|
felicity
|
lunedì 10 giugno 2024
|
tre generazioni di donne e come costruire un mondo
|
|
|
|
"Women Talking" racconta di tre generazioni di donne che parlano di come costruire un nuovo mondo.
La vicenda e' ambientata nel 2010 in una colonia mennonita in America dove le donne vivono subordinate agli uomini e in uno stato di analfabetismo e non scolarizzazione e senza nessun contatto con la modernita'.
Ma la cosa piu' scioccante e' che gli uomini abusano di donne e bambine spesso nel sonno anestetizzandole per non farle ribellare.
E nonostante uno dei comandamenti della setta sia quella di perdonare, le donne decidono di ribellarsi e di far finire questa tremenda ingiustizia.
Ma un gruppo di sette donne, che creano una specie di consiglio, si troverà spesso in disaccordo su come fare e quali metodi utilizzare.
[+]
"Women Talking" racconta di tre generazioni di donne che parlano di come costruire un nuovo mondo.
La vicenda e' ambientata nel 2010 in una colonia mennonita in America dove le donne vivono subordinate agli uomini e in uno stato di analfabetismo e non scolarizzazione e senza nessun contatto con la modernita'.
Ma la cosa piu' scioccante e' che gli uomini abusano di donne e bambine spesso nel sonno anestetizzandole per non farle ribellare.
E nonostante uno dei comandamenti della setta sia quella di perdonare, le donne decidono di ribellarsi e di far finire questa tremenda ingiustizia.
Ma un gruppo di sette donne, che creano una specie di consiglio, si troverà spesso in disaccordo su come fare e quali metodi utilizzare.
E verranno fuori tutte le sofferenze fisiche e mentali, i soprusi, le angherie e vessazioni che hanno dovuto subire nelle loro vite difficili.
Film sicuramente statico, perché si svolge quasi tutto in un fienile dove si radunano per discutere, infatti sembra una piece teatrale con dialoghi lunghi e forti, ma non mancano momenti simpatici o di dolcezza tra loro. Brave le interpreti dove spicca Frances McDormand anche se non tra le protagoniste principali, però credo che il suo viso duro e provato rappresenta proprio l'anima del film. Poi brave anche Claire Foy (la giovane Elisabetta in The Crown), Rooney Mara e anche l'unico uomo del film Ben Whishaw.
E il finale sara' sicuramente a sorpresa. Film duro, a tratti inquietante, ma di grande spessore.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a felicity »
[ - ] lascia un commento a felicity »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
montefalcone antonio
|
martedì 26 settembre 2023
|
il diritto di esprimersi e il riscatto femminile
|
|
|
|
Un gruppo di donne di una colonia religiosa scopre un segreto scioccante: per anni gli uomini della comunità le hanno drogate e poi violentate. Venute a conoscenza della verità, le donne discutono della loro drammatica condizione e dovranno decidere se restare e combattere oppure andare via.
La sceneggiatrice e regista Sarah Polley, accogliendo l’idea di Frances McDormand (anche produttrice della pellicola nella quale si ritaglia una piccola parte), ci porta all’interno di una comunità ultra-religiosa di mennoniti del nord America e, come eloquentemente recita il titolo, si focalizza soltanto sul dialogo incisivo, pungente e crudo di otto donne non disposte più a tollerare, mute ed inerme, ai soprusi degli uomini, bensì intenzionate ad agire e reagire a queste disumane ingiustizie (l’ultima in ordine di tempo, l’abuso sessuale di una bambina di quattro anni).
[+]
Un gruppo di donne di una colonia religiosa scopre un segreto scioccante: per anni gli uomini della comunità le hanno drogate e poi violentate. Venute a conoscenza della verità, le donne discutono della loro drammatica condizione e dovranno decidere se restare e combattere oppure andare via.
