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figliounico
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domenica 20 novembre 2022
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dov'è bruce lee
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Ricorda molto quei vecchi film di Bruce Lee degli anni ’70. Anche se in questo caso protagonista assoluto non è il kung fu ma il silat, un’arte marziale indonesiana, la musica non cambia ed il novanta per cento delle sequenze è un susseguirsi ininterrotto di combattimenti a mani nude con qualche variante dove si usa il coltello o il machete. Ritmo frenetico e scazzottate interminabili non colmano il vuoto esistenziale che lascia la visione di questa pellicola dalla trama esile con dialoghi a volte insensati spacciata per adrenalinica ma alla lunga noiosa e ripetitiva del gallese Evans a meno che non si sia appassionai cultori di quelle arti oppure dodicenni.
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mr.rizzus
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mercoledì 10 febbraio 2021
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cult
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mr.rizzus
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martedì 9 febbraio 2021
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wow
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mr.rizzus
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lunedì 8 febbraio 2021
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masterpiece
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biscotto51
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giovedì 17 ottobre 2019
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eccezionale
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Per gli amanti del genere è veramente un capolavoro.
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laurence316
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mercoledì 27 settembre 2017
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se questo è tra i migliori action...
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... degli ultimi anni, stiamo freschi!
Forsennato film d'azione di arti marziali girato interamente con camera a spalla, The Raid offre sequenze d'azione mozzafiato e spettacolari coreografie dei combattimenti (merito principalmente del protagonista Uwais), ma risulta carente un po’ in ogni altro campo. La sceneggiatura è inesistente (lungo tutta la sua durata, vi saranno si e no dieci minuti di dialogo), la regia efficace solo grazie al perfetto coordinamento delle controfigure (che, per gli appassionati, regalano alcune scene veramente impressionanti) e l'estrema violenza alla lunga finisce per annoiare e soprattutto per diventare sempre più fine a se stessa, priva di senso, ripetitiva e semplice maschera della paurosa vacuità di fondo.
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... degli ultimi anni, stiamo freschi!
Forsennato film d'azione di arti marziali girato interamente con camera a spalla, The Raid offre sequenze d'azione mozzafiato e spettacolari coreografie dei combattimenti (merito principalmente del protagonista Uwais), ma risulta carente un po’ in ogni altro campo. La sceneggiatura è inesistente (lungo tutta la sua durata, vi saranno si e no dieci minuti di dialogo), la regia efficace solo grazie al perfetto coordinamento delle controfigure (che, per gli appassionati, regalano alcune scene veramente impressionanti) e l'estrema violenza alla lunga finisce per annoiare e soprattutto per diventare sempre più fine a se stessa, priva di senso, ripetitiva e semplice maschera della paurosa vacuità di fondo. Il sangue scorre a fiumi in un film studiato a tavolino per attrarre solo gli appassionati, mentre lo spettatore comune non può far altro che lasciarsi andare a qualche sbadiglio. Curioso che abbia ottenuto il plauso di gran parte della critica.
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aratos
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sabato 21 novembre 2015
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niente se non botte
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Sono rimasto negativamente sorpreso da questo film. Mi aspettavo un film, invece si tratta nient'altro che una serie di assurdi incontri di arti marziali. Gli attori sono mediocri, la regia è imbarazzante, la trama è al livello di un episodio dei Teletubbies. E' gasato ma insensato. Esagerato ma in senso negativo.. Pieno di episodi assurdi e illogici, con picchi talmente bassi da farlo risultare frustrante.
L'unica nota positiva, è che gli scontri di arti marziali sono abbastanza divertenti da vedere, anche se pure questi lambiscono l'assurdita con episodi che ti fanno chiedere "ma perché??" in continuazione.
Non lo raccomanderei.
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xtremepredator
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sabato 11 aprile 2015
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capolavoro del cinema d azione
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Un film serio dai dialoghi mai banali mantenenendo una serietà brutale per tutta la sua durata con combattimenti spettacolari e violentissimi; uno dei miei film preferiti.
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tarantinofan96
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domenica 25 gennaio 2015
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the raid
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Uno dei film d'azione più grintosi, violenti e spettacolari degli ultimi 15 anni almeno. Sparatorie, botte da orbi, combattimenti coi coltellini e a mani nude compongono questo film per quasi tutta la sua durata, ma The Raid è anche un film con una storia solida e non banale, una storia che parla di corruzione, doppi giochi e altro ancora.
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Uno dei film d'azione più grintosi, violenti e spettacolari degli ultimi 15 anni almeno. Sparatorie, botte da orbi, combattimenti coi coltellini e a mani nude compongono questo film per quasi tutta la sua durata, ma The Raid è anche un film con una storia solida e non banale, una storia che parla di corruzione, doppi giochi e altro ancora. Gareth Evans gira i combattimenti con uno stile e una tecnica assolutamente originali.
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noia1
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martedì 18 novembre 2014
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adrenalina
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La retata in un grande edificio controllato da un potente boss mafioso si trasforma in una disperata fuga per i pochi superstiti.
La nuova frontiera del cinema (non solo d’azione). Dall’inizio alla fine il ritmo è incalzante, l’aspetto tecnico è fenomenale per una fantasia stilistica infinita, botte dall’inizio alla fine eppure non un centesimo di secondo che caschi nella banalità. Ogni pugno, ogni colpo, non è mai uguale all’altro e anche la comparsa più inutile ha uno stile proprio che gli venga dedicato meno di un secondo o più di mezz’ora.
La sceneggiatura è quasi inesistente ma non scontata e immersa in una trama che, malgrado soccomba alla preponderanza dei combattimenti, lascia col fiato sospeso fino alla fine mostrando che niente, dal più veloce pungo alla frase più breve, deve essere preso sottogamba.
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La retata in un grande edificio controllato da un potente boss mafioso si trasforma in una disperata fuga per i pochi superstiti.
La nuova frontiera del cinema (non solo d’azione). Dall’inizio alla fine il ritmo è incalzante, l’aspetto tecnico è fenomenale per una fantasia stilistica infinita, botte dall’inizio alla fine eppure non un centesimo di secondo che caschi nella banalità. Ogni pugno, ogni colpo, non è mai uguale all’altro e anche la comparsa più inutile ha uno stile proprio che gli venga dedicato meno di un secondo o più di mezz’ora.
La sceneggiatura è quasi inesistente ma non scontata e immersa in una trama che, malgrado soccomba alla preponderanza dei combattimenti, lascia col fiato sospeso fino alla fine mostrando che niente, dal più veloce pungo alla frase più breve, deve essere preso sottogamba.
Interessante lo stile dello svolgimento, quasi un calo nell’horror/splatter tanta cura è data ai dettagli, non perché il regista voglia dare quella certa impronta ma per il semplice calcolo al minimo dettaglio caratterizzante ogni minuto della vicenda: l’ambiente è degradato per cui ogni muro è sudicio e i malviventi disgustosi; l’azione è intensa quindi ogni tendine tagliato assieme alle varie arterie viene mostrato al dettaglio.
Non mancano i vari capovolgimenti tra rivelazioni e sorprese, tradimenti e cambi di fronte dei deboli personaggi attorno al rude protagonista. Un cult che entrerà nella memoria di chiunque voglia farsi una certa cultura cinematografica, il fronte per un nuovo genere di porre la vicenda.
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