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dandy
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domenica 15 ottobre 2023
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inquinamento fatale...
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Originariamente concepito come documentario sul degrado ambientale di Chesapeake Bay,il primo horror del regista(con Oren Peli alla produzione)è un efficace found footage che usa i molteplici filmati(riprese da Iphone,filmati tra la folla,Skype,telecamere a circuito chiuso,GoPro)per creare una tensione costante e un ritmo incalzante da film vero e proprio,e sa essere inquietante e disturbante riducendo al minimo le scene forti.La struttura da reportage rende meno ovvi situazioni e personaggi tipici(la giornalista novellina,la coppietta allo sbando,il sindaco incompetente e cieco)e il risultato è notevole visivamente parlando.Anche il messaggio ecologista di fondo è affrontato con un certo pessimismo.
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Originariamente concepito come documentario sul degrado ambientale di Chesapeake Bay,il primo horror del regista(con Oren Peli alla produzione)è un efficace found footage che usa i molteplici filmati(riprese da Iphone,filmati tra la folla,Skype,telecamere a circuito chiuso,GoPro)per creare una tensione costante e un ritmo incalzante da film vero e proprio,e sa essere inquietante e disturbante riducendo al minimo le scene forti.La struttura da reportage rende meno ovvi situazioni e personaggi tipici(la giornalista novellina,la coppietta allo sbando,il sindaco incompetente e cieco)e il risultato è notevole visivamente parlando.Anche il messaggio ecologista di fondo è affrontato con un certo pessimismo.Da confrontare col successivo "Contagium".
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elgatoloco
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mercoledì 20 ottobre 2021
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found-foutage sf d''effetto
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"The Bay"/Barry Lavinson, autore del sogggetto con Micheal Wallach, autore della sceneggiatura, 2012)parla di una baia.playa, a Claridge, nel Maryland, dove una terribile epidemia mortale, nel 2009, nei giorni dell'"Independence Day"avrebbe interrotto le festose celebrazioni. Causa del tutto sarebbe stata un parassita-saprofita, detto Cymothoa exigua, che avrebbe indotto fenomeni persino di cannibalismo in qualche persona. IL tutto viene raccontato da una gironalista TV, ex-reginetta di bellezza e all'epoca giornalista dilettante per una trasmissione studentesca, che ripercorre il tutto, a partire dai suoi reportages, censurati all'epoca. Dove si scoprono omertà e timori immotivati, titubanze e censure prodottesi senza alcuna ragione o meglio per tutelare una zona turisticamente"in"nel pieno della stagione balneare, con in più la celebrazione della festa nazionale.
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"The Bay"/Barry Lavinson, autore del sogggetto con Micheal Wallach, autore della sceneggiatura, 2012)parla di una baia.playa, a Claridge, nel Maryland, dove una terribile epidemia mortale, nel 2009, nei giorni dell'"Independence Day"avrebbe interrotto le festose celebrazioni. Causa del tutto sarebbe stata un parassita-saprofita, detto Cymothoa exigua, che avrebbe indotto fenomeni persino di cannibalismo in qualche persona. IL tutto viene raccontato da una gironalista TV, ex-reginetta di bellezza e all'epoca giornalista dilettante per una trasmissione studentesca, che ripercorre il tutto, a partire dai suoi reportages, censurati all'epoca. Dove si scoprono omertà e timori immotivati, titubanze e censure prodottesi senza alcuna ragione o meglio per tutelare una zona turisticamente"in"nel pieno della stagione balneare, con in più la celebrazione della festa nazionale. La tecnica para(o meglo pseudo-.)documentaristica , stavolta usata da Barry Levinson, all'epoca tornato a dirigiere un film dopo quasi un lusro di assenza, riesce deicsamente superiore a tentativi analoghi di film horror prodotti quasi contemporanemente, dove la chiara visione registica dell'autore, che