Non credo che sia così rilevante la poca aderenza del film all'opera di Pirandello.
Il valore dell'Enrico IV di Marco Bellocchio sta nelle parole di Mastroianni, parole dense, parole che fanno pensare.
Non esiste il reale o il fittizio, esistono solo le parole ed il carisma. La persuasione delle parole crea il vero, vero che non è assoluto ma è relativo (relativo a chi vi si adegua). Così il protagonista del film preferisce vivere nel mondo creato dalle sue "pazze"(?) parole, piuttosto che sopravvivere nel cosmo "reale" creato dalle parole degli altri.