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dandy
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domenica 28 dicembre 2025
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dove si celano le paure.
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Dante realizza un horror per famiglie a bassissimo costo,memore del mentore Roger Corman e del cinema di Bava(puntualmente citati).Il tono è leggero,a misura dei protagonisti,sulm modello dei libri o dei film "Piccoli Brividi" se vogliamo.Il che probabilmente spiega l'inifferenza ricevuta da critica e pubblico.Certo con mezzi seri poteva essere un cult degno del passato glorioso del regista,ma è azzeccata la metafora del buco come nascondiglio degli orrori privati e l'invito ad affrontarli per sconfiggerli una volta per tutte come maturazione adulta.E l'intreccio è gestito in maniera efficacemente spigliata ed essenziale.Un onesto piacevole prodotto per ragazzi,più intelligente della media.
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Dante realizza un horror per famiglie a bassissimo costo,memore del mentore Roger Corman e del cinema di Bava(puntualmente citati).Il tono è leggero,a misura dei protagonisti,sulm modello dei libri o dei film "Piccoli Brividi" se vogliamo.Il che probabilmente spiega l'inifferenza ricevuta da critica e pubblico.Certo con mezzi seri poteva essere un cult degno del passato glorioso del regista,ma è azzeccata la metafora del buco come nascondiglio degli orrori privati e l'invito ad affrontarli per sconfiggerli una volta per tutte come maturazione adulta.E l'intreccio è gestito in maniera efficacemente spigliata ed essenziale.Un onesto piacevole prodotto per ragazzi,più intelligente della media.Particina come di consueto per Dick Miller nel ruolo del delivery guy della pizza.
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figliounico
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giovedì 9 gennaio 2025
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un horror fantasy freudiano
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Sembra di primo acchito il solito horror adolescenziale, diretto dal regista di Gremlins di venticinque anni prima, Joe Dante, ma il plot, che vede protagonisti due diciottenni e un bambino, sebbene sia congegnato come un fantasy disneyano ha un evidente significato psicanalitico che pur trasparendo in modo piuttosto elementare tuttavia lo rende un prodotto non del tutto convenzionale e ad uso esclusivo di un pubblico di teenagers. Il buco al centro della trama, che compare persino nel titolo annunciando una proiezione tridimensionale del film, racchiude nelle sue tenebre le ansie e le paure inconsce che si materializzano di volta in volta in figure ectoplasmatiche, come la bambina zombie che invero compare troppe volte per poter sortire un vero effetto orrorifico, in piccoli pupazzetti clowneschi, topoi abusati nel cinema di genere, o in un mostro gigantesco, una creatura mitologica afflitta dalla sindrome di Crono, che simboleggia il super io opprimente, una tipica proiezione del padre nel complesso edipico aggravata, nella fattispecie, dalla propensione criminale del soggetto colpevole di violenze materiali sulla moglie e sui figli e per questo rinchiuso in carcere.
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Sembra di primo acchito il solito horror adolescenziale, diretto dal regista di Gremlins di venticinque anni prima, Joe Dante, ma il plot, che vede protagonisti due diciottenni e un bambino, sebbene sia congegnato come un fantasy disneyano ha un evidente significato psicanalitico che pur trasparendo in modo piuttosto elementare tuttavia lo rende un prodotto non del tutto convenzionale e ad uso esclusivo di un pubblico di teenagers. Il buco al centro della trama, che compare persino nel titolo annunciando una proiezione tridimensionale del film, racchiude nelle sue tenebre le ansie e le paure inconsce che si materializzano di volta in volta in figure ectoplasmatiche, come la bambina zombie che invero compare troppe volte per poter sortire un vero effetto orrorifico, in piccoli pupazzetti clowneschi, topoi abusati nel cinema di genere, o in un mostro gigantesco, una creatura mitologica afflitta dalla sindrome di Crono, che simboleggia il super io opprimente, una tipica proiezione del padre nel complesso edipico aggravata, nella fattispecie, dalla propensione criminale del soggetto colpevole di violenze materiali sulla moglie e sui figli e per questo rinchiuso in carcere. L?uccisione metaforica del padre, in una delle ultime sequenze, ambientata in uno spazio senza dimensioni realistiche con una scenografia caratterizzata da immagini surreali che non appartengono a questo mondo ma a quello del proprio io recondito, segna quindi freudianamente la maturazione del ragazzo che entra finalmente a far parte del mondo degli adulti, rappresentato dalla madre e dal suo nuovo compagno, con conseguente chiusura, almeno momentanea, della botola, ovvero la maschera che si indossa quotidianamente nelle relazioni sociali e dietro la quale si nascondono i terribili fantasmi del nostro passato.
