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steffa
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martedì 15 settembre 2026
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noiosissimo
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esta libre_para el_precisamente
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domenica 30 agosto 2026
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la perla dell''estate!
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Un altro film con dinosauri! Ammetto che non ero particolarmente carico per questo film, dopo il deludente Jurassic World Rebirth ( tranne per i dinosauri, ovvio, un film dimenticabile )non sentivo il bisogno di un ennesimo film con le famose bestie preistoriche tanto è che sono andato senza vedere bene il trailer e senza troppe aspettative, giusto per passare due ore.
Tuttavia, ho fatto bene ad andarci; perché il film di Mitchell( che non conoscevo affatto) non è un capolavoro della settima arte ovvio, non può esserlo data la sua natura intrinseca di film di genere pop ma è un ottimo intrattenimento, leggero quanto basta, serio e lungo il necessario, e sorprendentemente cinico e oscuro e con sviluppi piuttosto inattesi e divertenti.
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Un altro film con dinosauri! Ammetto che non ero particolarmente carico per questo film, dopo il deludente Jurassic World Rebirth ( tranne per i dinosauri, ovvio, un film dimenticabile )non sentivo il bisogno di un ennesimo film con le famose bestie preistoriche tanto è che sono andato senza vedere bene il trailer e senza troppe aspettative, giusto per passare due ore.
Tuttavia, ho fatto bene ad andarci; perché il film di Mitchell( che non conoscevo affatto) non è un capolavoro della settima arte ovvio, non può esserlo data la sua natura intrinseca di film di genere pop ma è un ottimo intrattenimento, leggero quanto basta, serio e lungo il necessario, e sorprendentemente cinico e oscuro e con sviluppi piuttosto inattesi e divertenti.
La storia è quella del titolo, il quartiere/zona di Oak Street negli anni 80 per qualche misterioso motivo viene catapultato nel passato giurassico e la famiglia protagonista dovrà imparare a cavarsela in mezzo a bestie sconosciute.
E’ una roba folle, una premessa da fantascienza da fumetto ma funziona, si perché come insegnano i classici (mi viene in mente Gli uccelli di A. Hitchcock) non si deve per forza spiegare tutto, anzi il bello della fantasia è mettere i personaggi nelle situazioni più assurde e surreali e vedere cosa ne viene fuori, che dinamiche si innescano, che reazioni dei personaggi abbiamo. Cosi abbiamo la nostra famiglia in crisi: Anne Hathaway e Ewan McGregor sono attori validi e danno vita a una coppia in decadenza: mite e empatico( e in crisi lavorativa) il padre, nevrotica, insopportabile e oscura(e fantasiosa scrittrice in erba) la moglie, due figli in età preadolescenziali e un quartiere fatto di persone comuni, dal vicino antipatico alla classica signora vecchia e saggia amica di tutti. E ovviamente il mitico cane della famiglia.
La freschezza che porta il film sono il ribaltamento di prospettiva ovvero: I dinosauri sono bestie feroci, non animali da zoo e vengono visti cosi dai protagonisti; e l’ambientazione: non più isole da esplorare ma bestie nel quartiere di casa, anche dentro casa. Ed è qui che emerge la regia di Mitchell il quale non vuole incantare il pubblico con immagini belle dei dinosauri come fece magistralmente Spielberg, ma al contrario li mostra a tratti, prediligendo una vista sfocata, non pulita. Perché i protagonisti non sono le bestie ma sono i nostri fallibili, mediocri eroi e difatti seppur con mille difetti si riesci a provare empatia per la loro sorte( il fatto che sia ambientato nei primi anni 80 implica che non hanno idea dei dinosauri).
Ecco il film sotto la patina dei mostri puo essere visto come una critica sarcastica all’umanità mediocre: non basta che ci siano dinosauri a un metro da te, l’uomo o donna si comporta da scemo/a, si innamora, fa il prepotente come il bullo che invece di darsela a gambe e unirsi al gruppo per sopravvivere vuole picchiare il figlio nel mezzo dell’apocalisse…
Per essere un prodotto estivo e senza essere un kolossal milionario il film riesce anche bene, non è certo un film composto immagine per immagine, non ha l’unita di Jurassic Park con le sue scene calibrate al massimo, qui ci sono momenti dove la tensione cale, poi sale, dove la regia è piatta, quasi trascurabile per poi reimmergere in quei momenti necessari. Insomma non un film impegnativo dove ogni immagine sullo schermo ha un perché ma semmai serve d’accumulo, per caricare meglio le altre, quelle importanti( la scena in casa con il serpente gigante è TOP!).
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panzy
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giovedì 13 agosto 2026
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spielberg, zemekis e nolan emulsionati
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A parte alcune incongruenze paleo zoologiche quali la mancanza di dinosauri erbivori che erano le vere prede dei carnivori i quali difficilmente si predavano tra di loro, la preferenza da parte del gigantesco Tyrannosauro per gli umani, a malapena solo stuzzichini da snack, e la divertente scena "Hard -Core" ( la cui descrizione risparmio per non spoilerare), il film è un gradevole gelato estivo in cui il regista sembra aver preso un po' qui e un po' lì da Jurassic, Ritorno al Futuro e Interstellar. Manca un'idea originale che lo distingua dai predecessori, a parte il solito conflitto famigliare che cova sotto le ceneri dell'apparente serenità della perfetta famiglia americana.
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A parte alcune incongruenze paleo zoologiche quali la mancanza di dinosauri erbivori che erano le vere prede dei carnivori i quali difficilmente si predavano tra di loro, la preferenza da parte del gigantesco Tyrannosauro per gli umani, a malapena solo stuzzichini da snack, e la divertente scena "Hard -Core" ( la cui descrizione risparmio per non spoilerare), il film è un gradevole gelato estivo in cui il regista sembra aver preso un po' qui e un po' lì da Jurassic, Ritorno al Futuro e Interstellar. Manca un'idea originale che lo distingua dai predecessori, a parte il solito conflitto famigliare che cova sotto le ceneri dell'apparente serenità della perfetta famiglia americana. Anche l'idea del talento nascosto di lei che sublima la frustrazione di mater familae insoddisfatta partorendo un best seller che resiste anche alle minacce spazio-temporali ( queste ultime sia in senso cronologico che meteo) mi sembra un tema già visto e sentito altrove. Accurata la ricostruione della metà anni '80 del secolo scorso, proprio quelli in quel 1984 in cui si svolgevano le avventure di DOC e Marty Mc Fly qui senza De Lorean ma comunque con una certa importanza scenica delle auto d'epoca. Bravi gli attori con Mc Ewan in perfetta forma secondo i canoni allora vigenti e la Hataway a suo agio dopo il recente tuffo nel passato a Itaca nel ruolo di Madre Coraggio ancora più indietro nel tempo. In conclusione, se l'insieme deve risultare superiore alla somma delle parti, qui il risultato è solo un'addizione ma se si ha nostalgia degli originali e non si ha tempo e voglia di riguardarli tutti in questa torrida estate, "La fine di Oak" rappresenta un'eccellente summa che risolve il problema in meno di due ore.
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