La sceneggiatrice e regista Sarah Polley, accogliendo l’idea di Frances McDormand (anche produttrice della pellicola nella quale si ritaglia una piccola parte), ci porta all’interno di una comunità ultra-religiosa di mennoniti del nord America e, come eloquentemente recita il titolo, si focalizza soltanto sul dialogo incisivo, pungente e crudo di otto donne non disposte più a tollerare, mute ed inerme, ai soprusi degli uomini, bensì intenzionate ad agire e reagire a queste disumane ingiustizie (l’ultima in ordine di tempo, l’abuso sessuale di una bambina di quattro anni). Il luogo di riunione dove si radunano per decidere cosa fare delle loro vite, è un fienile. In questo spazio ontologicamente femminile, bisogni, pensieri, sentimenti e desideri vengono espressi, verbalizzati e argomentati mediante il confronto dialettico. Quando mancano gli uomini è qui che le donne provano, per la prima volta, a determinare il loro destino. Ognuna ha la propria differente idea di libertà, ma tutte sono accomunate dalla necessità di prendere una decisione, di autorizzarsi a farlo, di scegliere per cambiare e sperare di darsi una possibilità di salvezza e di vita.
Basata sul romanzo "Donne che parlano" firmato nel 2018 dalla scrittrice canadese Miriam Toews – a sua volta ispirato ad una storia vera avvenuta nel 2011 in una colonia Manitoba in Bolivia – la pellicola in questione è il quarto lungometraggio scritto e diretto dall'attrice, sceneggiatrice e regista canadese Sarah Polley, già autrice del documentario “Stories We Tell” (2012) oltre che dei film a soggetto “Take This Waltz” (2011) e “Away from Her - Lontano da lei” (2006).
L’accurato e minuzioso lavoro della Polley oltre alla scrittura e alla regia (dai tratti lirici e crudi) si è resa inoltre interessante nella direzione delle attrici (nel cast corale figurano, fra le tante, Rooney Mara, Claire Foy, Jessie Buckley, Judith Ivey, Frances McDormand e Sheila McCarthy, tutte bravissime), ma anche in tanti altri aspetti tecnici-artistici del film (tra i quali spiccano la fotografia desaturata e la colonna sonora che contribuisce a creare un'atmosfera tensiva, sospesa e speranzosa).
Sono queste le qualità principali, i pregi maggiori, che, almeno in parte, riescono a compensare i limiti e le imperfezioni di un film ben realizzato e riuscito, ma a sua volta non privo di alcuni difetti (lungaggini, insistite sottolineature, pause molto estese, dialoghi lunghi che sfiorano l’eccessiva verbosità, alcune scene enfatiche e artificiose, nonché una messinscena rigidamente teatrale).
La sceneggiatura, premiata con l’Oscar, argomenta il discorso trattato su più piani, toccando anche livelli sociali, politici, filosofici, religiosi e morali (la scoperta di sé e l’autodeterminazione, il superamento del patriarcato, il potere, la corresponsabilità, ecc.); amplia con intelligenza, pudore e sensibilità i punti di vista ed estende il focus dalle donne a tutte quelle persone vittime di guerre, violenze e ingiustizie in generale. Per arrivare così a trasfigurare tutta l’opera in un vero e proprio elogio della dignità e dell’amore.
L’amore declinato nelle sue varie forme, autentico e intenso, come quello dei genitori verso i propri figli, quello indirizzato a Dio, ma soprattutto quello che si deve avere per se stessi.
E’ una vicenda toccante e riflessiva quella raccontata, che parla del nostro presente e del terribile, amaro destino che accomuna molte donne, soprattutto quelle che vivono in nazioni governate da regimi dittatoriali e confessionali.
E’ un dramma infinito che rimanda inoltre alle lotte intraprese dal movimento Me Too nato pochi anni fa per aiutare le donne vittime di aggressione sessuale.
