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monfardini ilaria
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giovedì 13 giugno 2024
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l''epopea dei rabbiosi di cronenberg
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Parlare di un film di David Cronenberg non è mai una cosa semplice e lineare, perché ogni sua opera è pregna di significati che vanno ricercati e ritrovati con acume sottile e occhio per i dettagli e ciò che sottintendono. Oggi mi accingo al difficile compito di parlarvi del quarto lungometraggio del regista canadese, Rabid, accompagnato in Italia dal sottotitolo Sete di Sangue, e che letteralmente significa “rabbioso”, classe 1977. Già nella precedente pellicola, Il Demone sotto la Pelle (1975), Cronenberg aveva buttato le basi di quello che diverrà uno dei temi principali delle sue storie, il Body Horror, col nemico che arriva direttamente da dentro il nostro corpo, portando i protagonisti ad un rapporto malato e distorto sia con la malattia che con la propria carnalità.
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Parlare di un film di David Cronenberg non è mai una cosa semplice e lineare, perché ogni sua opera è pregna di significati che vanno ricercati e ritrovati con acume sottile e occhio per i dettagli e ciò che sottintendono. Oggi mi accingo al difficile compito di parlarvi del quarto lungometraggio del regista canadese, Rabid, accompagnato in Italia dal sottotitolo Sete di Sangue, e che letteralmente significa “rabbioso”, classe 1977. Già nella precedente pellicola, Il Demone sotto la Pelle (1975), Cronenberg aveva buttato le basi di quello che diverrà uno dei temi principali delle sue storie, il Body Horror, col nemico che arriva direttamente da dentro il nostro corpo, portando i protagonisti ad un rapporto malato e distorto sia con la malattia che con la propria carnalità. Elementi quali le mutazioni genetiche, le malattie deturpanti, le varie deformità, le mutilazioni, si accompagnano spesso, nel cinema del Maestro di Toronto, alla degenerazione mentale dell’individuo che non riesce ad accettare tutto questo orrore. Cronenberg aveva già abbracciato certe tematiche nel suo secondo film, Crimes of the Future, per poi metterle al centro dei successivi, Il Demone sotto la Pelle, Rabid, Brood (1979), La Mosca (1986), Inseparabili (1988) fino all’ultimo Crimes of the Future (2022). In Rabid tutto gira intorno ad un trapianto di pelle da un individuo morto ad uno vivo, con quello che ne conseguirà.
Rose ed il suo ragazzo hanno un terribile incidente di moto, dal quale lui esce quasi illeso mentre lei rimane schiacciata sotto la moto e viene trasportata d’urgenza in una clinica che si trova nelle vicinanze, specializzata in trattamenti per il ringiovanimento cutaneo. Il dott. Keloid vede nell’arrivo di Rose la grande occasione per dimostrare la sua teoria secondo la quale la pelle dei morti potrebbe essere impiantata con successo sui vivi, e così farà, ricostruendo buona parte del corpo martoriato della giovane. Quando finalmente Rose si risveglia è di nuovo bella e senza alcun segno, ma con un’insaziabile bisogno di nutrirsi di sangue umano! Le vittime che ella, in modo alquanto singolare, dissangua, non muoiono, ma si risvegliano in preda ad una sorta di rabbia furiosa che le porta a cercare altro sangue, e così il terribile contagio inizia a diffondersi inesorabilmente in tutta la città, scatenando il panico tra la gente.
Se ne Il Demone sotto la Pelle era un parassita ad infettare tutti gli abitanti di un palazzo attraverso i rapporti sessuali, in Rabid si tratta piuttosto di alcuni batteri anomali che iniziano a proliferare nel sangue di Rose dopo l’innesto chirurgico della pelle di alcuni defunti. Quello che risulta interessante è il modo in cui la giovane si trova a nutrirsi di sangue umano: non tramite la bocca ed i denti, come un normale vampiro, ma attraverso una sorta di vagina che le si è misteriosamente aperta sotto l’ascella e dalla quale fuoriesce una sorta di pungiglione dalle fattezze falliche che le serve per inocularsi il sangue delle sue vittime, come una grossa siringa. La ragazza ovviamente non accetta subito bene la cosa, ma dovrà imparare, suo malgrado, a conviverci, in un’estenuante lotta per la sopravvivenza. E se nel film precedente il virus si trasmetteva per via sessuale, a ben guardare anche qui le cose non sono cambiate completamente, in quanto Rose penetra le sue vittime col suo pungiglione fallico in una sorta di atto para sessuale dal quale parte il contagio. Nonostante questo, in Rabid non c’è alcun tipo di torbido compiacimento erotico, ma solo un freddo vampirismo moderno che usa l’aspetto della libido per una pura e semplice sussistenza, sopravvivenza. E poco importa se la protagonista del film è la nota pornostar americana Marilyn Chambers, diventata una stella dell’hard grazie al suo primo film Dietro la Porta Verde (1972) di Artie e Jim Mitchell: Cronenberg la sceglie su suggerimento del produttore Ivan Reitman, ma la sua prima scelta sarebbe dovuta cadere sulla minuta Sissy Spacek, che l’anno precedente aveva fatto il botto interpretando la protagonista del capolavoro di Brian De Palma Carrie – Lo Sguardo di Satana. Alla fine, tuttavia, il regista si lascia convincere a dare il ruolo di Rose alla Chambers, e resta piacevolmente colpito dalla determinazione con cui l’attrice prepara il personaggio, lasciando da parte tutti gli orpelli e la sensualità che fanno parte del mondo del porno da cui ella proviene. Un piccolo omaggio alla Spacek Cronenberg lo fa comunuque: nella scena in cui Rose esce dal cinema si vede affissa vicino alle porte proprio la locandina di Carrie.
