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valentina allavevena
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sabato 10 febbraio 2024
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moralismo spicciolo.
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Giudicare le persone ( tante) che hanno amato quest'opera come "mentalmente spostate" è ben più violento di tutti i film di ASF. Bigottismo è violenza, censura è violenza. L'opera d'arte (perché il cinema è comunque arte soprattutto quando intende esprimere e colpire) non deve avere limiti di sorta. Si tratta di finzione. Nessuno è stato né maltrattato né abusato né traumatizzato per girare questo film. Si tratta di un horror estremo. Punto. Se non ami l'estremo ci stai alla larga. Non lo guardi per poi tuonare anatemi come Savonarola.
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luigiluke
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mercoledì 3 gennaio 2024
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le vittime vendono bene ...
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… è la cosa migliore del film. Una battuta del regista dello snuff movie in cui è coinvolto il protagonista della storia, al termine di una prima mezz’ora discreta, anche se molto povera stilisticamente, quasi da TV movie.
Il resto, quello che doveva essere il piatto forte della pellicola, la pietra dello scandalo, ecc …, più che disgustoso (nelle vita reale c’è molto peggio …) è del tutto incomprensibile.
A parte la smania del regista (quello vero) di farci vedere un circo di esibizioni pseudo pornografiche (gli atti sessuali mimati sembrano a 78 giri, quindi al limite del ridicolo) associate a qualche scena splatter (peraltro recitata davvero male).
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… è la cosa migliore del film. Una battuta del regista dello snuff movie in cui è coinvolto il protagonista della storia, al termine di una prima mezz’ora discreta, anche se molto povera stilisticamente, quasi da TV movie.
Il resto, quello che doveva essere il piatto forte della pellicola, la pietra dello scandalo, ecc …, più che disgustoso (nelle vita reale c’è molto peggio …) è del tutto incomprensibile.
A parte la smania del regista (quello vero) di farci vedere un circo di esibizioni pseudo pornografiche (gli atti sessuali mimati sembrano a 78 giri, quindi al limite del ridicolo) associate a qualche scena splatter (peraltro recitata davvero male).
In realtà la cosa che disturba di più del film è che in questa sua seconda parte si perde di vista qualsiasi idea di storia.
Milos, il protagonista, è stato drogato, ok, e ha fatto sotto effetto dello stupefacente cose sconvolgenti. Ma come fa poi di nuovo a ritrovarsi nella stessa situazione dopo essersene reso conto e, si suppone, aver preso le dovute precauzioni per non ricaderci? Boh.
D’altra parte già non si era capito il modo in cui era potuto succedere prima, a parte l’idea (originalissima …) del drink adulterato che lo instupidisce. Ma che però non gli impedisce di percorrere chilometri in auto, per poi essere “agganciato” ad un semaforo da una delle vestali del folle regista (quello dentro il film) che poco prima in realtà doveva trovarsi nella casa/set dello snuff movie e perciò non è chiaro come a quel punto riesca a spuntare, a piedi, da dietro quel semaforo.
E via dicendo, perché i buchi della sceneggiatura sono tali e tanti da rendere necessario al regista (quello vero) confezionare un finale che, aldilà di qualsiasi significato gli si voglia attribuire, sembra solo un modo raffazzonato di far quadrare i conti.
Che invece non tornano affatto. Perché se uno poi deve leggere il plot su Wikipedia (English, naturalmente) per raccapezzarsi su quello che ha visto, più di qualcosa nel film non va.
Ed è quindi abbastanza inutile cercare di nobilitare un pasticcio del genere con dichiarazioni come quelle del regista (sempre quello vero) secondo cui il film vuole essere una metafora del colonialismo moderno attraverso la storia di un uomo sfruttato all'estremo in nome della sopravvivenza della sua famiglia.
