Nelle tue Mani

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Un film di Ludovic Bernard. Con Lambert Wilson, Kristin Scott Thomas, Jules Benchetrit, Karidja Touré, Elsa Lepoivre.
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Titolo originale Au bout des doigts. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 105 min. - Francia 2018. - Cinema uscita giovedì 27 dicembre 2018. MYMONETRO Nelle tue Mani * * - - - valutazione media: 2,33 su 18 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

una favola consolatoria Valutazione 2 stelle su cinque

di vanessa zarastro


Feedback: 31133 | altri commenti e recensioni di vanessa zarastro
venerdì 11 gennaio 2019

Dire che “Nelle tue mani” sia un feel-good-movie è troppo poco. Il film è una sorta di favoletta edificante dove i cattivi diventano buoni, i sottoproletari si riscattano con l’arte, il talento è interclassista e i bianchi e i neri si innamorano l’un l’altro… Il titolo italiano - ma anche quello inglese - oltre al significato pianistico, allude al fatto che il proprio futuro dipenda da noi stessi, mentre quello francese “Au bout des doigts” (in punta delle dita) è meno esplicito.
Cresciuto nella banlieu multietnica parigina, Mathieu Malinski (Jules Benchetrit, nipote di Jean-Louis Trintignant) è un ragazzo che vive con la madre, il fratellino David e la sorellina, e di giorno lavora in una lavanderia. Condizionato da brutte frequentazioni di quartiere, nelle serate è coinvolto in furti di vari appartamenti, ma il suo sogno segreto è quello di diventare pianista. Quando era piccolo aveva bazzicato la casa del signor Jacques, un anziano maestro di piano che gli aveva trasmesso l’amore per la musica e, una volta morto, gli aveva lasciato in eredità il suo vecchio pianoforte.
Tra un furto e l’altro, Mathieu si esercita, non solo a casa, ma ovunque trovi un piano, ad esempio alla Gare de Lyon, dove c’è un pianoforte Yamaha a disposizione del pubblico. Un giorno, proprio lì, viene ascoltato casualmente da Pierre Geithner (Lambert Wilson), il Direttore musicale del Conservatorio di Parigi, il quale rimane folgorato dalla sua interpretazione del Preludio n.1 di Bach: si avvicina e gli porge il suo biglietto da visita che il restio Mathieu, alla fine, prenderà.
Nel corso di un furto in una villa, Mathieu, rimasto a suonare un magnifico pianoforte a coda Bechsteng mentre i suoi complici Kevin e Driss stavano scappando (mah…), viene arrestato e, grazie all’intervento proprio di Pierre, la condanna è commutata in attività di servizio sociale: il ragazzo pulirà quotidianamente i pavimenti del Conservatorio Nazionale Superiore di Musica di Parigi, per sei mesi. In tal modo Pierre, dopo averlo sentito suonare al Conservatorio anche la Rapsodia ungherese n. 2 di Franz Lizst, gli impone di seguire le lezioni di piano tenute dalla temutissima e intransigente Contessa (Kristin Scott Thomas).
All’inizio Mathieu è recalcitrante e non tollera la rigida disciplina, poi poco alla volta la accetterà e man mano si scioglierà, complice anche un coup-de-foudre interraziale con Anna, una violoncellista nera, ma benestante. Come prevedibile, ci saranno degli inciampi,  delle ricadute e delle rinascite. Pierre e la Contessa lo condurranno, alla fine, al Concorso Internazionale annuale per giovani pianisti, quale rappresentante della prestigiosa scuola parigina, e….cenerentola trionferà.
Ludovic Bernard, appassionato di opera lirica e musica classica, oltre a essere il regista del film ne è anche lo sceneggiatore. Poteva però evitare di fargli suonare al Concorso il Concerto n. 2 op.18 di Rachmaninoff, già suonato peraltro da David Helfgott nel film “Shine” del 1996. Com’è che tutti i geni amano Rachmaninoff? Non solo, ma poteva anche far fare a Mathieu una prova con l’orchestra, poiché per un pianista solitario - anche se molto creativo - è difficile rapportarsi con gli altri strumenti, specialmente senza aver mai provato.
Ciò che, invece, mi è piaciuto del film sono le inquadrature e le ambientazioni e, a parte il bacio di fronte a Note Dame che ce lo poteva risparmiare, le location trasmettano una Parigi non frequente al cinema come i grand immeubles de La Défence riflessi nei vetri e gli interni del raffinato Conservatorio che sembra progettato da uno dei Five Architects.

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