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luca g
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sabato 18 gennaio 2025
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se questo si chiama fare il regista ...
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Maggio dell' 86, Morandini scrisse che, nonostante la scena 'acchiappa-platea', 'diavolo in corpo' era cinema di serie A,
io direi Z
è talmente inverosilmente contrario a ciò che le categorie di base del nostro intelletto dovrebbero far dedurre al nostro pensiero
che, almeno io, mi sbellico dalle risate a rivederlo,
all'inizio la neretta che forse si vuole buttare giù ma non è sicuro 'signorina, sono un prete, un prete cattolico - già perchè ci sono anche quelli musulmani, buddisti - la vita è sacra, la vita è di Dio non è nostra ...' recitata non male, non malissimo: di meno, sufficiente per tirare uova, pomodori sullo schermo,
i due che si congiungono nella gabbia .
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Maggio dell' 86, Morandini scrisse che, nonostante la scena 'acchiappa-platea', 'diavolo in corpo' era cinema di serie A,
io direi Z
è talmente inverosilmente contrario a ciò che le categorie di base del nostro intelletto dovrebbero far dedurre al nostro pensiero
che, almeno io, mi sbellico dalle risate a rivederlo,
all'inizio la neretta che forse si vuole buttare giù ma non è sicuro 'signorina, sono un prete, un prete cattolico - già perchè ci sono anche quelli musulmani, buddisti - la vita è sacra, la vita è di Dio non è nostra ...' recitata non male, non malissimo: di meno, sufficiente per tirare uova, pomodori sullo schermo,
i due che si congiungono nella gabbia ... e quanto impiegano ad accorgersene!
con la Detmers che dice 'lasciateli finire, lasciateli finire', roba da pazzi, da pazzi !!!
ah, ecco perché B era in psicoterapia ... ma il prof. Fagioli forse non era 'uno bravo',
già la Marusckha ... visetto fanciullesco begl'occhi misto ingenui_furbetti non recita male
però ride, ride, ride, ma checcià da ride
Pitzalis ... feat Gerard Philip, solo solo per questo B meritava di essere passato per le armi,
comunque Detmers non regge dinanzi a Micheline Presle,
bellissima inquadratura sul Tevere di P e della D in barchetta, che vanno verso le rapide ...
ma forse B era in ipnosi o forse voleva fare un film comico,
ancora M. nello studio di uno strano psicanalista, che si mette tutta nuda - uuuhhhhh questo è spettacolo ma il merito non è certo di B
e lui che dice 'vada via, vada via', pazzesco, pazzesco
e ... ah ecco la sequenza di P e D che fanno l'amore ...
sentite, per quel poco che so io non funziona così,
P che spinge, spinge, poi si ferma ... e lei ride, ride anche lì,
ripresi a metà,
mah, B allora, ascolta, le cose si fanno seriamente, come nei film porno,
o mi fai vedere l'asta che entra e allora sei una persona seria,
altrimenti se mi fai un'inquadratura come quella 'non si va da nessuna parte'
perchè non eccita
e pensare che ad Autant-Lara bastava far vedere un caminetto in cui la fiamma diviene flebile
e poi ... la scena della degustazione_cock
poeva essere la pubblicità di un cono gelato;
...
la realtà è che questo non è cinema, è andare in giro con la macchina da presa,
Brooks diceva 'il vostro film non sarà mai migliore della vostra sceneggiatura'
solo che qui la sceneggiatura è di Bellocchio ...
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luca g
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martedì 15 ottobre 2024
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un film a luci rosse è più onesto
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Non riesco a trattenermi: è un film idiota,
è venuto il momento di dire che B. è un regista di cinema che alla fine ha diretto in tutta la sua vita un solo buon film, il primo,
'i pugni in tasca' fu definito da Sadoul un film di valore eccezionale, lo vidi ma non me lo ricordo più,
certo se un regista fa un film come questo c'è da dubitare che sia un vero regista,
la storia è de_men_zia_le, la ragazza 'promessa sposa' di un brigatista, ecco, ci sono 'i promessi sposi' proprio tra i brigatisti,
che spiritosi B. e il ch.mo prof. M. Fagioli,
non conosco le teorie del Prof. F. e nemmeno m'importa di non conoscerle mettiamo anche che sia un considerevole psichiatra/psicoanalista,
come sceneggiatore può andare a lavare i piatti, assieme al suo rinomato paziente B.
