Il servo ungherese

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fulvia lunedì 27 luglio 2009
dialoghi studiati a tavolino, poca spontaneità Valutazione 3 stelle su cinque
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No
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Non è male, come film, per carità, lascia sicuramente riflettere. La protagonista è l'arte, sotto tre aspetti: la pittura, la musica e il canto. La voce da mezzo soprano di una deportata fa vibrare tutte le corde, una cosa meravigliosa! Il servo ungherese sfoggia una cultura enciclopedica, sicuramente occupa un ruolo impegnato e lo svolge in modo magistrale. La pecca del film ,secondo me, sta tutta nei dialoghi. Discorsi impegnati sono orchestrati e diretti dal regista, che li ha studiati a tavolino. Non trovo spontaneità nelle parole, sembra tutto perfettamente programmato:parole pompose, impreziosite, sempre scelte e selezionate...mah...per me che studio accanitamente la shoah, restano sempre in prima linea altri film, come "Senza destino",che per me è un capolavoro,poi "la zona grigia [+]

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wolfff81 mercoledì 29 aprile 2009
un film dalle alte intenzioni ma piatto Valutazione 1 stelle su cinque
77%
No
23%

Le intenzioni sono alte e apprezzabili. Gli sforzi intrapresi sono visibili. Ma il prodotto finale è decisamente di basso livello purtroppo. La fotografia è piatta, gli abiti sono troppo nuovi (quelli dei prigionieri non sono infatti credibili), il trucco anche (i prigionieri sono lindi e pinti: addirittura i dettegli dei denti mostrano denti bianchissimi, ma quando mai per un progioniero di un campo di sterminio??). La scenografia pecca soprattutto nel rivestimento dei muri interni con carta da parati finalizzata a fare sembrare i muri in blocchi di pietra (ma si sgama subito che è carta appiccicata sia per la regolarità dei disegni sia per la piattezza della luce e delle ombre che su di essa non ci sono per nulla). [+]

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marco martedì 9 ottobre 2007
pieno di spunti di riflessione: ottimo per scuole Valutazione 4 stelle su cinque
80%
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Il film non è un capolavoro: a volte lento e macchinoso, ma è pieno di spunti letterari, artistici e culturali, di riflessione sociale e alcune belle immagini. Ben recitato, alcuni spunti fotografici interessanti, ma le voci spezzano l'incantesimo, per via, credo, di un doppiaggio troppo accademico. In ogni caso, vale la pena di essere visto e , forse, anche rivisto, dopo aver approfondito i numerosi spunti di ricerca, letterari ed artistici, proposti dall' autore. Come "La vita è bella" o "Il pianista" di Polansky, ha il pregio di illustrare la storia dell' olocausto da una prospettiva diversa, più accettabile del freddo documentario, che comunque resta unico, come riferimento della cruda realtà.

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dita verlaine venerdì 31 agosto 2007
la sottovalutata forza dell'arte Valutazione 4 stelle su cinque
19%
No
81%

PREMETTO CHE QUESTO MIO COMMENTO E' IN RELAZIONE ALLE TANTE CRITICHE NEGATIVE E GIUDIZI FUORVIANTI CHE HO LETTO A PROPOSITO DE "IL SERVO UNGHERESE".LE CRITICHE A QUESTO FILM,SONO PRIVE DI UN ADEGUATA COMPRENSIONE DEL LUNGOMETRAGGIO CHE ,VIENE FATTO PASSARE PER UNA MEDIOCRITA' ALLINEATA AI"CAPOLAVORI STORICI". QUESTO FILM,DIVERSAMENTE DALLA MAGGIOR PARTE DEI TITOLI DELLA FILMOLOGIA NAZISTA,PONE AL CENTRO DELLE BRUTALITA' DEL REGIME L'ARTE. L'ESPRESSIONE DELLA LIBERTA'MANCATA,LA FORZA,E',L'UNICO APPIGLIO PER NON CEDERE ALL'AGONIA. COME SI PUO' NON COMPRENDERE IL MESSAGGIO DELL'ARTE ,IN UN FILM,DOVE LA LOTTA ALLA DURA REALTA' DIVIENE L'UNICO SOGGETTO? IO HO VISTO QUESTO FILM , E A MIO PARERE , OLTRE AD UN'EMOTIVITA NON CANONIZZATA(CHE QUINDI PUO' APPARIRE MANCANTE),IL FILM AFFIDA COMPLETAMENTE ALL'ARTE LA SUPREMA CAPACITA'DI DARE UN SENSO AD UNA VITA UMILIANTE E TRAGICA CHE ,SENZA LA MEDIAZIONE DELL'ARTE, PERDEREBBE LA DIGNITA'.

[+] per favore non scrivere in maiuscolo (di wolfff81)
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il cinefilo accanito sabato 27 maggio 2006
indifendibile narcisismo Valutazione 1 stelle su cinque
50%
No
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Più che un film sulla Shoah sembra un inno al narcisismo di chi lo ha scritto e diretto. La cosa più irritante è l'intellettualismo decadente dei dialoghi. Il sospetto è che si volesse parlare di arte e si è furbescamente usato il tema dello sterminio degli ebrei europei. Infatti si tratta di qualcosa di assolutamente inverosimile sotto l'aspetto storico. A cosa serve se non a esprimere le idee sull'arte(a dire il vero abbastanza libresche) dell'autore? Noioso e supponente, più che un film sbagliato è un film inutile, il che a ben guardare è ancora più grave.

[+] concordo (di wolfff81)
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valentina giovedì 9 marzo 2006
proprio italiano!!! Valutazione 1 stelle su cinque
50%
No
50%

una stella proprio solo per l'intenzione!l'argomento rende quasi impossibile(per rispetto,paura di fraintendimenti etc...)non scadere in luoghi comuni ed emozioni scontate;di buon gusto e sulla buona strada il tentativo di prendere i fatti da un altra sfaccettatura, attraverso un'ottica interessante e che offriva riflessioni magari anche piu' profonde.ma IL CAST!!una figura femminile assolutamente priva di caratterizzazione,travolta da un personaggio per niente interiorizzato e che viene ridotto ad una bozza insipida e finta di cio che dovrebbe essere,che unita ad un protagonista cui manca il carisma per supportare certi monologhi e primi piani,delega tutto lo spessore alla figura del comandante,per fortuna molto soddisfacente,che non riesce pero'(da solo!!)a trascinare fuori questo film [+]

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gianpaolo lunedì 30 maggio 2005
la luce nel il buio Valutazione 3 stelle su cinque
60%
No
40%

L'arte divulgata con ovvia discrezione da un ebreo,..all'interno di un "lager nazista", scuote la coscienza del comandante,...e "risveglia" la sua "atrofizzata" moglie. La poesia, la musica , la pittura,....componenti così stridenti con quel contesto di morte,...fungono da elemento conciliante e per certi versi decontaminatorio. Purtroppo il fascio di "luce" che ha "visitato" il "buio", è tanto luminoso quanto effimero. A mio giudizio,..si poteva da questo soggetto trarre maggior ricavo,....comunque resta un buon Film.

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