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jonnylogan
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giovedì 18 settembre 2025
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antesignani di tyler durden
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Molto prima che Fight Club (id.; 1999) diventasse parte del nostro immaginario, sia letterario che cinematografico, James Spader, impiegato modello di una grande multinazionale, e promesso sposo con fidanzata in attesa di convolare a nozze (l'attrice Lisa Zane), terminò fra le acuminate grinfie di un antesignano di Tyler Durden, in tal caso dotato non del volto di Brad Pitt, ma di quello ben poco luciferino, e per questo molto pericoloso, di un Rob Lowe estremamente adeguato per essere coprotagonista di una storia dark a tinte molto forti. Lo stesso Lowe difatti era un personaggio ambiguo delle notti californiane. Vittima di quegli eccessi che ne avevano minato, a suon di scandali, una reputazione costruita nel corso degli anni ‘80, per una carriera che pareva in rampa di lancio e degna proprio del successo che avrebbe investito Brad Pitt.
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Molto prima che Fight Club (id.; 1999) diventasse parte del nostro immaginario, sia letterario che cinematografico, James Spader, impiegato modello di una grande multinazionale, e promesso sposo con fidanzata in attesa di convolare a nozze (l'attrice Lisa Zane), terminò fra le acuminate grinfie di un antesignano di Tyler Durden, in tal caso dotato non del volto di Brad Pitt, ma di quello ben poco luciferino, e per questo molto pericoloso, di un Rob Lowe estremamente adeguato per essere coprotagonista di una storia dark a tinte molto forti. Lo stesso Lowe difatti era un personaggio ambiguo delle notti californiane. Vittima di quegli eccessi che ne avevano minato, a suon di scandali, una reputazione costruita nel corso degli anni ‘80, per una carriera che pareva in rampa di lancio e degna proprio del successo che avrebbe investito Brad Pitt. Ma che nello specifico gli permise di calarsi perfettamente nel ruolo dello spietato e mefistofelico Alex.
Al contrario del film interpretato da Norton e Pitt, in tal caso non si vuole migliorare il pianeta che ci circonda, fondando circoli di Boxe clandestina per annoiati colletti bianchi, ma si vuole molto più candidamente sfruttare il proprio egoismo per avere il meglio dalla propria vita: la ragazza più attraente, il lavoro meglio retribuito e ancora meglio se quest’ultimo viene soffiato al collega antipatico e arrivista. La pellicola diretta da Curtis Henson divenne quindi un inno allo Yuppismo dei ‘90, nel quale i protagonisti attraversano un tourbillon di locali alla moda di una Los Angeles notturna come solo i romanzi di Breat Easton Ellis ci avevano saputo offrire. James Spader nel ruolo di Michael, a lungo ignorato come protagonista del cinema di Hollywood, è splendido come solamente in Sesso Bugie e Video Tape (Sex, Lies, and Videotape; 1989) di Soderbergh e in Secretary (id.; 2002) lo avevamo visto. Mentre Lowe, come detto, interpreta un personaggio di cui difficilmente ci si potrà liberare facilmente.
Hanson, che successivamente firmò e diresse anche blockbuster come L.A. Confidential (id.; 1997) e 8 Mile (id.; 2002), dirige con maestria un thriller ai più sconosciuto, ma che consigliamo di recuperare; capace a inizio ‘90 di fotografare fedelmente l’epoca post moderna nella quale parte della società USA continuava a immergersi e che all’epoca dell’uscita suscitò un discreto scandalo per come descriveva sia gli hobby, sia la figura dei giovani e rampanti trentenni americani, in bilico fra locali alla moda, lavoro e copiose dosi di cinismo.
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elgatoloco
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domenica 17 febbraio 2019
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bad influence, but not bad movie
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"Bad Influence"(1990, Curtis Hanson)rende benissimo il passaggio di decennio, con la problematica del yuppismo, tra ricerca del potere(economico, in primis)e la necessità di "distrazione"(variamente intesa, è chiaro...), per cui una persona timida e interessata solo all'avanzamento di carriera diviene poi una specie di criminale"a ruota"di un "bad boy". La vicenda, in qualche modo anche intelligentemente elllittica(si risparmiano vari passaggi, diciamo così), savlo poi spaventarsi e"rinsavire"; un fondo di "moralismo", volendo, c'è, ma in direzione di un recupero di razionalità e di superamento della tendenza delinquentaile.
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"Bad Influence"(1990, Curtis Hanson)rende benissimo il passaggio di decennio, con la problematica del yuppismo, tra ricerca del potere(economico, in primis)e la necessità di "distrazione"(variamente intesa, è chiaro...), per cui una persona timida e interessata solo all'avanzamento di carriera diviene poi una specie di criminale"a ruota"di un "bad boy". La vicenda, in qualche modo anche intelligentemente elllittica(si risparmiano vari passaggi, diciamo così), savlo poi spaventarsi e"rinsavire"; un fondo di "moralismo", volendo, c'è, ma in direzione di un recupero di razionalità e di superamento della tendenza delinquentaile. Il tutto è narrato con uno stile rapido(non velocissimo come quello che si affermerà in seguito, dunque dovremmo parlare di"moralità"più che di"moralismo", stricto sensu... Una spirale e una controspirale, anche narrativamente, dunque( o"detrritorializzazione"e"riterritorializzazione", citando Deleuze e Guattari, che il film rende molto bene, con un ritmo appunto veloce ma non"Impazzito". James Spader e Rob Lowe sono certamente gli interpreti più adatti(e per questo poi scelti)per questo film, che rimane in qualche modo emblematico di un'"epoca". El Gato
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