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figliounico
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sabato 18 novembre 2023
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noia mortale
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La pellicola di Nakata, e voi del sud non aggiungete una sillaba per carità, è la madre di tutti gli horror basati sulla visione letale di videocassette maledette, per la verità meno spaventosa di tutti i sequel, i prequel ed i remake che se ne faranno in seguito e difficile da seguire fino in fondo per la noia mortale emanata non dalla videocassetta ma dal film stesso. Il finale inquietante riscatta un pochino l’opera di Nakata non cancellando tuttavia la sensazione di aver perso tempo a guardare un film così brutto.
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laurence316
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mercoledì 27 settembre 2017
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efficace nonostante l'assurdità della premessa
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Vero fenomeno di culto, il film "che ha terrorizzato il Giappone", tratto dall'omonimo romanzo di Koji Suzuki, Ring (Ringu, nell'originale) è un film abilissimo nel mantenere sempre ben alta la tensione, che trae la propria forza nel suggerire più che nel mostrare, in netta antitesi, dunque, con una certa estetica dello splatter e dell'iperviolenza tipica dell’horror moderno.
Diretto dalla mano ferma di Nakata, è un film che, se si riesce a trascurare la totale assurdità e inverosimiglianza della premessa, è capace di regalare alcuni buoni momenti di autentico terrore e che, complice un'atmosfera tetra e rarefatta, riuscirà sicuramente a turbare lo spettatore, in particolare nella sua straordinaria capacità di rendere angosciosi e inquietanti i locali di tipici ambienti domestici.
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Vero fenomeno di culto, il film "che ha terrorizzato il Giappone", tratto dall'omonimo romanzo di Koji Suzuki, Ring (Ringu, nell'originale) è un film abilissimo nel mantenere sempre ben alta la tensione, che trae la propria forza nel suggerire più che nel mostrare, in netta antitesi, dunque, con una certa estetica dello splatter e dell'iperviolenza tipica dell’horror moderno.
Diretto dalla mano ferma di Nakata, è un film che, se si riesce a trascurare la totale assurdità e inverosimiglianza della premessa, è capace di regalare alcuni buoni momenti di autentico terrore e che, complice un'atmosfera tetra e rarefatta, riuscirà sicuramente a turbare lo spettatore, in particolare nella sua straordinaria capacità di rendere angosciosi e inquietanti i locali di tipici ambienti domestici.
Scritto da H. Takahashi, lineare nella struttura, Ringu si presta più interpretazioni e rimane un perfetto congegno narrativo in grado di urtare lo spettatore senza però ricorrere a squallidi trucchetti da cinema di serie Z. Grandissimo successo in Giappone e dintorni, ha generato una lunga serie di imitazioni, di sequel, prequel e remake. A cominciare da The Ring 2, uscito l'anno seguente, ancora di Nakata, che è anch'esso un film di buona qualità, mentre assolutamente da evitare è il mediocre remake americano.
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fabio1957
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venerdì 7 agosto 2015
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riuscito horror
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I giapponesi gli horror li sanno fare , ne è prova questo film veramente terrificante,che con alcune geniali trovate riescì a spaventare gli spettatori,anche quelli più smaliziati come il sottoscritto,ha avuto remake e sequel a riprova del fatto che era veramente efficace.
Riuscito horror nipponico
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paolo salvaro
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martedì 4 febbraio 2014
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l'orrore senza fine
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Sicuramente meglio del remake americano (ci voleva poco) , il primo lungometraggio tratto dall'ononimo libro (a sua volta tratto da un racconto popolare orientale) è definibile come un ottimo film horror come intensità e attrazione, ma che lascia un pò troppi punti in sospeso.
Premetto che avevo aspramente criticato la versione americana uscita alcuni anni dopo questa, soprattutto per mancanza di credibilità e realismo: non serve riempire il film di effetti speciali se poi ci si infischia di rendere la storia verosimile. I tempi e le battute della versione giapponese sono praticamente perfetti, mentre quelle del remake americano sono inserite alla cazzo di cane.
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Sicuramente meglio del remake americano (ci voleva poco) , il primo lungometraggio tratto dall'ononimo libro (a sua volta tratto da un racconto popolare orientale) è definibile come un ottimo film horror come intensità e attrazione, ma che lascia un pò troppi punti in sospeso.
