Ci sono serie che catturano perch? confermano ci? che gi? ti aspetti. E poi ci sono quelle che ti spiazzano fin dal primo episodio, quasi senza chiedere permesso. Qui succede chiaramente la seconda cosa. ? arrivata quasi per caso, dopo aver finito un?altra serie, e nel giro di pochi minuti era gi? evidente che non si sarebbe comportata come una serie ?normale?. Non cerca di metterti a tuo agio, ma di tenerti leggermente a disagio, vigile, con la sensazione di non capire tutto? e che questo faccia parte del gioco.
Ci? che colpisce di pi? ? l?idea di fondo e, soprattutto, il modo in cui viene dosata. Non segue mai la strada pi? ovvia, nemmeno la seconda pi? ovvia. Quando pensi di aver capito cosa conta davvero, la serie sposta lo sguardo altrove e ti costringe a rimetterti in discussione.
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Ci sono serie che catturano perch? confermano ci? che gi? ti aspetti. E poi ci sono quelle che ti spiazzano fin dal primo episodio, quasi senza chiedere permesso. Qui succede chiaramente la seconda cosa. ? arrivata quasi per caso, dopo aver finito un?altra serie, e nel giro di pochi minuti era gi? evidente che non si sarebbe comportata come una serie ?normale?. Non cerca di metterti a tuo agio, ma di tenerti leggermente a disagio, vigile, con la sensazione di non capire tutto? e che questo faccia parte del gioco.
Ci? che colpisce di pi? ? l?idea di fondo e, soprattutto, il modo in cui viene dosata. Non segue mai la strada pi? ovvia, nemmeno la seconda pi? ovvia. Quando pensi di aver capito cosa conta davvero, la serie sposta lo sguardo altrove e ti costringe a rimetterti in discussione. Non ? una provocazione gratuita: ? un modo molto consapevole di raccontare, di guidare lo spettatore senza spiegare mai tutto. D? l?impressione di fidarsi della tua intelligenza, non di voler rassicurarti.
Si avverte chiaramente la mano del creatore, non tanto per somiglianze tematiche evidenti quanto per la precisione con cui tutto ? costruito. Ogni episodio sembra calibrare con attenzione cosa mostrare e cosa tenere nascosto. C?? un rischio reale, sia nel tono sia nelle scelte narrative, e questo ? prezioso in un panorama in cui tante serie vanno sul sicuro. Qui non c?? paura di disturbare n? di lasciare domande sospese.
Il lavoro di Rhea Seehorn ? centrale. Aveva gi? dimostrato ampiamente di cosa fosse capace, ma qui ha uno spazio diverso, pi? ruvido, meno accomodante. Il suo personaggio regge la serie grazie a una miscela molto particolare di tensione, ironia e fragilit? trattenuta. Non ha bisogno di sottolineare nulla; funziona proprio quando sembra sul punto di spezzarsi e decide di non farlo.
A livello di ritmo, non ? sempre confortevole. Ci sono momenti pi? densi, altri quasi spiazzanti, ma non si ha mai la sensazione che la serie perda il controllo. Al contrario: sembra avanzare esattamente come vuole, anche quando questo significa andare controcorrente. Non cerca l?impatto continuo, ma qualcosa di pi? persistente, che resta a girarti in testa dopo ogni episodio.
L?unica piccola inquietudine riguarda l?attesa. Sembra di trovarsi davanti a qualcosa che pu? crescere ancora molto. Speriamo che l?arrivo della seconda stagione non si faccia attendere troppo, perch? ci? che ? gi? stato impostato merita continuit?. ? una serie coraggiosa, strana nel senso migliore del termine e profondamente stimolante. Di quelle che ti ricordano perch? continui a cercare cose nuove.
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