Attenzione spoilero.
Un drammatico familiare che inizia come un horror si trasforma in una black comedy e finisce a tarallucci e vino e tuttavia ben scritto, ben girato, meglio interpretato dai pochi attori in scena, massimamente dai due veri protagonisti, ossia il carceriere emendatore, Stephen Graham ed il teppista cocainomane, Anson Boon, Good Boy del regista polacco Jan Komasa risulta piacevole ed interessante.
Sebbene le note al testo sappiano di scuola dei preti e la morale della favola nera sia piuttosto retriva e vecchiotta riducendosi al detto a mali estremi estremi rimedi, sebbene si giustifichi implicitamente il ricorso a tecniche manipolatorie violente, che rinviano a sistemi autoritari di disintossicazione che si sostituiscono allo Stato assente, il film ha il merito di porre la questione della alienazione giovanile che si manifesta in un uso sconsiderato di sostanze alcoliche e di stupefacenti, una questione che nessuno affronta seriamente sia per incapacità sia per biechi interessi.
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Attenzione spoilero.
Un drammatico familiare che inizia come un horror si trasforma in una black comedy e finisce a tarallucci e vino e tuttavia ben scritto, ben girato, meglio interpretato dai pochi attori in scena, massimamente dai due veri protagonisti, ossia il carceriere emendatore, Stephen Graham ed il teppista cocainomane, Anson Boon, Good Boy del regista polacco Jan Komasa risulta piacevole ed interessante.
Sebbene le note al testo sappiano di scuola dei preti e la morale della favola nera sia piuttosto retriva e vecchiotta riducendosi al detto a mali estremi estremi rimedi, sebbene si giustifichi implicitamente il ricorso a tecniche manipolatorie violente, che rinviano a sistemi autoritari di disintossicazione che si sostituiscono allo Stato assente, il film ha il merito di porre la questione della alienazione giovanile che si manifesta in un uso sconsiderato di sostanze alcoliche e di stupefacenti, una questione che nessuno affronta seriamente sia per incapacità sia per biechi interessi.
Il finale apre alla speranza. Dal dolore e dalla disperazione di una coppia per la perdita del figlio nasce la speranza di una rinascita spirituale, il giovane teppista ormai redento addirittura coinvolge la sua ragazza lasciando in tal modo aperta la porta ad una miracolosa catarsi universale.
Troppo accomodante e rassicurante e fiabesco per i miei gusti.
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