Premetto che avevo aspramente criticato la versione americana uscita alcuni anni dopo questa, soprattutto per mancanza di credibilità e realismo: non serve riempire il film di effetti speciali se poi ci si infischia di rendere la storia verosimile. I tempi e le battute della versione giapponese sono praticamente perfetti, mentre quelle del remake americano sono inserite alla cazzo di cane. Avevo paragonato l'incipit del The Ring del 2002 a quello "di un film porno" per quanto erano truccate e tirate a lucido le due attrici americane e per il modo forzato e ridicolo con cui viene tirato fuori l'argomento della cassetta. L'inizio del film giapponese è invece ineccepibile . prima un'inquadratura lungo e ben musicata fissa sul mare e poi le due attrici intente a raccontarsi una storia del terrore. Già qui si intuisce che molto verrà lasciato all'immaginazione degli spettatori: non sappiamo ad esempio da quanto tempo le due stessero chiaccherando e perciò non c'è quello stupido improvviso scarto da un argomento all'altro che nel film americano porta alla "cassetta che se la guardi muori". Il dialogo poi è perfettamente naturale e credibile ed è proprio l'assenza di musica e di effetti speciali a rendere inquietante il suo svolgimento e la sua conclusione, con uno stacco sul volto di Tomoko che ha visto qualcosa che ancora noi non sappiamo. Questo è come si dovrebbe girare un film horror e tenendo in considerazione il basso budget a disposizione del regista (che per gli standard americani è quasi irrisorio) non si può che elogiare il lavoro svolto.
L'unica cosa che mi ha lasciato un pò perplesso è il modo in cui il bambino arrivo a vedere la videocassetta: nel film americano il bambino la guarda quasi per caso, mentre in quello giapponese afferma che è stata Tomoko a dirgli di farlo. La questione non è molto chiara. Tomoko, la nipote della protagonista, è dunque rimasta legata al video dopo essere stata uccisa? Oppure è il semplice rapporto di sangue che gli ha permesso di udirla? Ma un pò in tutta la trama sono disseminata molteplici interpretazioni: perchè i protagonisti si sono lasciati, quando è evidente che ancora si amano? A prima vista si direbbe che il desiderio di affermazione personale (di lei come giornalista e di lui come scrittore) abbia portato entrambi a trascurare il loro rapporto reciproco (tanto che lui ad un certo punto rimpiange di avere avuto un figlio) e a separarsi, ma non viene spiegato a fondo. Inoltre, perchè alla fine il padre di Sadako decide di uccidere sua figlia gettandola nel pozzo? Era spaventato dal suo potere e temeva che potesse uccidere anche lui? Il protagonista del film ipotizza che "Sadako forse è figlia di qualcosa di non umano" ma che cosa dunque? Un demone, oppure è figlia dell'odio, lo stesso odio che poi le ha concesso di mantenere una parte della sua anima sul pianeta anche dopo la morte racchiundendola nella nota videocassetta, per consentirle di vendicarsi? Ed infine, il quesito maggiore : l'anello è in sostanza quello che si vede nel video (ossia l'apertura del pozzo che Sadako vede dall'interno) oppure la situazione che si viene a creare alla fine del film (ossia quella di un cerchio senza fine, con le videocassette che non potranno fare altro se non moltiplicarsi all'infinito)? Troppi punti di domanda a mio avviso. Anche per questo motivo non ho dato una valutazione altissima al film. Certo, si può obiettare a tutto questo dicendo che il regista ha voluto lasciare volutamente molto spazio d'inventiva allo spettatore per concentrarsi su altri aspetti come l'impatto sonoro e visivo delle scene che sono curate nei minimi particolari a dispetto del poco budget. Ma la trama dovrebbe comunque essere l'elemento più saldo del film anzichè creare tutti questi dubbi, proprio perchè non dipende da risorse mentali e non economiche (in tal caso la cattiva gestione è da attribuire allo sceneggiatore).
Horror comunque molto buono, tra i classici del genere.
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lore64
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giovedì 24 ottobre 2013
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molto mediocre
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Filmetto senza pretese, con uno sviluppo lentissimo e pochi momenti di tensione. Fino agli ultimi 15 minuti è più che altro un poliziesco con elementi di sovrannaturale. La cosa peggiore è che lo spettatore non è posto in grado di comprendere quanto sta succedendo dallo sviluppo della trama, e il regista si prende la libertà di scoprire poteri paranormali nei protagonisti (fino allora presentati come persone normalissime) per istruire lo spettatore su chi è il cattivo e cosa sta dietro agli omicidi. Non so se questo nella cultura orientale appaia accettabile, da noi certamente non lo è.
Per il resto l'idea di fondo è originale ma inverosimile - non sarà che anche la polizia si interesserebbe della storia della maledizione, che pare conoscano tutti, perfino i bambini, e sequestrerebbe il nastro per visionarlo in proprio? -, la recitazione è accettabile, gli effetti speciali quasi inesistenti.
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Filmetto senza pretese, con uno sviluppo lentissimo e pochi momenti di tensione. Fino agli ultimi 15 minuti è più che altro un poliziesco con elementi di sovrannaturale. La cosa peggiore è che lo spettatore non è posto in grado di comprendere quanto sta succedendo dallo sviluppo della trama, e il regista si prende la libertà di scoprire poteri paranormali nei protagonisti (fino allora presentati come persone normalissime) per istruire lo spettatore su chi è il cattivo e cosa sta dietro agli omicidi. Non so se questo nella cultura orientale appaia accettabile, da noi certamente non lo è.