Sarà stato anche così nella sua mente ed in quella del co-sceneggiatore, ma stringi stringi siamo solo di fronte ad uno scopiazzamento di idee già portate sullo schermo in modo mirabile (Boogie Nights di Thomas Anderson, quanto alla parabola di eccessi e degenerazione di un pornoattore) o anche meno (tipo The Game di Fincher, dove ugualmente il protagonista viene coinvolto a sua insaputa in una spirale di eventi etero diretti e non vi si riesce a sottrarre).
Per non parlare della tematica degli snuff movies (Spasojević si è dichiarato ammiratore di Hardcore di Schrader) che però, dopo 8 mm di Schumacher e Tesis di Aménabar, richiede una ben superiore elaborazione narrativa per diventare credibile.
Quello viene aggiunto ai modelli è una quantità di splatter che ha fatto sì che qualcuno azzardasse un paragone di questo pasticcio con Hostel.
Fatto per me insopportabile, perché quello di Eli Roth è un film da quattro stelle, minimo.
Mentre questo A Serbian Film a stento arriva a una.
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(di valentina allavevena)
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roberta
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mercoledì 14 settembre 2022
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orribile. non guardatelo
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Un film che non consiglierei nemmeno al mio peggior nemico. Questo film è orribile è quanto di più brutto, crudele e bestiale che abbia mai visto. Ma non di quell'orribile" che può risultare affascinante, ma orribile da non scordartelo più per tutta la vita. Vi prego non guardatelo
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ennio
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giovedì 13 dicembre 2018
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l'orrore non può andare oltre
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Forse è uno dei rari casi in cui non viene voglia di mettere stelle al film. Ma se le si mette, lo si deve definire un ottimo film, perchè non si dimentica. Ci si chiede spesso qual'è l'ultima frontiera dell'orrore e della malvagità, ma dopo "a Serbian film" non ho avuto ulteriori risposte. Al confronto, la saga di "Saw" appare un fumettone hollywoodiano che più che altro esalta la tecnologia della tortura. Ma il coinvolgimento emotivo dei protagonisti è nullo o ridicolo. "Hostel" fu il primo reality-snuff davvero disturbante, è "Martyrs" lo fu ancora di più.. ma qui, davvero, non riesco a descrivere certe scene, forse, anzi, vorrei solo dimenticarle.
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Forse è uno dei rari casi in cui non viene voglia di mettere stelle al film. Ma se le si mette, lo si deve definire un ottimo film, perchè non si dimentica. Ci si chiede spesso qual'è l'ultima frontiera dell'orrore e della malvagità, ma dopo "a Serbian film" non ho avuto ulteriori risposte. Al confronto, la saga di "Saw" appare un fumettone hollywoodiano che più che altro esalta la tecnologia della tortura. Ma il coinvolgimento emotivo dei protagonisti è nullo o ridicolo. "Hostel" fu il primo reality-snuff davvero disturbante, è "Martyrs" lo fu ancora di più.. ma qui, davvero, non riesco a descrivere certe scene, forse, anzi, vorrei solo dimenticarle. Non è l'orrore per lo sbudellamento, ma per la crudeltà mentale (o malattia mentale) assoluta. Ma alla fine, per consolazione, siamo tutti consapevoli che è solo un film.
"a Serbian film" è sia porno, sia splatter, sia, soprattutto, abiezione morale, ed è quindi un film altamente drammatico.
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taniamarina
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giovedì 6 dicembre 2018
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errore clamoroso
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L'imperdonabile errore di questo film è ll suo voler essere estremamente disturbante senza riuscirci molto, anzi per nulla. Il regista fa un'amara scoperta: per inorridire il pubblico, non è necessario l'uso di sangue a litri ed effetti da macelleria a gogò. Per inorridire, basta non far vedere nulla. La lunga serie di film sugli ipotetici snuff movie, inorridisce perché non si vede la tortura ma la si intuisce con la propria fantasia orrorifica. tolta allo spettatore la possibilità di usare l'orrido che sonnecchia nell'inconscio, avviene ciò che nessuno si sarebbe mai aspettato: una noia pazzesca. Deodato con il suo Cannibal holocuast avrebbe potuto dare qualche suggerimento in più ad una pellicola ridicola.