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Non riesco a trattenermi: è un film idiota,
è venuto il momento di dire che B. è un regista di cinema che alla fine ha diretto in tutta la sua vita un solo buon film, il primo,
'i pugni in tasca' fu definito da Sadoul un film di valore eccezionale, lo vidi ma non me lo ricordo più,
certo se un regista fa un film come questo c'è da dubitare che sia un vero regista,
la storia è de_men_zia_le, la ragazza 'promessa sposa' di un brigatista, ecco, ci sono 'i promessi sposi' proprio tra i brigatisti,
che spiritosi B. e il ch.mo prof. M. Fagioli,
non conosco le teorie del Prof. F. e nemmeno m'importa di non conoscerle mettiamo anche che sia un considerevole psichiatra/psicoanalista,
come sceneggiatore può andare a lavare i piatti, assieme al suo rinomato paziente B., che bella coppia veramente;
la fidanzata del brigatista che se ne va in maserati ... signori, avete bevuto?
la vicenda inutile ripercorrerla: tempo perso, se è una seduta tra B. e F. che se la cantino e se la suonino loro;
due cose a proposito del film,
una, è soltanto una cattiva azione prendere il bellissimo romanzo di Radiguet e farne carne di porco,
in realtà non c'entra niente il libro, è una furbata da psicoanalista, notate che il film si intitola 'diavolo in corpo', non 'il diavolo in corpo', accattoni, per dare un pò di smalto a questa boiata han fatto credere che 'fosse liberamente ispirato' al quasi omonimo romanzo,
i francesi furono gentili, nell'edizione che comperai quell'anno c'era scritto 'nouvelle adaptation par M.B.',
già perché oltre a far scempio del libro la strana coppia ha lordato anche lo stupendo film di Autant-Lara,
là c'era l'indimenticabile - soprattutto per le donne - Gerard Philiphe, qui c'è ... fabrizio pitzalis ...
là c'era Micheline Presle, qui c'è la Maruska ... carinuccia che sembra una bambolina da mettere in vetrina in una pasticceria,
ma che due c°°°°i veramente, mi scuso ma quando ce vò ce vò... due sì intendo B. e F.,
Radiguet aveva 17 anni quando scrisse il libro, se non era un enfant prodige lui... morì due anni più tardi in Turkia assieme a Valentine Hugo, entrambi infettati da ... credo ...mah dovrei guardare tifo forse; il romanzo è bellissimo a me piace moltissimo;
Del Buono disse che una legge dovrebbe proteggere le opere d'arte storiche, allorché non vi sono eredi che possano tutelarle;
incuranti il duo B.-F. credette forse di far qualcosa di sensato mentre sono riusciti a far solo qualcosa di insensato;
questo film è rllevante solo per la scena della fellatio, e qui dico questo: un film porno è più onesto,
osservate la scena, D. s'avvicina a P., gli tira giù la cerniera dei jeans, estrae il contenuto ed inizia a leccare eh non so come altro dire,
e sorride guardardano il semi_bello Federico espressivo come uno che è totalmente inespressivo,
ma si noti mentre succhia, la D. ha un'espressione di chiarissimo disgusto, una frazione d'istante, ma si vede benissimo, e vuol dire ch'è una brutta scena, una scena laida, ignobile, cani !!!
quel che mi dà fastidio è quando si fanno le cose senza serietà...
ma se vi chiedessi...perché B. scelse un non_attore (così lo definì Kezich) come Pitzalis per interpretare un ruolo così importante dove era necessario un professionista?
ma perché un professionista che si facesse fare un pom°°° non lo trovava manco se lo cercava un secolo, son ruoli che bruciano,
stessa ragione per cui a interpretare il Tango fu la povera Schneider, che poi non fece più nulla e fuggì dal Caligola di quell'altro signor Pig di ...
che schifi questi registi...
e la Detmers non fece più un film dopo questo,
bravo Bellocchio, complimenti, che brutto cinema.
