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samanta
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mercoledì 20 maggio 2026
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non fare mai l''autostop
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Uscito nel 1945 appartiene al genere noir/giallo-drammatico, la regia è di Edgar G. Ulmer famoso produttore e direttore di film di serie B, erano pellicole a basso budget, girati velocemente, in genere con attori poco conosciuti ovvero star decadute. Deve essere considerato che in quel tempo (ed ancora per vari decenni) nei cinema USA venivano proiettati di seguito 2 film, uno principale il secondo di serie B.
Al Roberts (Tom Neal) è un giovane valente pianista che lavora in un modesto locale di New York dove canta la fidanzata Sue (Claudia Drake), un giorno la ragazza dice che parte per andare o Los Angeles per tentare la carriera ad Hollywood. Più tardi Tom decide di segiurla ma il viaggio è lungo ed avendo pochi soldi decide di compierlo facendo l'auto stop, passano vari giorni ed in Arizona si ferma davanti a lui una lussuosa Lincoln Continental, il guidatore (Edmund MacDonald) lo invita a salire diretto anche lui va a L.
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Uscito nel 1945 appartiene al genere noir/giallo-drammatico, la regia è di Edgar G. Ulmer famoso produttore e direttore di film di serie B, erano pellicole a basso budget, girati velocemente, in genere con attori poco conosciuti ovvero star decadute. Deve essere considerato che in quel tempo (ed ancora per vari decenni) nei cinema USA venivano proiettati di seguito 2 film, uno principale il secondo di serie B.
Al Roberts (Tom Neal) è un giovane valente pianista che lavora in un modesto locale di New York dove canta la fidanzata Sue (Claudia Drake), un giorno la ragazza dice che parte per andare o Los Angeles per tentare la carriera ad Hollywood. Più tardi Tom decide di segiurla ma il viaggio è lungo ed avendo pochi soldi decide di compierlo facendo l'auto stop, passano vari giorni ed in Arizona si ferma davanti a lui una lussuosa Lincoln Continental, il guidatore (Edmund MacDonald) lo invita a salire diretto anche lui va a L.A. per scommettere ad una corsa di cavalli, l'automobilista si chiama Charles Haskell Jr., i 2 chiacchierano Haskell nota che Tom ha visto dei graffi vistosi sulla mano, gli dice che gli erano stati provocati da una ragazza che aveva fatto scendere dall'auto. Mentre una notte Al guidava e Haskell dormiva profondamente, scoppia un violento temporale Al scende per aprire la "capote" non riuscendo, chiede aiuto apre la portiera e Haskell scivola a terra battendo la testa, probabilmente e morto per un infarto. Preso dal panico Al temendo di essere considerato un assassino, nasconde il cadavere dietro un cespuglio, s'impossessa dei suoi bagagli vestendo i vestiti del defunto, prende il suo denaro e i suoi documente (le generalità corrispondono) e decide di farsi passare fino a L.A. come Haskell, ad una stazione di servizio vede una ragazza Vera (Ann Savage) e le offre un passaggio fino a L.A.. In realtà Vera è la ragazza che Haskell aveva cacciato dall'auto, smaschera brutalmente Al e lo ricatta minacciandolo di denuncia, Al le dà metà del denaro di Haskell e acccetta, malvolentieri, dopo la vendita dell'auto a L.A. di corrisponderle metà dell'importo. Ma Vera arrivati in città fa saltare l'accordo che Al aveva con un acquirente dell'auto, la ragazza ha saputo dai giornali che il padre di Haskell è moribondo e lascerà al figlio un patrimonio di 30 milioni di $, pretende che Al si finga il figlio che era fuggito di casa a16 anni, 20 anni prima. Al giustamente ritiene l'idea folle, ma Vera sotto ricatto lo chiude in un apartamento, durante un litigio Al cerca di fuggire e inavvertitamente provoca la morte di Vera strangolata dal filo di un telefono. Al disperato fugge, la storia era iniziata con lui in un bar dove in flashback aveva ricordato gli eventi, esce dal bar gli si accosta lungo la strada un'auto della polizia che lo fa salire.