sa come calibrare climax e anticlimax del terrore, spaventando mostrando, anzi non mostrando(e in altri casi invece mostrando)il parossismo del terrore, di un corpo che si decompone o della morte provocata dal terribile virus, emerge decisamente. Se all'inizio del film la tecnica usata può essere considerata noiosa, ripetitiva, scarsamente efficace, nel proseguo del film essa appare invece molto ben finalizzata a quanto si vuol dimostrare, dove Levinson sa molto bene a che cosa mira e come vuole arrivarci. Keteher Donohue, protagonista nella parte della giornalista TV Donna Thompson, è decisamente efficace nella sua parte, come peratlro gli/le altri/le interpreti dlela storia narrata, appunto, dalla giornalista. Levinson intercetta efficacamente quantto si muove tra il "vero", il"falso"e la loro rappresentazione, mostrando come tutto possa essere "orchestrato"in maniera ben diversa dalla rozzezza di tentativi consimili, che però hanno ben poco a che vedere con l'intelligenza registica di un autore come, appunto, sa essere Levinson. El Gato
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elgatoloco
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martedì 2 febbraio 2021
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non sempre riuscito, ma interessante
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Barry Levinson, regista certo interessante("Rain Man", ma non solo, certo), con questo"The Bay"(2012, sceneggiatura di Michael Wallach, realizzato dopo una pausa abbastanza lunga)riesce a coinvolgere, con questa storia di un'epidemia aquatica o meglio di oirigne marinara, che viene presnetata come finto documentario, Senz'altro efficacissimo di per sé e capaace di infondere reale terrore, questa finta epidemia, a Claridge, Maryland, avvenuta nel 2003, stando alla fiction filmica, viene presentata in modo efficace-a differenza di vari film a tema orrorifico e "parapsicologico"-.esorcistico, centellinando suspense ed effetti terrifici, anche se si fatica a seguire il fikm fino alla fine, dato che l'0accumuko progressivo(in progressione geometrica,ad un cerot punto, nel subfinale)stanca e "disamora" lo spettatore, che ad un certo punto"stacca".
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Barry Levinson, regista certo interessante("Rain Man", ma non solo, certo), con questo"The Bay"(2012, sceneggiatura di Michael Wallach, realizzato dopo una pausa abbastanza lunga)riesce a coinvolgere, con questa storia di un'epidemia aquatica o meglio di oirigne marinara, che viene presnetata come finto documentario, Senz'altro efficacissimo di per sé e capaace di infondere reale terrore, questa finta epidemia, a Claridge, Maryland, avvenuta nel 2003, stando alla fiction filmica, viene presentata in modo efficace-a differenza di vari film a tema orrorifico e "parapsicologico"-.esorcistico, centellinando suspense ed effetti terrifici, anche se si fatica a seguire il fikm fino alla fine, dato che l'0accumuko progressivo(in progressione geometrica,ad un cerot punto, nel subfinale)stanca e "disamora" lo spettatore, che ad un certo punto"stacca". Probeailmnete, però è anche l'effetto pandemico a giocare un ruolo, dato che è un periodo nel quale le TV proiettano film a tema epidemico-.pandemico con notevole frequenza, appunto per "cavalcare la tigre"dell'attualità. Da un lato, l'atttualità accresce indubbiamente l0interesse, dall'0altro, però, lo frena, specie la situaZIONE PRESENTATA(QUI SIAMO IN mARYLAND, a CLaridge, BAY, DUNQUE UNA SITUAZIONE BEN DIVERSA DA QUELLA DI ALTRI LUOGHI DEGLI sTATES O DI ALTRI CONTINENTI, Decisaemnte qualcosa di molto diverso da quanto ci aspetteremmo o potremmoi immaginarci, qualcosa di molto localizzato, dislocato", ristretto alla dimensione del "BaY", appunto, con tanto di notevole diversità dalle situazioni pandemiche oggi"correnti", purtroppo... Intanto qui pochissimi si salvano, poi siamo a ridosso del famoso 4 novembre, the National Day for the USA, ma in una realtà che è minimale rspetto all'enrorme potezniale geografico e umano degli States. Qualche digressione sulla volontà die politici locali di "distrarre"l'attenzione da quanto avviene, attribuendo la sciagaura a cause non sufficientemente verifricate... Quanto agli/alle interpret, difficile dare un giudizio, in quantoo ci troviamo ad avere a che fare con un'opera para .o meglio pseudo-documnetaristica. El Gato
