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elgatoloco
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giovedì 23 settembre 2021
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notevole, considerando anche il target cui si riv
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"My name is Modesty"(Scott Spiegel, scritto da Lee Batchler e Janet Scott Batchler, 2003), non a caso sponsorizzato e prodotto da Quentin Tarantino, con scene di violenza anche molto"forti", parla di una "spia", ma anche ladra nata nei Balcani, che ha appreso molto da un anziano proof-, sorta di"clericus vagans", rimasto ucciso durante uno dei tranti conflitti che insanguinavano i Balcani, fisicamente ma anche mentalmente fortissima, capace di parlare e scrivere sette lingue, che dopo un "pellegrinaggio"per raggiungere l'Europa, approda in un casinò, gestito da un anziano malvivente che rimane ucciso durante un'azione di forza, travestita da"rapina", che si trova a far fronte a un drammatico assedio da parte di un non meglio identificabile personaggio, supportato da una squadra, che accusa il "compianto"(almeno dalla ragazza)gestore del locale di aver ucciso, a suo tempo, suo padre.
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"My name is Modesty"(Scott Spiegel, scritto da Lee Batchler e Janet Scott Batchler, 2003), non a caso sponsorizzato e prodotto da Quentin Tarantino, con scene di violenza anche molto"forti", parla di una "spia", ma anche ladra nata nei Balcani, che ha appreso molto da un anziano proof-, sorta di"clericus vagans", rimasto ucciso durante uno dei tranti conflitti che insanguinavano i Balcani, fisicamente ma anche mentalmente fortissima, capace di parlare e scrivere sette lingue, che dopo un "pellegrinaggio"per raggiungere l'Europa, approda in un casinò, gestito da un anziano malvivente che rimane ucciso durante un'azione di forza, travestita da"rapina", che si trova a far fronte a un drammatico assedio da parte di un non meglio identificabile personaggio, supportato da una squadra, che accusa il "compianto"(almeno dalla ragazza)gestore del locale di aver ucciso, a suo tempo, suo padre. Il tutto si conclude con una sparatoria in cui comunque Modesty, dopo vari colpi di scena, diventa padrona della situazione e anche della casa da gioco, dopo aver ucciso l'"intruso".IN tale occasione si dimostra anche"magnanima"recidento ogni contratto e contatto con la criminalità e in particolare con gli spacciatori di droga, contatti che monsieur Louche(l'ex-proprietario, appunto) continuava ad avere. Da un celebre cartoon nato nel Secondo Dopoguerra, "Modesty Blaise"(Pascal, sia chiaro, non c'entra...)un film che si caratterizza per la notevole impostazione scenografica e fotografica, per la capacità di"raccontare"anche attraverso il racconto"coatto"cui Modesty viene sottoposta attraverso un paradossale gioco alla roulette(proprio lei, cha faceva funzione di "croupier", dicendo"Les jeux sont faits...", cui l'esperto"intruso"la costringe, dandole ben poche chances di slavezza e obbligandola a raccontare la sua vita, cosa che fa, se pur malvoleniteri e con vari"omissis", IL tutto, però, è narrato con uno stile incalzante, con tendenza all'action movie(ma senza dimenticare appunto la radice cartoon, (che peraltro nell'action movie è comunque sempre presente), dove la componente dark e violenta è fortamente presente, pur forse con l'ambizione di una"teleologia"in qualche modo finalisticamente quanto paradossalmente(viste le premesse) rivolta al Bene, alla "redenzione" e al "riscatto". In questo quadro, con un cast comunque notevole che comprende Fred Pearson(il prof), Nikolak Coster-Waldau(il supervilain), la bella Alexandra Staden è decisamente la super-protagonista, in una chiave certo mmolto particolare di"eroismo"dove sarebbe da chiarire molto meglo che cosa si intende per"eroe", "eroina"etc, dove il lemma è petaltro comunque condizionato da una certa cultrua e da precise coordinate storiche che l'hanno prodotto. In questo film, dortemente slavo ma anche romeno(molti cognomi e anche nomi sono palesamente dervianti da questo lembo estremo di "neolatinità"linguistica(lingua romanza)orientale, dove i riferimenti sono alla Romania e alla Moldavia, soprattutto. El Gato
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nick castle
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domenica 12 luglio 2009
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film home video anomalo e interessante!