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L'imperdonabile errore di questo film è ll suo voler essere estremamente disturbante senza riuscirci molto, anzi per nulla. Il regista fa un'amara scoperta: per inorridire il pubblico, non è necessario l'uso di sangue a litri ed effetti da macelleria a gogò. Per inorridire, basta non far vedere nulla. La lunga serie di film sugli ipotetici snuff movie, inorridisce perché non si vede la tortura ma la si intuisce con la propria fantasia orrorifica. tolta allo spettatore la possibilità di usare l'orrido che sonnecchia nell'inconscio, avviene ciò che nessuno si sarebbe mai aspettato: una noia pazzesca. Deodato con il suo Cannibal holocuast avrebbe potuto dare qualche suggerimento in più ad una pellicola ridicola.
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onufrio
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mercoledì 25 novembre 2015
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un incubo reale
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Milos è un ex attore porno, una stella nel suo paese; un misterioso e visionario regista di nome Vukmir offre a Milos un faraonico contratto per ritornare sulla scena, lui accetta per via delle non brillanti condizioni economiche della famiglia, Vukmir non rivela però le "trame" di queste sue pellicole spinte, ma sin dalle prime riprese Milos non si trova a proprio agio, e decide di abbandonare il set, ma ormai è troppo tardi per tirarsi indietro ed il protagonista verrà riuscchiato in un vortice di sesso, sangue e orrore. Scene crudeli, due su tutte davvero molto forti e non consigliabili ai più deboli di stomaco.
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dandy
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giovedì 24 settembre 2015
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a useless film,no matter from where.
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Il debutto del regista-attore(sceneggiato col critico di film horror Aleksandar Radivojevic)è l'ennesimo tentativo di fare successo attraverso lo scandalo.Riuscitissimo come al solito:un'eco medianica immensa;censure in fermento,divieto di proiezione in svariati paesi( tra gli altri Spagna,Portogallo,Francia,Australia,Nuova Zelanda e Italia naturalmente),critiche indignate a non finire.Ma cosa c'è veramente in questo film?Si comincia in "sordina" per così dire,con sesso soft a profusione per passare a sgradevolezze sempre più truci.Se escludiamo le due scene che hanno garantito alla pellicola odio e condanna morale unanime(gli stupri del neonato e del piccolo Petar)quello che resta lascierà indifferenti chi ha già visto i due "Hostel","I spit on your grave",il coevo "Antichrist" o i film di Gaspar Noè.
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Il debutto del regista-attore(sceneggiato col critico di film horror Aleksandar Radivojevic)è l'ennesimo tentativo di fare successo attraverso lo scandalo.Riuscitissimo come al solito:un'eco medianica immensa;censure in fermento,divieto di proiezione in svariati paesi( tra gli altri Spagna,Portogallo,Francia,Australia,Nuova Zelanda e Italia naturalmente),critiche indignate a non finire.Ma cosa c'è veramente in questo film?Si comincia in "sordina" per così dire,con sesso soft a profusione per passare a sgradevolezze sempre più truci.Se escludiamo le due scene che hanno garantito alla pellicola odio e condanna morale unanime(gli stupri del neonato e del piccolo Petar)quello che resta lascierà indifferenti chi ha già visto i due "Hostel","I spit on your grave",il coevo "Antichrist" o i film di Gaspar Noè.Per quanto eccessiva la violenza qui mostrata non è più o meno forte che nei film sopracitati,se escludiamo l'improponibile resa dei conti,dove il morente Vukmir esclama"Questa è arte,Milos!Questo è cinema!".Niente di più sbagliato.Tutto questo orrore non maschera la mancanza di sostanza.Il tentativo di parlare di un paese disastrato dall'interno è ipocrita,i temi affrontati(la pornografia,il mercato degli snuff,i limiti del filmabile,la condizione della donna,i lati oscuri della propria mente)sono usurati.Quindi,ancora una volta tanto baccano per niente.Cercate di capire che un film va giudicato si per il modo in cui espone,ma soprattutto per quello che espone.In questo caso,c'è il vuoto.Al massimo si può riconoscere la fisique du role del protagonista e qualche tocco di humor macabro(l'uccisione col fallo).Perfetto per patiti di slaher e torture porn.Sconsigliatissima la visione alle anime candide.