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elgatoloco
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martedì 2 febbraio 2021
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non sempre riuscito, ma interessante
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Barry Levinson, regista certo interessante("Rain Man", ma non solo, certo), con questo"The Bay"(2012, sceneggiatura di Michael Wallach, realizzato dopo una pausa abbastanza lunga)riesce a coinvolgere, con questa storia di un'epidemia aquatica o meglio di oirigne marinara, che viene presnetata come finto documentario, Senz'altro efficacissimo di per sé e capaace di infondere reale terrore, questa finta epidemia, a Claridge, Maryland, avvenuta nel 2003, stando alla fiction filmica, viene presentata in modo efficace-a differenza di vari film a tema orrorifico e "parapsicologico"-.esorcistico, centellinando suspense ed effetti terrifici, anche se si fatica a seguire il fikm fino alla fine, dato che l'0accumuko progressivo(in progressione geometrica,ad un cerot punto, nel subfinale)stanca e "disamora" lo spettatore, che ad un certo punto"stacca".
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Barry Levinson, regista certo interessante("Rain Man", ma non solo, certo), con questo"The Bay"(2012, sceneggiatura di Michael Wallach, realizzato dopo una pausa abbastanza lunga)riesce a coinvolgere, con questa storia di un'epidemia aquatica o meglio di oirigne marinara, che viene presnetata come finto documentario, Senz'altro efficacissimo di per sé e capaace di infondere reale terrore, questa finta epidemia, a Claridge, Maryland, avvenuta nel 2003, stando alla fiction filmica, viene presentata in modo efficace-a differenza di vari film a tema orrorifico e "parapsicologico"-.esorcistico, centellinando suspense ed effetti terrifici, anche se si fatica a seguire il fikm fino alla fine, dato che l'0accumuko progressivo(in progressione geometrica,ad un cerot punto, nel subfinale)stanca e "disamora" lo spettatore, che ad un certo punto"stacca". Probeailmnete, però è anche l'effetto pandemico a giocare un ruolo, dato che è un periodo nel quale le TV proiettano film a tema epidemico-.pandemico con notevole frequenza, appunto per "cavalcare la tigre"dell'attualità. Da un lato, l'atttualità accresce indubbiamente l0interesse, dall'0altro, però, lo frena, specie la situaZIONE PRESENTATA(QUI SIAMO IN mARYLAND, a CLaridge, BAY, DUNQUE UNA SITUAZIONE BEN DIVERSA DA QUELLA DI ALTRI LUOGHI DEGLI sTATES O DI ALTRI CONTINENTI, Decisaemnte qualcosa di molto diverso da quanto ci aspetteremmo o potremmoi immaginarci, qualcosa di molto localizzato, dislocato", ristretto alla dimensione del "BaY", appunto, con tanto di notevole diversità dalle situazioni pandemiche oggi"correnti", purtroppo... Intanto qui pochissimi si salvano, poi siamo a ridosso del famoso 4 novembre, the National Day for the USA, ma in una realtà che è minimale rspetto all'enrorme potezniale geografico e umano degli States. Qualche digressione sulla volontà die politici locali di "distrarre"l'attenzione da quanto avviene, attribuendo la sciagaura a cause non sufficientemente verifricate... Quanto agli/alle interpret, difficile dare un giudizio, in quantoo ci troviamo ad avere a che fare con un'opera para .o meglio pseudo-documnetaristica. El Gato
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ennio
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venerdì 20 dicembre 2019
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horror scientifico-apocalittico abbastanza tosto
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"The bay" merita un bel voto per un semplice motivo: è ben fatto. L'unico difetto, già visto in altre pellicole del genere, è quello di basarsi su fondamenta scientifiche inesistenti, come quelle della rapidissima riproduzione di organismi viventi nocivi a causa dell'inquinamento. Ma del resto, appartiene appunto al genere fantascienza.