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Quasi interamente girato in un casinò, il film tratta di una ragazza che lavora in un casinò, che viene preso d'assalto per rubarne il denaro nel cavò, la ragazza farà una scommessa con il capo dei banditi, giocheranno alla roulette, se vincerà a lei una mano per volta potrà salvare i suoi colleghi, ma se vincerà lui, una mano alla volta, lei dovrà rispondere alle sue domande inerenti al suo passato. Il film ha una storia piuttosto originale, ed è diretto con brio da Scott Spiegel, grande amico di Sam Raimi e Quentin Tarantino(quà in veste di produttore esecutivo). Non si ha il tempo di annoiarsi, semplicemente perchè il film dura 78 minuti, ma se lo si fosse stiracchiato a 95, 100 minuti qualche sbadiglio ci sarebbe scappato.
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Quasi interamente girato in un casinò, il film tratta di una ragazza che lavora in un casinò, che viene preso d'assalto per rubarne il denaro nel cavò, la ragazza farà una scommessa con il capo dei banditi, giocheranno alla roulette, se vincerà a lei una mano per volta potrà salvare i suoi colleghi, ma se vincerà lui, una mano alla volta, lei dovrà rispondere alle sue domande inerenti al suo passato. Il film ha una storia piuttosto originale, ed è diretto con brio da Scott Spiegel, grande amico di Sam Raimi e Quentin Tarantino(quà in veste di produttore esecutivo). Non si ha il tempo di annoiarsi, semplicemente perchè il film dura 78 minuti, ma se lo si fosse stiracchiato a 95, 100 minuti qualche sbadiglio ci sarebbe scappato. Meglio così, breve e coinciso, non serve fare un film lungo per mettere in piedi una buona storia.
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brianthebrain
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martedì 24 febbraio 2009
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modesty movie
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Orfana dalla nascita, cresciuta da Lob, un vecchio maestro vagabondo, Modesty Blaise impara la letteratura e le lingue straniere (ma anche le arti del combattimento, del furto e dello spionaggio!) Una volta svezzata, la ragazza viene addomesticata ed assunta da Louche, il proprietario di un casinò, per truffare i clienti troppo fortunati ed avidi. Ma i guai sembrano seguire l'abile Modesty... Torna il (non troppo) celebre personaggio di Peter O'Donnell in questo strano b-movie prodotto da Quentin Tarantino. Totalmente diversa dalla Modesty/Monica Vitti di Losey, il personaggio interpretato da Alexandra Staden (che aveva dato il meglio per Mike Figgis nell'episodio "About time 2" di Ten minutes Older!) se la cava egregiamente.
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Orfana dalla nascita, cresciuta da Lob, un vecchio maestro vagabondo, Modesty Blaise impara la letteratura e le lingue straniere (ma anche le arti del combattimento, del furto e dello spionaggio!) Una volta svezzata, la ragazza viene addomesticata ed assunta da Louche, il proprietario di un casinò, per truffare i clienti troppo fortunati ed avidi. Ma i guai sembrano seguire l'abile Modesty... Torna il (non troppo) celebre personaggio di Peter O'Donnell in questo strano b-movie prodotto da Quentin Tarantino. Totalmente diversa dalla Modesty/Monica Vitti di Losey, il personaggio interpretato da Alexandra Staden (che aveva dato il meglio per Mike Figgis nell'episodio "About time 2" di Ten minutes Older!) se la cava egregiamente. Alla sceneggiatura c'è il duo Lee Batchler e Janet Scott Batchler, reduci da alcuni mediocri lavori (come Batman Forever) e che stavolta ricreano un background interessante. Peccato la regia di stampo televisivo ma d'altra parte tutta l'operazione è stata confezionata in meno di un mese, la sufficienza è dovuta...(da Cinemamutante)
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marco poggi
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venerdì 28 marzo 2008
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il mio nome e' veramente modesty
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Una vera sorpresa ci riserva il mercato hone video, perché dopo quasi quarant'anni, il personaggio di Modesty Blaise, famosa per i fumetti inglesi di Peter O'Donnell e Badia Romero (pubblicati in Italia a puntate sul settimane "SKORPIO"), ritorna in una nuova incarnazione femminile dal vivo, in un b-movie prodotto da Quentin Tarantino. Nonostante l'attrice chiamata ad interpretare l'avventuriera, Alexandra Staden, non sia famosa come lo era Monica Vitti che la precedette nel ruolo nel 1966, mi ha convinto molto. La trama ricalca un pò quei telefilm di una volta, quelli dove in un'ora si raccontava un intreccio poliziesco che cambiava di settimana in settimana, e ci spiega come la piccola e selvaggia Modesty crebbe e divenne il capo di un'organizzazione criminale, a soli 19 anni.