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nerazzurro
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giovedì 10 settembre 2015
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volutamente senza voto
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Ben fatto, un qualcosa di rarissimo. Ma non lo consiglio nenche se mi pagano.
Dare un voto significherebbe anche dare un dato di apprezzamento ai contenuti presenti quindi mi rifiuto di votare.
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patrizio ingresso
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domenica 19 ottobre 2014
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la pellicola più disturbante che abbia mai visto
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Questo non è un film che sia esattamente classificabile per genere, non avevo mai visto un film che mi disturbasse tanto. È una pellicola molto difficile da giudicare visto che tocca temi molto forti ed estremi; si va dal thriller al porno, dall'horror allo spltter più estremo e violento. È provocatorio e sembra sfidare lo spettatore a rimanere a guardarlo fino alla fine dove il protagonista scivola in una spirale sempre più moralmente devastante... Non aggiungo altro se non con un suggerimento: volete sapere fin dove il vostro stomaco regge e allora buona visione altrimenti lasciate perdere.
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ultimotango
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lunedì 8 settembre 2014
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lasciare il segno con un film racapricciante
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L'ho visto, e come me lo avranno visto tanti altri, probabilmente tutti, fino alla fine.
E'una delle cose più disgustose che ho visto ma ... ma non è una pellicola stupida, e neppure fatta male.
Penso che sia un qualcosa che lascia il segno e porti a riflettere sugli istinti dell'uomo.
La scena del parto rappresenta la massima atrocità concepibile della pedofilia (il fatto stesso che qualcuno l'abbia pensata mi disgusta).
Ma in una prima scena si vede una ragazza che lavora di bocca il protagonista che guarda il video di una ragazzina che, con la massima innocenza lecca un gelato e si lecca le labbra.
Confesso che ho provato eccitazione (premesso che non farei male a una mosca ne tantomeno mi 'esibirei' davanti ad una ragazzina) e mi sono domandato, se non ho provato senso di disgusto come posso giudicare gli istinti degli altri?
Pensate a chi magari si fosse eccitato con la scenda del parto dicendo (è una cosa che non farei mai ma mi eccita).
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L'ho visto, e come me lo avranno visto tanti altri, probabilmente tutti, fino alla fine.
E'una delle cose più disgustose che ho visto ma ... ma non è una pellicola stupida, e neppure fatta male.
Penso che sia un qualcosa che lascia il segno e porti a riflettere sugli istinti dell'uomo.
La scena del parto rappresenta la massima atrocità concepibile della pedofilia (il fatto stesso che qualcuno l'abbia pensata mi disgusta).
Ma in una prima scena si vede una ragazza che lavora di bocca il protagonista che guarda il video di una ragazzina che, con la massima innocenza lecca un gelato e si lecca le labbra.
Confesso che ho provato eccitazione (premesso che non farei male a una mosca ne tantomeno mi 'esibirei' davanti ad una ragazzina) e mi sono domandato, se non ho provato senso di disgusto come posso giudicare gli istinti degli altri?
Pensate a chi magari si fosse eccitato con la scenda del parto dicendo (è una cosa che non farei mai ma mi eccita).
Che diritto ho di giudicarlo? Potrebbe fare altrettanto con me.
La scena dello strupro inconsapevole dei propri cari col fratello è la presa di consapevolezza che in situazione di pazzia collettiva uno si è trovato a sfogarsi con un innocente senza pensare che non era un corpo inanimato per poi scoprirlo di colpo.
Vittima e il carnefice si possono scambiare i ruoli e tutti finiscono distrutti (la condanna alla guerra alle sue atrocità e alle sue logiche a mio parere è in questa scena).
E' profondo e non mi sono pentito di averlo visto, ma forse si potevano concepire le stesse argomentazioni con qualcosa di più 'digeribile'.
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