Per il resto , la tecnica delle riprese con videocamera è più che mai azzeccata per una storia ad alta tensione, "blair witch project" insegna. Le scenografie, l'intensità della narrazione che non si perde mai in divagazioni, e anche le musiche sono di ottimo livello. Consigliato quindi agli amanti del genere, con l'avvertenza di qualche scena splatter non proprio digeribile da anime delicate.
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cincinnatimose
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domenica 31 gennaio 2016
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svelto... se ti sfruttano corri per divertimento.
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questo film evidenzia bene la storia, parliamo di
parassiti... da 5 stelline è il film in conformità cmq
con tutte le altre aspettative che un film interessante
deve fornire per la riuscita, ci saranno 18 mi pare film che
parlano di cose simili, non tutte però hanno
queste se il termine è consentito possibilità di
rendere altrettanto inattaccabile la pellicola, perchè,
se i giovani attingono da pellicole simili, forse non sanno
che se non hanno effetti speciali... nei 18 mi pare films
o anche di più, non hanno e neanche trovano in
realtà alcune prospettiva di sopravvivenza mi
pare, e direi, nella memoria di un buon cinefilo,
dunque rinpinguare e proteggere quanto
recepito da tale film e così tante altre persone, senza
abolirne un bel niente.
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questo film evidenzia bene la storia, parliamo di
parassiti... da 5 stelline è il film in conformità cmq
con tutte le altre aspettative che un film interessante
deve fornire per la riuscita, ci saranno 18 mi pare film che
parlano di cose simili, non tutte però hanno
queste se il termine è consentito possibilità di
rendere altrettanto inattaccabile la pellicola, perchè,
se i giovani attingono da pellicole simili, forse non sanno
che se non hanno effetti speciali... nei 18 mi pare films
o anche di più, non hanno e neanche trovano in
realtà alcune prospettiva di sopravvivenza mi
pare, e direi, nella memoria di un buon cinefilo,
dunque rinpinguare e proteggere quanto
recepito da tale film e così tante altre persone, senza
abolirne un bel niente... ove fosse caso, sarebbe come
svuotare un mare, la fatica soltanto a pensarci si
percepirebbe ovunque 'disinfettandone' l'idea
malsana di chiunque sia, limitiamoci a ritenerlo
e apprezzarlo come un film d'interesse popolare
volendo però anche come la scaletta reale a
picche... e diamone il valore altrettanto di orgoglio, in
realtà... per chi concepisce un senso, è meglio,
per chiunque ricco riccone samaritano
di qualunque specie e natura, è un film che vuole messo lì
nella cineteca personale come il
cane a cuccia..., di divertimento cui
futile dire altre cose per poi non
rovinarvi le aspettative..., anche se, non è come
perdere una sbadilata di miliardi in
borse e chissà cosa però salta comunque qualcosa
diremmo all'attenzione che potrebbe farvi anche
dire, è pur sempre un buon film
da vedere se non avete niente da fare più,
sottoponendovi a un momento di intrattenimento.
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cinemalove
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giovedì 9 aprile 2015
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ghost town
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A tutti gli effetti un documentario horror (da un mattatore della commedia americana come Levinson) ben riuscito e ben studiato. Zero riprese fisse ma tutte realizzate tramite videocamere in mano a protagonisti, telecamere di sorveglianza di ospedali, locali o volanti della polizia. Il primo e forse l'unico regista ad aver utilizzato al meglio questo tipo di regia, senza abusarne ed eccederne nei movimenti ma rendendo realistico al 100% il racconto. Il finale un pò frettoloso ma allo stesso tempo senza possibilità di fraintendimento. Niente male
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iuriv
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lunedì 29 settembre 2014
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acqua azzurra, ma nemmeno troppo.