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Una vera sorpresa ci riserva il mercato hone video, perché dopo quasi quarant'anni, il personaggio di Modesty Blaise, famosa per i fumetti inglesi di Peter O'Donnell e Badia Romero (pubblicati in Italia a puntate sul settimane "SKORPIO"), ritorna in una nuova incarnazione femminile dal vivo, in un b-movie prodotto da Quentin Tarantino. Nonostante l'attrice chiamata ad interpretare l'avventuriera, Alexandra Staden, non sia famosa come lo era Monica Vitti che la precedette nel ruolo nel 1966, mi ha convinto molto. La trama ricalca un pò quei telefilm di una volta, quelli dove in un'ora si raccontava un intreccio poliziesco che cambiava di settimana in settimana, e ci spiega come la piccola e selvaggia Modesty crebbe e divenne il capo di un'organizzazione criminale, a soli 19 anni. Molte parole, poca azione, attori sconosciuti, però ritmo incalzante che non annoia. Diretto in soli 18 giorni da Scott Spiegel, "IL MIO NOME E' MODESTY" è una bella sorpresa prodotta da Quentin Tarantino, che non ha voluto kolossal fuorvianti, come quello del 1966 di Joseph Losey, ma un piccolo film che rispettasse, secondo lui, le avventure a fumetti e i libri di Peter O'Donnell. Purtroppo, Modesty Blaise, anche stavolta, non raggiunge quella notorietà che si meriterebbe nel grande schermo, però, per me, fa centro.
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marco poggi
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venerdì 28 marzo 2008
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il mio nome e' davvero modesty
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Una vera sorpresa ci riserva il mercato hone video, perché dopo quasi quarant'anni, il personaggio di Modesty Blaise, famosa per i fumetti inglesi di Peter O'Donnell e Badia Romero (pubblicati in Italia a puntate sul settimane "SKORPIO"), ritorna in una nuova incarnazione femminile dal vivo, in un b-movie prodotto da Quentin Tarantino. Nonostante l'attrice chiamata ad interpretare l'avventuriera, Alexandra Staden, non sia famosa come lo era Monica Vitti che la precedette nel ruolo nel 1966, mi ha convinto molto. La trama ricalca un pò quei telefilm di una volta, quelli dove in un'ora si raccontava un intreccio poliziesco che cambiava di settimana in settimana, e ci spiega come la piccola e selvaggia Modesty crebbe e divenne il capo di un'organizzazione criminale, a soli 19 anni.
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Una vera sorpresa ci riserva il mercato hone video, perché dopo quasi quarant'anni, il personaggio di Modesty Blaise, famosa per i fumetti inglesi di Peter O'Donnell e Badia Romero (pubblicati in Italia a puntate sul settimane "SKORPIO"), ritorna in una nuova incarnazione femminile dal vivo, in un b-movie prodotto da Quentin Tarantino. Nonostante l'attrice chiamata ad interpretare l'avventuriera, Alexandra Staden, non sia famosa come lo era Monica Vitti che la precedette nel ruolo nel 1966, mi ha convinto molto. La trama ricalca un pò quei telefilm di una volta, quelli dove in un'ora si raccontava un intreccio poliziesco che cambiava di settimana in settimana, e ci spiega come la piccola e selvaggia Modesty crebbe e divenne il capo di un'organizzazione criminale, a soli 19 anni. Molte parole, poca azione, attori sconosciuti, però ritmo incalzante che non annoia. Diretto in soli 18 giorni da Scott Spiegel, "IL MIO NOME E' MODESTY" è una bella sorpresa prodotta da Quentin Tarantino, che non ha voluto kolossal fuorvianti, come quello del 1966 di Joseph Losey, ma un piccolo film che rispettasse, secondo lui, le avventure a fumetti e i libri di Peter O'Donnell. Purtroppo, Modesty Blaise, anche stavolta, non raggiunge quella notorietà che si meriterebbe nel grande schermo, però, per me, fa centro.
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