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fabio57
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martedì 19 aprile 2016
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buon horror
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Per quanto, non originalissimo, questo horror è ben fatto.L'idea che le paure inconsce prendano forma e comincino a perseguitarei i,protagonisti del film,è buona,anche se trova nel mio passato di cinefilo incallito dei precedenti similari.Tuttavia il lavoro è scorrevole e si sobbalza sulla sedia pìù di una volta,in un crescendo di tensione.Il finale forse un pò ingenuo,ma nel complesso il prodotto è godibile
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elgatoloco
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mercoledì 2 luglio 2014
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"un romanzo di formazione"per esorcizzare la paura
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Joe Dante, anche in 3 D, non delude. Tecnicamente ineccepibile, non delude sul piano della narrazione, anzi. "De miedo", ma con ironia, come sempre, dove alla fine le paure vengono superate, ma rimane sempre un certo spazio per il loro rinnovamento-la loro riattualizzazione. Di grande intelligenza, come sempre, non si lascia"divorare"dalla tecnologia, ma va oltre, divenendo un"Kammerspiel"blandamente(e ironicamente-intelligentemente) orrorifico. Da apprezzare anche per quel "cameo", che in realtà è una partecipazione importante, di Bruce Dern, attore per troppo tempo emarginato, nonostante sia il co-protagonista dell'ultimo(e grande)film di Hitchock, "Family Plot".
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Joe Dante, anche in 3 D, non delude. Tecnicamente ineccepibile, non delude sul piano della narrazione, anzi. "De miedo", ma con ironia, come sempre, dove alla fine le paure vengono superate, ma rimane sempre un certo spazio per il loro rinnovamento-la loro riattualizzazione. Di grande intelligenza, come sempre, non si lascia"divorare"dalla tecnologia, ma va oltre, divenendo un"Kammerspiel"blandamente(e ironicamente-intelligentemente) orrorifico. Da apprezzare anche per quel "cameo", che in realtà è una partecipazione importante, di Bruce Dern, attore per troppo tempo emarginato, nonostante sia il co-protagonista dell'ultimo(e grande)film di Hitchock, "Family Plot". El Gato
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cenox
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domenica 1 luglio 2012
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horror adolescenziale
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Precisiamo subito che si tratta sì di un film horror, ma che è a sfondo adolescenziale (del genere Piccoli brividi, chi non li ha letti?), quindi è ovvio che la tensione non sia assolutamente paragonabile con quella di "veri" horror. Detto questo, il film non è per niente male, e si basa sul trasloco di due fratelli, un bambino ed un ragazzo, insieme alla madre, che scoprono per puro caso che nel loro nuovo scantinato c'è una botola chiusa da ben sei lucchetti. La curiosità è veramente troppa, ed i due, fatta la conoscenza della ragazza, vicina di casa, decidono insieme di aprirla. Quello che a prima vista appare come un pozzo senza fondo in realtà cela un'inquietante presenza che non tarderà a rivelarsi.
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Precisiamo subito che si tratta sì di un film horror, ma che è a sfondo adolescenziale (del genere Piccoli brividi, chi non li ha letti?), quindi è ovvio che la tensione non sia assolutamente paragonabile con quella di "veri" horror. Detto questo, il film non è per niente male, e si basa sul trasloco di due fratelli, un bambino ed un ragazzo, insieme alla madre, che scoprono per puro caso che nel loro nuovo scantinato c'è una botola chiusa da ben sei lucchetti. La curiosità è veramente troppa, ed i due, fatta la conoscenza della ragazza, vicina di casa, decidono insieme di aprirla. Quello che a prima vista appare come un pozzo senza fondo in realtà cela un'inquietante presenza che non tarderà a rivelarsi. Girato in 3d, presenta dei buoni effetti, anche se ritengo che comunque non siano essenziali e non giustifichino il prezzo maggiorato (ecco perchè lo evito sempre!).
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ciccio benzina
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mercoledì 6 giugno 2012
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carino
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carino ma a tratti un po imbarazzante .
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pjmix
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sabato 11 febbraio 2012
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film ridicolo.
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L'unica cosa che sembra inquietante, almeno all'inizio, è il clown in miniatura; questo prima della "intrepida" battaglia con il bambino Lucas dove questo film, che dovrebbe classificarsi come horror, diventa un comico. Attori giovani e senza esperienza per un film che per fare paura deve ricorrere alle entrate improvvise e alla musica ad effetto. Zero suspance e una trama ridicola fanno di questo film un quasi B- movie; considerando che è pure uscito al cinema mi chiedo chi abbia buttato via i suoi soldi. Probabilmente lo salva solo il 3D, ma non ho avuto nemmeno la fortuna di vederlo così; insomma, se volete guardare un bell' horror cercatene un altro!
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toty bottalla
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martedì 27 settembre 2011
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horroruccio!
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Mi ha fatto più paura vedere mia suocera senza trucco. Saluti.
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alex_23
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venerdì 13 maggio 2011
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di bello
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july86
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lunedì 2 maggio 2011
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altro finale per qualche stella in più
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In film all'inizio non sembra male apparte il fatto che gia si capisce che sarà girato per l'80% all'interno della cantina con 3 personaggi in croce... come dicono i miei... "un film che è costato poco!".
La fine deludente... non invoglia minimamente a rivederlo...
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