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latino heat
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domenica 24 settembre 2017
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anni '80
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film interso, bravi gli attori
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giuseppe dicorato
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domenica 4 maggio 2014
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né l'uno, né l'altro
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Film "più pretenzioso che impegnato"? Secondo il mio modestissimo parere di spettatore è solo uno dei più brutti film che il Maestro abbia mai diretto. O forse il più brutto, semplicemente. E non basta il lato A della protagonista a migliorare la situazione. Se è per quello, Tinto Brass ha fatto di meglio (e non è un elogio).
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mari
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sabato 8 novembre 2008
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si salva
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Grazie alla notevole bellezza della Detmers, alla carineria di Pitzalis e alla freschezza del rapporto. Per il resto un film più
demente, contaminato da ambizioni e ossessioni Fagioliane..non si è QUASI mai visto..a parte il suo fedelissimo Bellocchio.
Vedi il Cast cosa può fare!!
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io
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domenica 2 marzo 2008
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bellocchio dirige per fagioli
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Non criticherò Fagioli, perchè è cosa usurata (e giusta, un analista romano omofobo e anti-Basagliano va assolutamente criticato), e non giudicherò la scelta di Bellocchio di frequentarlo e di farsene il tramite delle idee per diffonderle al pubblico e aumentarne la fama. Mi limiterò a leggere il film: è semplicemente la storia di una ragazza insolita (una bellissima Maruschka Detmers, ed è da notare anche la sua interpretazione in Come sono buoni i bianchi di Marco Ferreri, al fianco di Placido, Piccoli e della Braschi) trombata ripetutamente da Federico Pitzalis. Qualche sciagurato ha detto che è un film sugli anni di piombo! È solo un film che dice (molto misoginamente) quanto è bello fare del sesso da giovani.
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Non criticherò Fagioli, perchè è cosa usurata (e giusta, un analista romano omofobo e anti-Basagliano va assolutamente criticato), e non giudicherò la scelta di Bellocchio di frequentarlo e di farsene il tramite delle idee per diffonderle al pubblico e aumentarne la fama. Mi limiterò a leggere il film: è semplicemente la storia di una ragazza insolita (una bellissima Maruschka Detmers, ed è da notare anche la sua interpretazione in Come sono buoni i bianchi di Marco Ferreri, al fianco di Placido, Piccoli e della Braschi) trombata ripetutamente da Federico Pitzalis. Qualche sciagurato ha detto che è un film sugli anni di piombo! È solo un film che dice (molto misoginamente) quanto è bello fare del sesso da giovani. Basta.
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don
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mercoledì 30 gennaio 2008
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non un film sugli anni di piombo
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Diavolo in corpo non è affatto un film sugli anni di piombo. È una storia d'erotismo. Ah, dimenticavo: chi è Massimo Fagioli?
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darko
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martedì 25 aprile 2006
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film spartiacque
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Trovo poco giusto che a un film come questo, che nella produzione bellocchiana è da considerarsi una pellicola piuttosto importante, siano state dedicate su questo sito solo due recensioni dalle testate dell'epoca ed entrambe fortemente negative.
Il semplice fatto che questo film sia stato concepito all'inizio di quel periodo in cui il regista ha collaborato con il celebre psicanalista Massimo Fagioli (a cui questo film è personalmente dedicato), non ha troppa rilevanza per quanto riguarda la riuscita artistica della pellicola. Bisogna essere formalisti: gli attori sono tutti adatti e dotati ad eccezione della Detmers di una recitazione molto naturalistica. L'estetica e i tempi del film sono eccellenti, seppur con delle radici che affondano molto in un ambiente comunque reale e volutamente poco entusiasmante (la scuola, i corridoi, il tribunale, la casa vuota di Giulia).