Quello che parte come un film intimistico, relegato ad una coppia e ad una clinica privata, diviene ben presto una sorta di apocalittico dai toni decisamente romeriani, fino al disilluso finale che non può non lasciare con un grosso senso di straniamento.
Cronenberg ci dà subito prova di una regia dinamica e ricercata, così come risulta raffinata ed elegante la fotografia di René Verzier. La scrittura del soggetto e della sceneggiatura, entrambe di Cronenberg stesso, sono istintive e selvagge, com’era di norma in tutti i suoi primi lavori. L’idea di base è quella di un tessuto neutrale che, una volta innescato in un organismo umano, si può trasformare in qualcosa di imprevedibile, tipo un organo a se stante, anche perché nel 1977 le sperimentazioni con le cellule staminali erano già un argomento di cui si parlava. Ed è così che la mente geniale del regista canadese concepisce l’idea di mettere sotto l’ascella di Rose una sorta di vagina dentro alla quale si trova una sorta di pene che colpisce e vampirizza la vittima prescelta, in un gioco di squadra che neutralizza ogni speculazione sulla guerra dei sessi. Tuttavia, non è questo il focus su cui si deve concentrare, da copione, l’attenzione del pubblico, che è più verso la contaminazione apocalittica virale e la legge marziale brutalizzante che ne consegue, Romero Style. Rose, a ben guardare, è in fondo solo il tramite utilitario per la diffusione del virus idrofobico che porterà inesorabilmente alla distruzione dell’intero mondo. Alla fine verrà buttata come fosse immondizia, poiché il suo ruolo è stato portato a termine ed ella è ormai diventata inutile.
In questa pellicola Cronenberg condensa e rielabora quelli che sono un po’ gli elementi fondanti del filone fanta-horror, dal mito del dott. Frankenstein ai vampiri, dagli zombie allo sdoppiamento della personalità. L’esplorazione del Maestro del body horror delle trasformazioni genetiche del corpo destinato dalla scienza alla sperimentazione di tecnologie mediche precorre di mezzo secolo le odierne potenziali ibridazioni dell’essere umano con l’intelligenza artificiale, tema che vedremo in qualche modo sviluppato anche in Videodrome (1983). Nonostante il budget limitato, Cronenberg riesce comunque, con tutti i limiti imposti, a regalarci un film spietato, teso ed altamente impressionante, in cui la freddezza della rappresentazione non lascia spazio alla tristezza sulla sorte del genere umano, né ad alcun tipo di pietà per i corpi ammorbati dalla rabbia ferina, che diventano ineluttabilmente un numero, un passaggio verso la fine ormai segnata.
Il tema del contagio, si potrebbe dire un’ossessione per il nostro David, è quindi il vero protagonista del film, come lo era già stato ne Il Demone sotto la Pelle, e viene sviluppato alla perfezione in una pellicola imprescindibile, certo non scevra di pecche, ma che mi sento di inserire nel novero dei capolavori cronenbergiani. Rispetto alla pellicola precedente qui si fa poi un passo avanti: lì gli individui contagiati subivano un distacco incontrollato della psiche per diventare preda del solo istinto, qui invece inizia ad emergere il conflitto dialogico tra corpo e mente, la quale non può e non vuole accettare ciò che invece le sta capitando: la schizofrenia entra a far parte da questo momento del cinema di Cronenberg, scindendo psichicamente corpo e cervello. Il dottore stesso, Keloid, non è un pazzo alla Herbert West che agisce fuori dai protocolli istituzionali, ma invece un rinomato chirurgo plastico che lavora in una lussuosa clinica per ricconi collocata all’interno di un centro urbano, simbolo quindi di un progresso edonistico disfunzionale indirizzato al disfacimento. Alla scienza non resta che l’amaro compito di rimanere ad osservare inerte i danni da essa stessa provocati, fino a soccombere totalmente alla brutalità animale primigenia dell’aberrante virus. Al dott. Keloid non verrà riservata una sorte migliore rispetto a tutti gli altri.
