"L'Africana" è la dottoressa che ha vissuto in Africa -Appunto-, ed in quest' Italia dei primi anni '90 rappresenta "l'altro" inteso come interesse per il prossimo e la dimensione esotica, il rifiuto dei vizi -Il fumo-, e la violazione parziale
dei valori convenzionali -SIc!- quali l'amicizia.
Martha invece fuma, rappresenta lo "Status quo", nel senso che non sarebbe mai scorretta, ma anche in quello che non si lancerebbe mai in scommesse come quella dell'amica. Il citato esotismo vorrebbe essere la chiave di lettura
del film: i vecchietti, (Intra)visti forse più come arguti pacificatori che come dispensatori della trascendenza, oppure il contatto col Diverso, ben esemplificato in una delle pochissime scene efficaci -Anna che si prende cura
della ragazzina malata.
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"L'Africana" è la dottoressa che ha vissuto in Africa -Appunto-, ed in quest' Italia dei primi anni '90 rappresenta "l'altro" inteso come interesse per il prossimo e la dimensione esotica, il rifiuto dei vizi -Il fumo-, e la violazione parziale
dei valori convenzionali -SIc!- quali l'amicizia.
Martha invece fuma, rappresenta lo "Status quo", nel senso che non sarebbe mai scorretta, ma anche in quello che non si lancerebbe mai in scommesse come quella dell'amica. Il citato esotismo vorrebbe essere la chiave di lettura
del film: i vecchietti, (Intra)visti forse più come arguti pacificatori che come dispensatori della trascendenza, oppure il contatto col Diverso, ben esemplificato in una delle pochissime scene efficaci -Anna che si prende cura
della ragazzina malata.
Le musiche appesantiscono questo pretenzioso film, che si apre molto goffamente con il sogno della Sandrelli, nutrendosi di inconsistenti metafore quali il "Brindisi" tra Frey ed uno dei vecchietti, o la scena dove la dottoressa si
siede a tavola coi neri.
Allora, invece di affrontare tanti temi, "L'Africana" sembra una pessima mescolanza di valori -L'amore ,l'amicizia, il contatto tra culture diverse- che non porta da nessuna parte.
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