Pietro Bianchi
Marlene Dietrich è stata nei principali episodi della sua ormai lunga carriera parecchie cose: una certa idea della vita, capziosa e sensuale, nella sua interpretazione più celebrata, nell' Angelo azzurro; un oggetto di lusso, finito alla perfezione, un poco inumano, nelle commedie di Lubtisch; per scadere in Capriccio spagnolo a semplice pretesto figurativo.
Quindi una lenta decadenza, che è ora finita in una specie di emblematica morte. L'attrice e la donna continuano a vivere sullo schermo e nella vita; ma più per forza d'inerzia che per autentico slancio vitale, più per abitudine e pigrizia e relazioni di mestiere che per amicizia del pubblico. [...]
di Pietro Bianchi, articolo completo (3653 caratteri spazi inclusi) su 26 Febbario 1946