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Trovo poco giusto che a un film come questo, che nella produzione bellocchiana è da considerarsi una pellicola piuttosto importante, siano state dedicate su questo sito solo due recensioni dalle testate dell'epoca ed entrambe fortemente negative.
Il semplice fatto che questo film sia stato concepito all'inizio di quel periodo in cui il regista ha collaborato con il celebre psicanalista Massimo Fagioli (a cui questo film è personalmente dedicato), non ha troppa rilevanza per quanto riguarda la riuscita artistica della pellicola. Bisogna essere formalisti: gli attori sono tutti adatti e dotati ad eccezione della Detmers di una recitazione molto naturalistica. L'estetica e i tempi del film sono eccellenti, seppur con delle radici che affondano molto in un ambiente comunque reale e volutamente poco entusiasmante (la scuola, i corridoi, il tribunale, la casa vuota di Giulia). Questo film, prima de L'ORA DI RELIGIONE, è disperato ma mostra allo stesso tempo una certa speranza e gioia. Il tema della psicanalisi, sì, ricorre, ma viene trattato con competenza e ironia. Ritorna il tema dell'instabilità emotiva ed esistenziale del protagonista, qui femminile, proprio come ne I PUGNI IN TASCA. La Detmers, seppur un po' troppo ridacchiona, trasmette bene il disagio del vivere nella società contemporanea ma anche all'interno di un proprio universo chiuso (vedi il personaggio di "Ale" ne I PUGNI IN TASCA), costruito attorno al rapporto col padre assassinato dal fidanzato brigatista - pentito - e al nuovo rapporto che instaura con lo studente Andrea (Federico Pitzalis), all'ultimo anno del Classico e alle prese con una scuola per niente aperta al dialogo col mondo giovanile; piuttosto è incline, in quanto istituzione rigida e cattolica ad attaccarla con ripugnanti etichettismi. Cito qui le riflessioni di Bellocchio fatte durante un'intervista a proposito della scena finale dell'esame di maturità: "LO STUDENTE DI DIAVOLO IN CORPO DICE AI PROFESSORI CHE NON E' NE' MARXISTA, NE' DI COMUNIONE E LIBERAZIONE, NE' ECOLOGISTA ETC. COME, DEL RESTO, PICCIAFUOCO NE L'ORA DI RELIGIONE. Si, è vero: c’è un’analogia. Sono personaggi che, in quanto ricercatori permanenti, in questo stato di cose, non trovano una collocazione. E’ gente molto calata nella realtà, nella società, senza, però, una precisa appartenenza". Dunque, anche se trasmessa con toni più deboli, Bellocchio ha continuato anche dopo I PUGNI IN TASCA ad applicare la sua voglia di ribellione nei confronti della società mediocre e arrendevole, che si accontenta. In questo senso, DIAVOLO IN CORPO, tratto dal romanzo di Radyguet e di cui è già stato fatto uno splendido film nel '46 da Claude Autant-Lara ambientato durante la Prima guerra mondiale, è un film fortemente politico prima che d'interesse psicanalitico. In quanto alle scene di sesso, l'intento è stato probabilmente quello di rifarsi a Bertolucci o comunque le connessioni a ULTIMO TANGO A PARGIGI non sembrano essere del tutto involontarie, ma Bellocchio sembra essere riuscito ad epurare il film di quei virtuosismi formali tipici delle pellicole a sfondo erotico e restituendo alle scene suddette una notevole forza drammatica, anche grazie alle musiche di Carlo Crivelli.
DIAVOLO IN CORPO costituisce per il co-protagonista Federico Pitzalis l'unica esperienza cinematografica e un po' dispiace. Indimenticabile la scena d'apertura con la donna africana che tenta di suicidarsi e la seduta di psicanalisi mancata fra la Detmers e Di Stasio.
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