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Solitamente non amo i film girati con la tecnica del found-footage, ma questo horror dallo stampo ecologico sembra riuscire nel suo intento. Infatti, grazie ad un montaggio azzeccato, il regista ottiene ritmo e visone d'insieme, creando un effetto panico ben calibrato.
Per miscelare la sua opera Levinson utilizza gli strumenti del quotidiano, facendo leva sul fatto che ovunque, al giorno d'oggi, c'è una telecamera in funzione pronta a riprendere quello che succede. Gli spezzoni sono tratti da camere a mano, telefonini, telecamere di sicurezza e tutto il materiale di questo genere, il cui compito è quello di fotografare la situazione nei vari punti critici in cui la trama prende vita.
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Solitamente non amo i film girati con la tecnica del found-footage, ma questo horror dallo stampo ecologico sembra riuscire nel suo intento. Infatti, grazie ad un montaggio azzeccato, il regista ottiene ritmo e visone d'insieme, creando un effetto panico ben calibrato.
Per miscelare la sua opera Levinson utilizza gli strumenti del quotidiano, facendo leva sul fatto che ovunque, al giorno d'oggi, c'è una telecamera in funzione pronta a riprendere quello che succede. Gli spezzoni sono tratti da camere a mano, telefonini, telecamere di sicurezza e tutto il materiale di questo genere, il cui compito è quello di fotografare la situazione nei vari punti critici in cui la trama prende vita. Nessuna situazione prevale sull'altra e questo offre allo spettatore la sensazione di un evento totale che coinvolge tutta la poplazione e dal quale uscire non sembra possibile. Inoltre anche la gestione temporale degli avvenimenti non è perfettamente cronologica, cosa che consente alla storia di fornire una spiegazione del prima e del dopo senza mai perdersi in troppe chiacchere.
Evidente l'atto d'accusa che il regista mette sul piatto. Una pacifica cittadina del Maryland si appresta a festeggiare il quattro luglio, quando una strana infezione sembra travolgere i festeggiamenti e sterminare la popolazione. Il problema è l'acqua e il sindaco lo sa, ma non dice nulla per non mettere a rischio l'economia turistica del paese.
Ci sono tanti sottintesi in questa trama. Da quello per cui i potenti preferiscono pensare al lucro, prima che al bene delle popolazione, a quello degli allevamenti intensivi, fino al problema nucleare.
Non sono temi innovativi, ovviamente, ma la bravura di Levinson è quella di fonderli con la vicenda e di farli passare come logica causa dei truculenti avvenimenti che devastano la piccola comunità.
Non è tutto oro quello che luccica comunque. La scelta di presentare la storia con lo spirito del mockumentary, infatti, deve fare i conti con alcuni problemi fisiologici come, per esempio, i dialoghi e le situazioni che non sono direttamente attinenti al nucleo principale. Non se ne fa grande uso, ma nei momenti di vita quotidiana, la naturalezza dei comportamenti va a farsi benedire, presentando un po troppi abitanti affetti dalla sindrome del Mulino Bianco, che crea famiglie felici e volti sorridenti.
Ci si può passare sopra, perché le scene incriminate sono davvero poche e brevi, ma rimane la sensazione che ci sia qualcosa di artificiale, cosa poco opportuna in un film che cerca di somigliare a un documentario.
Un'ora e venti che intriga e intrattiene e comunque una visione la vale.
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nick castle
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martedì 22 luglio 2014
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come mangiarsi il freno...