Se La Città verrà distrutta all’alba, classe 1973, di George A. Romero, può essere considerata la principale fonte d’ispirazione per il nostro Rabid, tuttavia mi sembra ingiusto tacciarlo, per questo, di poca originalità. Potrà risultare a tratti ripetitivo, soprattutto nella scia dei delitti, tutti più o meno simili, ma si snoda con un senso del ritmo notevole, accoppiato ad un montaggio serrato, che lo rendono decisamente avvincente ed accattivante. È altamente sminuente considerarlo un semplice film horror, ma è piuttosto uno studio sui rischi delle tecnologie in ambito medico da far accapponare la pelle. L’epopea della Nuova Carne del genio di Toronto è ormai una solida realtà, dove continuare a costruire i tasselli successivi della sua riflessione sul corpo, come contenitore di orrori e bellezze indicibili, che connota di significati morali e, perché no, educativi.
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figliounico
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domenica 20 agosto 2023
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profetico
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Opera visionaria di Cronenberg che anticipa Videodrome e segue Il demone sotto la pelle nell’esplorazione delle trasformazioni genetiche del corpo destinato dalla scienza alla sperimentazione di tecnologie mediche di potenziamento, tema che precorre profeticamente di mezzo secolo le odierne potenziali ibridazioni dell’umano con l’intelligenza artificiale. Le atmosfere di quotidiana normalità nella vita della giovane coppia di centauri, interpreti lo sconosciuto Frank Moore e l’attrice porno Marilyn Chamber, sono stravolte per sempre, complice il caso o meglio l’imbecillità di una famigliola in camper, simbolo dell’ignoranza delle masse rispetto alla questione, dall’irruzione della tecnica manipolatrice degli scienziati apprendisti stregoni, involontari artefici della mutazione kafkiana che ben presto si estende virulenta a tutta la città ricreando uno scenario post apocalittico alla Romero, La città verrà distrutta all'alba, popolato dalle creature mostruose assetate di sangue de’ La notte dei morti viventi.
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fedeleto
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giovedì 26 maggio 2011
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sete di cronenberg..
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Dopo il buon DEMONE SOTTO LA PELLE,Cronenberg torna con un film sul contagio,creando una storia decisamente nuova e originale.Un ragazzo ed una ragazza fanno un giro in moto,per sfortuna della sorte incappano in un furgone parcheggiato in mezzo alla strada,facendo cosi un incidente mortale.la ragazza viene portata di corsa in un ospedale,e viene operata da un professore che non vede l'ora di effettuare un trapianto di pelle,ansioso di questo suo esperimento applica una pelle nuova alla ragazza,inutile dire che poco dopo la ragazza avra' dei cambiamenti radicali,e contagiera' chiunque le si avvicini,scatenando il panico in citta' dove tutti diventano rabbiosi cibandosi di sangue.
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Dopo il buon DEMONE SOTTO LA PELLE,Cronenberg torna con un film sul contagio,creando una storia decisamente nuova e originale.Un ragazzo ed una ragazza fanno un giro in moto,per sfortuna della sorte incappano in un furgone parcheggiato in mezzo alla strada,facendo cosi un incidente mortale.la ragazza viene portata di corsa in un ospedale,e viene operata da un professore che non vede l'ora di effettuare un trapianto di pelle,ansioso di questo suo esperimento applica una pelle nuova alla ragazza,inutile dire che poco dopo la ragazza avra' dei cambiamenti radicali,e contagiera' chiunque le si avvicini,scatenando il panico in citta' dove tutti diventano rabbiosi cibandosi di sangue...Un capolavoro del genere,e il tema del contagio ancora una volta e' il vero protagonista del film,ma le ossessioni repulsive sul sesso sono abbastanza esplicite(la ragazza ha un buco sotto l'ascella che rappresenta una sorta di vagina,e un pungiglione che rappresenta un simbolo fallico),e le tematiche sociali abbastanza chiare(ovvero ella e' solo un mezzo di cui si serve un virus,dove alla fine anche lei stessa verra' uccisa perche' ora non serve piu'),fino al finale apocalittico che non poteva mancare.Decisamente un ottimo film.
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ralphscott
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sabato 12 marzo 2011
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senza via di scampo
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Anche questa volta il genio di Cronemberg non delude. Alle prese con un evidente limitato budget,il grande David gira un film spietato,teso ed impressionante. Ciò che più mi colpisce é la freddezza della rappresentazione,poco più che descrittiva,ma decisamente realistica. Non c'é pietà per i corpi ammorbati che qui,come in altri films del regista canadese (il contagio si direbbe sia per lui un ossessione),sono ineluttabilmente un numero,un passaggio tra tanti verso la fine segnata e senza speranza.