Per il resto l'idea di fondo è originale ma inverosimile - non sarà che anche la polizia si interesserebbe della storia della maledizione, che pare conoscano tutti, perfino i bambini, e sequestrerebbe il nastro per visionarlo in proprio? -, la recitazione è accettabile, gli effetti speciali quasi inesistenti. Da guardare come horror esotico senza grandi pretese.
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alex41
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mercoledì 3 ottobre 2012
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lasciate perdere il remake!
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"Ring" è un horror riuscito: ha una storia originale e terrificante, una fotografia molto cupa e fredda, un ritmo molto lento ma quasi ma noioso (anzi è proprio questa eccessiva lentazza che regala al film momenti di vero panico), e una sceneggiatura all'altezza. Un consiglio a tutti quanti però: non guardatevi assolutamente il remake! Dopo che l'ho visto.....il video originale di Samara (in questo film viene chiamata "Sadako") in confronto sembrava un cartone della Disney. Non perdete tempo in quella cazzata, e anche se molto più pesante.....guardatevi questo film. Il finale è da brivido!
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milles
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domenica 14 febbraio 2010
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prima volta
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la prima volta che io guardo il film qui,non ho ancorA A COMMENTARE
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trick'r treat
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sabato 31 ottobre 2009
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il papà del j horror
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dopo tanto ho avuto la possibilità di vedere ringu, papà dell'horror japponese. nakata crea un perfetto thriller sovrannaturale. sadako (più conosciuta con il nome di samara) è uno dei cattivi horror che preferisco! l'idea di partenza poi (la videocassetta maledetta ecc) vale già mezzo film. progressivamente il film cambia aspetto mutando in horror puro solo alla fine. 3 stelle se le becca appieno questo ringu, ma ne do due in più per l'enorme importanza di questo piccolo cult
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nick castle
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domenica 30 agosto 2009
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mamma mia...
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Il mamma mia non è per il film, ma per i recensori, ma come si può pensare di guardare prima un remake e poi l'originale? Eppure ci vuole poco sale in zucca per capire che l'originale va visto prima del remake, anzi se uno il sale in zucca c'è l'ha eviterebbe proprio il remake. Un remake può andar bene da vedere al cinema(sempre con precedente visione del film originale), ma poi non dovrebbe ro neanche distribuirli per l'home video. Comunque questo film è decisamente migliore del suo remake, il che è regolare. Di certo meno spettacolare e meno imperniato di effetti speciali di trucco, come di effetti visivi, se non per la scena in cui la bambina esce dal televisore. Nel complesso è un buon film, buona tensione, come buon montaggio, sarebbe più un dramma che un horror, se non fosse per l'impatto visivo della videocassetta omicida, come della colonna sonora a violini striduli.
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(di shining)
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shining
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mercoledì 26 agosto 2009
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continuo il commento
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naturalmente chi ha già visto prima la versione americana, saprà già la storia e cosa succede, perciò il film sarà "svantaggiato". bene, sedetevi sul divano e concentratevi benissimo sul film, su tutto. non vi piace? riguardatelo ancora.. vi piacerà da morire. gli americani hanno talmente reso demoniaca la bambina che uno si aspetta di vedere una bambina orrenda e decomposta. ma non è così.. qua sadako (samara) è semplicemente il fantasma di una bambina morta in preda al rancore. e cmq è terrificante anche senza l'uso di eccessivo make up! questo perchè hideo nakata spaventa tenendo nascosto tutto e sparandovi fuori un ambaradan alla fine!! le morti in the ring sono precedute da una ridicola deformazione della faccia, che di certo non fa sembrare morte x paura.
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naturalmente chi ha già visto prima la versione americana, saprà già la storia e cosa succede, perciò il film sarà "svantaggiato". bene, sedetevi sul divano e concentratevi benissimo sul film, su tutto. non vi piace? riguardatelo ancora.. vi piacerà da morire. gli americani hanno talmente reso demoniaca la bambina che uno si aspetta di vedere una bambina orrenda e decomposta. ma non è così.. qua sadako (samara) è semplicemente il fantasma di una bambina morta in preda al rancore. e cmq è terrificante anche senza l'uso di eccessivo make up! questo perchè hideo nakata spaventa tenendo nascosto tutto e sparandovi fuori un ambaradan alla fine!! le morti in the ring sono precedute da una ridicola deformazione della faccia, che di certo non fa sembrare morte x paura.. in ringu invece le vittime sono terrificanti, sembra che stiano ancora gridando, eppure la loro voce non esce, perchè sadako è passata di li, e non puoi sfuggirle. anche la storia giapponese è piu intrigante di quella america. perciò.. ringu VS the ring? ovviamente ringu
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(di raziel86)
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