico legame famigliare, un suo zio, con il quale condivide il rituale piu' antico e nostalgico, quello della pizza bianca. Il suo legame sentimentale e' invece quello con una ragazza che ha conosciuto nell'unico modo che in una storia del genere puo' aver senso, ovvero come effetto collaterale di una crisi idraulica. Una ragazza non di Alba, ma inglese. Mentre tutti i suoi amici farneticano e freneticano presi dalle tappe forzate di una vita scandita dalle classiche tappe della convenzione, lui indugia con il suo sguardo placidamente ironico, rifiutandosi di trascendere dai ritmi del suo mondo (un mondo rimasto confinato nei pressi della Pangea) e rinuncia ad evolversi, almeno nel modo in cui vorrebbero gli altri. A lui il suo mondo in fondo piace cosi'.
Ho visto questo film al Nuovo Cinema Aquila di Roma ed e' stata davvero una bella sorpresa. Da tempo non vedevo un film nostrano cosi' ben bilanciato, con una calligrafia cosi' netta sia nei toni che nei movimenti di macchina e nella recitazione degli attori; specie qui da noi dove spesso ci si abbandona agli istrionismi di questo o quel caratterista, scorciatoie che possono pagare con una risata occasionale ma che alla lunga rendono la cadenza del racconto tutta sgangherata. Credo sia un film che vada sostenuto e di cui bisogna continuare a parlare, parlare, parlare... senno' non lamentiamoci se poi a Natale, quando i campanelli fringuellano, tutti sono piu' buoni e la nonna ci ha intasato con i suoi manicaretti, guardare le commediole scaciarate dei figli d'arte a digestione in corso ci fa stare veramente male.
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davidebafforibellefissore
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venerdì 20 marzo 2015
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ma secondo te io sto male?
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The Repariman è un film indipendente, ideato e realizzato da persone munite solo della propria passione e di un sogno.
Quando un sogno si realizza è un capolavoro.
Ma secondo te io sto male?
Spesso ci sentiamo dire o sentiamo che pensano di noi le persone alle quale raccontiamo dei nostri sogni e progetti. A volte un sogno non si realizza, ma inseguirlo ti conduce a un futuro incredibilmente diverso da quello che avevi immaginato. Una volta che fai il primo passo, la strada compare difronte a te e ti conduce a una realtà diversa da quella che avevi sognato forse, ma sicureamente ti fa dono della consapevolezza che tutto nella vita si può aggiustare.
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The Repariman è un film indipendente, ideato e realizzato da persone munite solo della propria passione e di un sogno.
Quando un sogno si realizza è un capolavoro.
Ma secondo te io sto male?
Spesso ci sentiamo dire o sentiamo che pensano di noi le persone alle quale raccontiamo dei nostri sogni e progetti. A volte un sogno non si realizza, ma inseguirlo ti conduce a un futuro incredibilmente diverso da quello che avevi immaginato. Una volta che fai il primo passo, la strada compare difronte a te e ti conduce a una realtà diversa da quella che avevi sognato forse, ma sicureamente ti fa dono della consapevolezza che tutto nella vita si può aggiustare.
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harmonica1992
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giovedì 19 marzo 2015
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commedia divertente, intelligente e non banale
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The Repairman è un film atipico. E' un prodotto italiano, ma se non fosse per l'ambientazione e i personaggi piemontesi, non si direbbe. Regia, sceneggiatura e fotografia (splendida) esulano da quello che è l'immaginario da commedia italiana. Non aspettatevi dunque soluzioni facilmente immaginabili o un ritmo forsennato, Paolo Mitton ha infatti confezionato un prodotto intelligente e delicato. Grande merito anche all'attore protagonista Daniele Savoca, che offre un'interpretazione studiata nei minimi dettagli (osservate l'spressione e la camminata del personaggio, poi cercate un video su youtube e paragonatele a quelle dell'attore). Peccato che un film indipendente, seppur ottimamente recensito, abbia poco spazio.
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The Repairman è un film atipico. E' un prodotto italiano, ma se non fosse per l'ambientazione e i personaggi piemontesi, non si direbbe. Regia, sceneggiatura e fotografia (splendida) esulano da quello che è l'immaginario da commedia italiana. Non aspettatevi dunque soluzioni facilmente immaginabili o un ritmo forsennato, Paolo Mitton ha infatti confezionato un prodotto intelligente e delicato. Grande merito anche all'attore protagonista Daniele Savoca, che offre un'interpretazione studiata nei minimi dettagli (osservate l'spressione e la camminata del personaggio, poi cercate un video su youtube e paragonatele a quelle dell'attore). Peccato che un film indipendente, seppur ottimamente recensito, abbia poco spazio. Meriterebbe molta più visibilità.
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a.m.a.
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giovedì 19 marzo 2015
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una bella sorpresa, quella di "the repairman".
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Una pellicola semplice e genuina per una storia deliziosa che esalta la "lentezza" del suo protagonista.
In un periodo durante il quale sembra esserci solo posto per la risata sguaiata indotta dalla moderna commedia italiana, Scanio e gli altri personaggi di questo film fanno sorridere - rimandando al famoso "british humor", per cui c'è sempre meno spazio - e raccontano una storia intelligente e non banale. Bravissimi attori e un copione con battute semplici ma ad effetto.
Una bella sorpresa, insomma!
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zizio
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giovedì 19 marzo 2015
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c'è speranza per il cinema italiano!
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Bel film, ben recitato e con una poetica delicata. Da vedere!
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