Forte il contrasto tra la bellezza del viso angelico della povera Rosie e la sua trasfigurazione quando é in preda ai raptus.
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paride86
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domenica 18 gennaio 2009
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b-movie
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Secondo lungometraggio di Cronenberg, in cui si vedono già molti dei suoi temi preferiti, soprattutto la metamorfosi del corpo umano, l'innesto dell'"altro da sé". Inoltre le inquadrature e la regia sono più curate rispetto a "Il demone sotto la pelle" e anche le musiche. Nonostante questo il film sente molto il peso degli anni e non spaventa per niente; rimangono molto interessanti e attuai, invece, i temi trattati: la pericolosità del progresso medico, l'ambizione, ecc, il tutto condensato, però, in un B-movie anni '70.
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chen kuan tai
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venerdì 22 agosto 2008
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parassiti 2
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AVETE PRESENTE IL DEMONE SOTTO A PELLE?LA TEMATICA è SIMILE,ANCHE IL RISULTATO, UN OTTIMO FILM HORROR CON UNA SEXY E BELLA PROTAGONISTA.
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raffaele palazzo
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lunedì 7 gennaio 2008
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rabid
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Mi aspettavo un horror che trattasse di vampirismo anche se conosco Cronemberg e di solito non è mai uno che sceglie la strada più semplice. In questo caso il soggetto si discosta totalmente diventando un film su un epidemia che si respirava soprattutto in quegli anni e che Cronemberg non ha mai respirato rimanendo integro e coerente nonché assolutamente originale, in grado di sperimentare, osare e mischiare generi oppure passandoci così a margine da riuscire a non far parte proprio di quel filone.
La scommessa con questo film è stata vinta grazie anche alle doti non solo “d’intrattenimento” della bellissima attrice hard Marilyn Chambers che scolpisce un personaggio che rimarrà impresso per molto tempo contando che protagonisti a metà tra la ragione e la più pura istintività non erano quasi mai stati mostrati con tale coraggio soprattutto femminili.
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Mi aspettavo un horror che trattasse di vampirismo anche se conosco Cronemberg e di solito non è mai uno che sceglie la strada più semplice. In questo caso il soggetto si discosta totalmente diventando un film su un epidemia che si respirava soprattutto in quegli anni e che Cronemberg non ha mai respirato rimanendo integro e coerente nonché assolutamente originale, in grado di sperimentare, osare e mischiare generi oppure passandoci così a margine da riuscire a non far parte proprio di quel filone.
La scommessa con questo film è stata vinta grazie anche alle doti non solo “d’intrattenimento” della bellissima attrice hard Marilyn Chambers che scolpisce un personaggio che rimarrà impresso per molto tempo contando che protagonisti a metà tra la ragione e la più pura istintività non erano quasi mai stati mostrati con tale coraggio soprattutto femminili.
Cronemberg quindi mostra un film horror ma dichiaratamente fantascientifico in cui il finale non solo è una vera e propria mazzata per le scimmie che popolano questa terra ma soprattutto perché con tutte le nostre “auto-difese” siamo completamente nudi di fronte a qualsiasi tipo di epidemia che potrebbe attaccare e decimare il genere umano.
Scenario disegnato da sempre più registi e non apocalittico e inverosimile come può sembrare.
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j.s.brignole@hotmail.it
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venerdì 26 ottobre 2007
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originale, spiazzante..unico!
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Ecco un esempio di come un basso budget, unito ad una fervida fantasia e ad un eccellente "savoir faire"
(elementi essenziali di Cronenberg) possano dare un gioiellino che è diventato un piccolo film di culto.
Lo stile è scarno, essenziale, crudo; non ci sono scene
splatter, ma non se ne sente il bisogno. La questione è trattata in modo talmente rigoroso, quasi "scientifico" o "cronenberghiano" , se vogliamo, da sembrar vera.
Date queste premesse e se si conosce un minimo il pessimismo di fondo del regista è facile intuire il finale..
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sparrow
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martedì 29 maggio 2007
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rabid
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Che bellissimo B-horror! Tutto incentrato sul tema della paranoia causata dall'infezione. Mi è molto piaciuto.
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nichel
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mercoledì 23 maggio 2007
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un grande film
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Non capisco questi pochi commentini-sega; Rabid è un gran film, robusto, bastardo e senza alcun rispetto per nessuno, quindi ottimo. La tematica centrale è il sangue e la carne che si ribellano alla mente per soggiogarla in un contorto tripudio di morte.
Chiaro? Non è un film qualsiasi, è un grande esempio del primo Cronenberg: mutante, non senziente e carnivoro. E' storia del cinema, ragazzini!
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