Ad appena due anni dalla nascita della celebre serie TV, uscì anche una versione cinematografica. South Park: Bigger, Longer & Uncut, con una mezza allusione alle misure di un certo organo maschile, è praticamente quattro episodio uniti e condensati, cercando di dar loro una logica. Satirico e sferzante come sempre è però parte di quella che si può definire "Fase Uno" della serie, quella dalla comicità più spicciola e volgare, priva di qualsiasi critica sociale, anche a causa del fatto che i suoi creatori, Parker e Stone, per le prime stagioni non hanno potuto, a causa delle limitazioni imposte dalla Comedy Central, incidere più di tanto sulla realtà.
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Ad appena due anni dalla nascita della celebre serie TV, uscì anche una versione cinematografica. South Park: Bigger, Longer & Uncut, con una mezza allusione alle misure di un certo organo maschile, è praticamente quattro episodio uniti e condensati, cercando di dar loro una logica. Satirico e sferzante come sempre è però parte di quella che si può definire "Fase Uno" della serie, quella dalla comicità più spicciola e volgare, priva di qualsiasi critica sociale, anche a causa del fatto che i suoi creatori, Parker e Stone, per le prime stagioni non hanno potuto, a causa delle limitazioni imposte dalla Comedy Central, incidere più di tanto sulla realtà. Cosa che è radicalmente cambiata dalle ultime stagioni a questa parte (quantomeno dall'ottava), dove gli episodi si sono fatti più cattivi, ironici e satirici, superando l'assurdo, e creando trame anche geniali. E che non perdono idee con il passare degli anni, anche grazie alla particolare tecnica computerizzata che permette di realizzare un episodio in appena 4 giorni, dieci volte meno de I Simpson o dei Griffin, che permettono agli autori di dedicarsi anche ai fatti di cronaca in maniera pressoché estemporanea. Questo non toglie che questo film presenti anche idee e personaggi geniali, assurdi, e che sia una vera e propria bomba satirica (la canzone Blame Canada è sadicamente divertente, e ottiene addirittura una nomination all'Oscar come miglior canzone), con un concentrato di azione e ironia che lo rendono un prodotto imprescindibile per gli appasionati. Certamente non adatto ai bambini (e, dopotutto, chi ha mai detto che i cartoni sono solo per bambinI?), entra nel Guinness come film d'animazione con il maggior numero di parolacce, fra cui viene anche inserito il nome di Barbra Streisand. Da vedere, anche solo perché è South Park.
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