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fedeleto
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sabato 14 febbraio 2009
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ancora un ultimo respiro..
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dopo averci stupito con fino all'ultimo respiro,ora godard ci dimostra con questa sua seconda prova cinematografica un talento innato nell'arte che incanta e affascina :il cinema.le petit soldat e' un film che mette al centro un personaggio interessante come bruno,un uomo combattuto interiormente che nn trova mai la certezza di niente(lo si vede palesemente quando scommette e perde cn l'amico,oppure quando crede veramente di poter scappare da un'organizzazione che nn perdona )in questo scenario vi 'e anke la donna che lo fara' innamorare, la splendida veronica che godard piu' che mostrare quasi ci dipinge,cio' nn puo' che far peggiorare le cose poiche' il suo rifiuto per una missione sporca che potrebbe ferire il suo ideale,fara' morire il suo piu' grande amore.
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dopo averci stupito con fino all'ultimo respiro,ora godard ci dimostra con questa sua seconda prova cinematografica un talento innato nell'arte che incanta e affascina :il cinema.le petit soldat e' un film che mette al centro un personaggio interessante come bruno,un uomo combattuto interiormente che nn trova mai la certezza di niente(lo si vede palesemente quando scommette e perde cn l'amico,oppure quando crede veramente di poter scappare da un'organizzazione che nn perdona )in questo scenario vi 'e anke la donna che lo fara' innamorare, la splendida veronica che godard piu' che mostrare quasi ci dipinge,cio' nn puo' che far peggiorare le cose poiche' il suo rifiuto per una missione sporca che potrebbe ferire il suo ideale,fara' morire il suo piu' grande amore.senza dubbio uno dei godard piu'idealisti(il dialogo finale tra veronica e bruno e' tra i piu' belli mai scritti in tutta la storia del cinema),un film che non annoia neanche un secondo grazie anche a una sceneggiatura(interamente scritta da godard)coinvolgente e aventurosa che trascina lo spettatore in una situazione intrigante senza pero' far mancare elementi intellettualistici che portano a riflettere,ancora oggi conserva la sua bellezza grazie anche a un montggio secco e ad una fotografia che rende ginevra piena di misteri (soprattutto nelle inquadrature notturne)
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anonimo
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mercoledì 22 ottobre 2008
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"le petit soldat": un film di ultra-destra
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"Le petit soldat" di Jean-Luc Godard è un perfetto esempio di film fascista. Dopo l'ultra-reazionario "Fino all'ultimo respiro", esordio destrorso e demagogico, "Le petit soldat" conferma Godard come "regista di destra" della Novelle Vogue (anche se rinnegherà tutto con "La cinese"). Film vergognoso e fascista, "Le petit soldat" è anche un film spaventosamente nazionalista e patriottico, sulla guerra d'Algeria in termini, appunto, destrorsi e fascistici (gli algerini mostrati come sadici torturatori). Da dimenticare in fretta.
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alphaville
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venerdì 10 novembre 2006
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"le petit soldat" intelligente e riuscito
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Godard in questo film non è, nè vuole essere, un "pallido imitatore" di Hitchcock come scrive Kezich: la parte avventurosa è volutamente "tirata via", sia perchè al regista interessa differenziarsi il più possibile dal cinema convenzionale, imponendo ritmi e stili nuovi, sia perchè "Le petit soldat" deve essere visto non come un film a suspense, ma come un momento della riflessione di Godard sulla vita, il cinema, il rapporto uomo-donna e l'individualismo del protagonista nel suo scontro con la politica contemporanea, con la società esterna ed oppressiva. Memorabile la lunga sequenza delle fotografie nell'appartamento di Veronica Dreyer, con una stupenda Anna Karina, ma anche lo straordinario montaggio nervoso e spezzato e i rapidi movimenti di macchina che, soprattutto nei primi minuti del film, riflettono benissimo l'ottica soggettiva dell'irrequieto Bruno Forestier.
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Godard in questo film non è, nè vuole essere, un "pallido imitatore" di Hitchcock come scrive Kezich: la parte avventurosa è volutamente "tirata via", sia perchè al regista interessa differenziarsi il più possibile dal cinema convenzionale, imponendo ritmi e stili nuovi, sia perchè "Le petit soldat" deve essere visto non come un film a suspense, ma come un momento della riflessione di Godard sulla vita, il cinema, il rapporto uomo-donna e l'individualismo del protagonista nel suo scontro con la politica contemporanea, con la società esterna ed oppressiva. Memorabile la lunga sequenza delle fotografie nell'appartamento di Veronica Dreyer, con una stupenda Anna Karina, ma anche lo straordinario montaggio nervoso e spezzato e i rapidi movimenti di macchina che, soprattutto nei primi minuti del film, riflettono benissimo l'ottica soggettiva dell'irrequieto Bruno Forestier.
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ale
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mercoledì 7 febbraio 2001
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grande
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molto bella la regia e dialogi, un godard ancora vedibile e capibile per un film che parla della guerra in algeria senza mostrare niente della guerra, forse per questo è bello, la storia comunque è una scusa per mostrare dei bei personaggi, vorrei la sceneggiatura da leggere...
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