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paride86
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lunedì 22 agosto 2011
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sufficiente
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Scarna ed essenziale trasposizione della celebre tragedia greca.
Buone la scelta di rendere Medea come una donna per niente attraente e la scena dell'omicidio; per il resto, la noia è in agguato.
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fedeleto
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giovedì 5 agosto 2010
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il tragico buio dell'anima
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Una donna nella sabbia bagnata ,si lascia trascinare dalle onde del mare e dopo poco emette un urlo di disperazione e liberazione.In questa sequenza iniziale c'e' tutto il film di medea.Von trier ,dopo epidemic, torna alla macchina da presa e dirige un film decisamente interessante e profondo,prendendo la sceneggiatura di dreyer e riadattandola con delle sue creazioni personali.Che la tragedia di euripide fosse difficile portarla al cinema lo sapevamo da tempo (anche se pasolini nel 1969 ci regalo' una medea eccezionale) ma von trier non si arrende e gia dalla prima scena descritta minuziosamente sopra il suo cinema esprime la sua volonta',un cinema umido,che tocca le crde dell'animo ove il freddo e l'umido si annidano senza lasciarci il tempo di respirare,e oramai,lacerati dalla sofferenza ,noi poveri esseri umani emettiamo quel grido di salvezza che spera in un orecchio che possa udire il nostro dolore e condividerlo, ma nel film di von trier,l'unico che sente il dolore di medea e' il suo animo,e finira' per soffocare non solo lei , ma anche la sua vita, arrivando perfino a vendicarsi di giasone uccidendo i propri figli.
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Una donna nella sabbia bagnata ,si lascia trascinare dalle onde del mare e dopo poco emette un urlo di disperazione e liberazione.In questa sequenza iniziale c'e' tutto il film di medea.Von trier ,dopo epidemic, torna alla macchina da presa e dirige un film decisamente interessante e profondo,prendendo la sceneggiatura di dreyer e riadattandola con delle sue creazioni personali.Che la tragedia di euripide fosse difficile portarla al cinema lo sapevamo da tempo (anche se pasolini nel 1969 ci regalo' una medea eccezionale) ma von trier non si arrende e gia dalla prima scena descritta minuziosamente sopra il suo cinema esprime la sua volonta',un cinema umido,che tocca le crde dell'animo ove il freddo e l'umido si annidano senza lasciarci il tempo di respirare,e oramai,lacerati dalla sofferenza ,noi poveri esseri umani emettiamo quel grido di salvezza che spera in un orecchio che possa udire il nostro dolore e condividerlo, ma nel film di von trier,l'unico che sente il dolore di medea e' il suo animo,e finira' per soffocare non solo lei , ma anche la sua vita, arrivando perfino a vendicarsi di giasone uccidendo i propri figli.Film avvolto da una splendida fotografia (meravigliosa la scena in cui giasone e medea si reincontrano e il prato e blu, ed il cielo e' verde) tecniche filmiche che non possono passare inosservate ( splendida la ripresa in cui lo zoom sulla faccia de i bambini si ingrandisce mentre medea pensa a loro come a simoboleggiare che i bambini opprimono i suoi pensieri).Von trier ci tiene all'originalita' e aggiunge il suo tocco di magia, sicuramente una medea di questo tipo non potra' passare inosservata, e oltre ad essere un'opera di von trier, e' anche un degno omaggio al maestro dreyer(la passione di giovanna d'arco ,pagine dal libro di satana,gertrud).
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