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mercoledì 11 dicembre 2024
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pessima recensione
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Perché non ha visto il film prima di scriverne la recensione??? Sarebbe stato il minimo... Innanzi tutto, Michéle non è una pescivendola, ma lavora al mercato ittico di Marsiglia, che è un'altra cosa, e non vende pesce a nessuno. In secondo luogo, non è vedova, ma suo marito è vivissmo e disoccupato da tre anni. In terzo luogo, Michèle non chiede affatto un prestito ad un suo amico barista (che, comunque, del bar è il proprietario), ma gli chiede di procurarle la droga per la figlia e, per questo, lo paga. Eccetera. Ripeto, perché non vedere il film prima di scriverne la recensione??
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mercoledì 11 dicembre 2024
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pessima recensione
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Perché non è andato a vedere il film prima di scriverne la recensione? Tanto per incominciare, Michéle non è una pescivendola, ma lavora al mercato ittico di Marsiglia, dove arriva il pesce pescato e viene smistato, che è diverso da essere pescivendoli. In secondo luogo, Michéle non è vedova, ma, anche se nel film non compare molto, suo marito e vivo e vegeto, è disoccupato da tre anni e staziona spesso sul divano del soggiorno. In terzo luogo, Michéle non si fa "dare un prestito" da un amico barista (che, comunque, del bar è il proprietario), ma, dall'"amico barista", Michèle va a comprare la droga per la figlia. Eccetera... Michèle va a comprare la droga per la figlia. Potrei continuare a lungo
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nicola puccini
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venerdì 16 marzo 2001
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la disperazione nel silenzio
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Intelligente riproposizione di storie a incastro sul modello di "America oggi". Agghiacciante spaccato di condizioni umane "ai margini", ritratti senza personalismi e presunzioni intellettualistiche. Grande.
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susanna plazzi
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mercoledì 31 gennaio 2001
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ken loach a marsiglia!
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8 situazioni principali danno vita ad altrettante storie, in una sinfonia urbana orchestrata da mali sociali, fino a tracciare un mosaico in cui 3 generazioni si incrociano. Film apprezzabile e toccante, senza mai scadere nella lacrima facile. Un contesto sociale filmato con rabbia e con amore da una macchina da presa in perpetuo dialogo con la realtà, che usa molti primi piani, come per rivelare l’umanità dei suoi personaggi.
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