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Se Oren Peli può fregiarsi di aver riportato in auge il "falso documentario", non potrá certo vantarsi di aver prodotto film come questo. Barry Levinson poteva per tutti essere considerato un nome e una garanzia senza riserve, ma è veramente una tristezza vederlo alle prese con un prodotto di così infimo livello. Dove fermarsi, qual'è il modo di capire quando è il momento di chiudere in bellezza, per non protrarsi in un circolo più che vizioso di stanche ripetizioni, di schemi narrativi già visti e di strategie stilistiche al cui giocò nessuno vuole più stare? The Bay è solo e solamente l'ennesima manifestazione umana della paura della malattia e del senso di panico dato da un epidemia, che così tanto attento a rincorrere le classiche strategie da horror-movie, si dimentica di infondere un vero senso a tutto il film, ricorrendo invece a effetti speciali di indecente fattura creati dai due fratelli Strausse, che rendono il tutto molto più fasullo di quanto giá non sia.
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Se Oren Peli può fregiarsi di aver riportato in auge il "falso documentario", non potrá certo vantarsi di aver prodotto film come questo. Barry Levinson poteva per tutti essere considerato un nome e una garanzia senza riserve, ma è veramente una tristezza vederlo alle prese con un prodotto di così infimo livello. Dove fermarsi, qual'è il modo di capire quando è il momento di chiudere in bellezza, per non protrarsi in un circolo più che vizioso di stanche ripetizioni, di schemi narrativi già visti e di strategie stilistiche al cui giocò nessuno vuole più stare? The Bay è solo e solamente l'ennesima manifestazione umana della paura della malattia e del senso di panico dato da un epidemia, che così tanto attento a rincorrere le classiche strategie da horror-movie, si dimentica di infondere un vero senso a tutto il film, ricorrendo invece a effetti speciali di indecente fattura creati dai due fratelli Strausse, che rendono il tutto molto più fasullo di quanto giá non sia. Non andando a scomodare la contemporaneità dei temi trattati (in modo alquanto frettoloso), il film non è più che una brutta copia di un qualunque buon mockumentary, come quello di Oren Peli, senza ritmo, senza suspence, il cui unico scopo è schifare a tutti i livelli più che coinvolgere.
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noia1
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lunedì 12 maggio 2014
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un’invasione alternativa.
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Nel giorno dell’indipendenza, durante i festeggiamenti che si tengono in una piccola cittadina sul mare, avvengono alcune morti. Inizialmente si pensa a violenza domestica, successivamente ad un batterio ma solo alla fine ci si renderà conto che la causa del disastro è qualcosa di molto più pericoloso.
Perfetta costruzione di una cronaca, un film che non tiene conto dei canoni al cui genere si dovrebbe riferire perché tutto è stato montato come una gigantesca edizione speciale di un qualche telegiornale. Tutte le informazioni per spiegare la calamità che si avventa sui poveri cittadini si ottengono da sequenze, video e spezzoni raggranellati qua e là riuscendo ad appassionare senza quasi voler dimostrare l’intenzione cinematografica di intrattenere.
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Nel giorno dell’indipendenza, durante i festeggiamenti che si tengono in una piccola cittadina sul mare, avvengono alcune morti. Inizialmente si pensa a violenza domestica, successivamente ad un batterio ma solo alla fine ci si renderà conto che la causa del disastro è qualcosa di molto più pericoloso.
Perfetta costruzione di una cronaca, un film che non tiene conto dei canoni al cui genere si dovrebbe riferire perché tutto è stato montato come una gigantesca edizione speciale di un qualche telegiornale. Tutte le informazioni per spiegare la calamità che si avventa sui poveri cittadini si ottengono da sequenze, video e spezzoni raggranellati qua e là riuscendo ad appassionare senza quasi voler dimostrare l’intenzione cinematografica di intrattenere. Tutto è perfetto, la ricostruzione della naturalità delle persone insieme alle varie reazioni, tutto sembra reale, sembra tutt’altro che un film tanto che a tratti ci si chiede se ciò che è mostrato non sia successo realmente.
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