In questa direzione la sceneggiatura appare solida e convinta nella denuncia sociale che appoggia e porta avanti (tra l’altro con equilibrio e moderazione), ma anche molto onesta per come sa evidenziare che non tutti gli uomini sono degli stupratori, non tutti sono da condannare: a titolo esemplificativo è sufficiente ricordare l’affermazione «not all men» riportata da una delle protagoniste; oppure la figura di August Epp, uomo comprensivo e sensibile, interpretato da Ben Whishaw.
In conclusione, “Women talking” è un film d’importante denuncia sociale, di lodevole impegno civile, in quanto portatore di un’urgenza espressiva di femminilità e umanità molto significativa in un momento storico come quello attuale: riesce a dar voce a coloro che non ce l’hanno e che vorrebbero urlare, dialogare, farsi ascoltare e rispettare per il loro essere persone prima ancora che donne… Voto: 7.50
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a montefalcone antonio »
[ - ] lascia un commento a montefalcone antonio »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
lepapon
|
mercoledì 31 maggio 2023
|
film palloso
|
|
|
|
A me non me ne frega un cavolo che ha vinto l'oscar, è un film palloso !
|
|
|
[+] lascia un commento a lepapon »
[ - ] lascia un commento a lepapon »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
eugenio
|
venerdì 19 maggio 2023
|
la scelta di coraggiose donne
|
|
|
|
Women Talking, il coraggio di scelta di donne, violentante nei loro affetti in una America lontana eppur presente, non lascia indifferenti.
Con un impianto teatrale, restituisce un ritratto profondo e delicato sulla natura femminile e femmnista dentro una comunità che le donne le segrega, patriarcale come molte ahimè ancora esistenti oggigiorno.
Sarah Polley gira dinamiche crude di potere e violenza senza retoriche sessuali; mostra il volto di attrici puro e essenziale, come in un dramma da camera ottocentesco, non rinunciando al turbolento rapporto tra fede, perdono e fuga. Per una ricerca di un'evoluzione laica attraverso la quale trovare coscienza, identità, coraggio, determinazione.
[+]
Women Talking, il coraggio di scelta di donne, violentante nei loro affetti in una America lontana eppur presente, non lascia indifferenti.
Con un impianto teatrale, restituisce un ritratto profondo e delicato sulla natura femminile e femmnista dentro una comunità che le donne le segrega, patriarcale come molte ahimè ancora esistenti oggigiorno.
Sarah Polley gira dinamiche crude di potere e violenza senza retoriche sessuali; mostra il volto di attrici puro e essenziale, come in un dramma da camera ottocentesco, non rinunciando al turbolento rapporto tra fede, perdono e fuga. Per una ricerca di un'evoluzione laica attraverso la quale trovare coscienza, identità, coraggio, determinazione.
Film forse “lento”, noioso magari per alcuni nonostante una durata non eccessiva, ma chiaro, deciso, femminista e militante, mai accecato dall’ideologia di massa, chiuso ma capace di dialogare col mondo. Come l'unico personaggio maschile, il demasconilizzato August, sembra dirci consegnandoci le minute di quelle riunioni tra donne che hanno scelto la libertà e forse una via di fuga dalla pazza comunità.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a eugenio »
[ - ] lascia un commento a eugenio »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
athos
|
giovedì 23 marzo 2023
|
parabola
|
|
|
|
Ottimo film da proiettare nelle scuole. Una parabola che tien conto di tutto ciò che riguarda l'universo femminile: l'accesso all'istruzione, la violenza maschile, i dubbi sul perdono, sulla speranza di redenzione, l'idea di integrazione paritaria nel mondo. La scelta, pur difficile e contrastata, arriverà semplice e decisa. Il sole del futuro è rappresentato dall'unico uomo del film, che insegnerà la civiltà ai bambini della colonia. Bella fotografia e attrici super.
|
|
|
[+] lascia un commento a athos »
[ - ] lascia un commento a athos »
|
|
d'accordo? |
|
|
|