Il film ebbe all'uscita critiche positive e un discreto esito commerciale, con il passare degli anni fu sempre più rivalutato fino a considerarlo a partire dagli anni '80, un capolavoro cult, un classico del film noir collocato nelle migliori graduatorie dei film di Hollywood. Indubbiamente il regista ha saputo realizzare un ottimo film: con attori non noti, riprese brevi, a sentire il regista di soli 6 giorni, in realtà almeno 2 o 3 settimane, errori tecnici (come il flusso delle macchine contraddittorio), un budget esiguo, riprese esterne ridotte a 3 minuti (la scena nell'autorimessa di una rivendita di auto), realizzare costruendo una vicenda fortemente drammatica che coinvolge lo spettatore con una suspense per tutta la durata dellla storia. Il dramma di Al suscita interesse come l'ineluttabilità del destino avverso possa sconvolgere una vita, ma anche come la debolezza umana si lasci travolgere dalle circostanze invece che affrontarle; nello stesso tempo Vera rappresenta il male, la cattiveria compiuta per sé stessa, la voglia di coinvolgere nel suo destino senza sbocco il malcapitato Al che dovrebbe compiere l'idea folle di farsi passare per figlio di uno sconosciuto, minacciandolo in continuazione. Per quanto riguarda il cast gli attori, pur sconosciuti, recitano bene, sopratutto i 2 protagonisti: Al che diventa poco alla volta durante gli avvenimenti la maschera tragica e straziante di un uomo schiacciato dalle avversità e poi Vera interpretata da un'eccellente (e bella) Ann Savage, che respinta ad un provino dalla MGM, riuscì a trovare spazio nei film di serie B di cui fu definita "la regina", a metà degli anni '50 abbandonò la recitazione, fu ripescata nel 2007 a 86 anni per la parte di madre nel film My Winnipeg, ottenendo un notevole successo, qui si rivela una Vera straordinaria una donna malvagia che non vede il bene, ma solo cerca di schiacciare gli altri che anche nella morte fa apparire Al un colpevole, la sua interpretazione fu paragonata a livello di quelle di Greta Garbo.
Per quanto riguarda il finale è una scena posticcia inserita perché per il codice morale che disciplinava in quel periodo Hollywood non permetteva che un colpevole potesse rimanere impunito.
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citizen kane
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martedì 21 novembre 2023
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delusione noir
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Mi aspettavo molto di più da questo film ,che ho trovato poco interessante e recitato da un attore fisso e incolore ,con una trama poco credibile (lui la strangola involontariamente
con il filo del telefono?!) con poca suspence e slegato.Condotto con un prevalente voice over del protagonista merita attenzione solo per l'interpretazione nevrotica e tagliente di una poco conosciuta Anne Savage, che raggiunge i livelli di una brava Barbara Stanwick.Il tema dell'inesorabilità del destino è meglio espresso in altri film e la sfortuna del protagonista ricorda una frase memorabile di Out of the past(capolavoro di Tourneur):chi è triste è anche inevitabilmente sfortunato.
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Mi aspettavo molto di più da questo film ,che ho trovato poco interessante e recitato da un attore fisso e incolore ,con una trama poco credibile (lui la strangola involontariamente
con il filo del telefono?!) con poca suspence e slegato.Condotto con un prevalente voice over del protagonista merita attenzione solo per l'interpretazione nevrotica e tagliente di una poco conosciuta Anne Savage, che raggiunge i livelli di una brava Barbara Stanwick.Il tema dell'inesorabilità del destino è meglio espresso in altri film e la sfortuna del protagonista ricorda una frase memorabile di Out of the past(capolavoro di Tourneur):chi è triste è anche inevitabilmente sfortunato.La colonna sonora è poi disturbante.
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contrammiraglio
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martedì 10 febbraio 2015
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la sfortuna ci vede benissimo
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Un piccolo gioiello; piccolo solo perchè dura poco, sia chiaro!
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alessandro
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lunedì 15 settembre 2008
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detour
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noie nelle atmosfere film kafkiano nel suo svolgimento e
angosciante nel finale; un buonissimo e godibilissimo prodotto
girato in pochi ambienti e in pochissimi giorni con due convicenti attori.
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erer
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lunedì 24 dicembre 2007
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errer
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antonio benedetto
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martedì 3 gennaio 2006
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detour: uno dei film più belli di sempre!
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Vorrei correggere un clamoroso falso storico. La fantomatica splendida lunghissima sequenza finale di 5 minuti senza stacchi, semplicemente non esiste. Chissà quanti recensori avranno veramente visto questo meraviglioso film!
[+] aaa cercasi sequenza finale disperatamente
(di luigim)
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