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paolo 67
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mercoledė 29 febbraio 2012
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vizi e virtų dell'italia anni '70
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Un cadavere di una ragazzina scoperto in una soffitta dà l'avvio ad una indagine che porterà alla scoperta di un giro di prostituzione minorile con squillo e clienti “insospettabili” (figlie borghesi annoiate in cerca di guadagno facile e ricchi viziosi). Interessante, intelligente, felice miscela di giallo (che prevale) e poliziottesco, in un periodo in cui il giallo si avvicinava all'horror e il poliziottesco era di gran moda.
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Un cadavere di una ragazzina scoperto in una soffitta dà l'avvio ad una indagine che porterà alla scoperta di un giro di prostituzione minorile con squillo e clienti “insospettabili” (figlie borghesi annoiate in cerca di guadagno facile e ricchi viziosi). Interessante, intelligente, felice miscela di giallo (che prevale) e poliziottesco, in un periodo in cui il giallo si avvicinava all'horror e il poliziottesco era di gran moda. Film pieno delle situazioni interessanti insite nella trama, tensione costante, gran ritmo per una storia cruda, morbosa (senza esagerare) e violenta. Avvincente, piacevole, coinvolgente, splendidamente interpretato da un grande cast. Eccellente fotografia di Delli Colli e indimenticabili trascinanti musiche di Stelvio Cipriani, tra le migliori che sia dato di sentire nel genere. Sapiente, agile e appassionata la regia di Dallamano. Prodotto da Paolo Infascelli. Grande cinema: uno di quei film da rivalutare e di cui si sente la mancanza.
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paolo 67
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mercoledė 29 febbraio 2012
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vizi e virtų dell'italia anni '70
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Un cadavere di una ragazzina scoperto in una soffitta dà l'avvio ad una indagine che porterà alla scoperta di un giro di prostituzione minorile con squillo e clienti “insospettabili” (figlie borghesi annoiate in cerca di guadagno facile e ricchi viziosi).
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Un cadavere di una ragazzina scoperto in una soffitta dà l'avvio ad una indagine che porterà alla scoperta di un giro di prostituzione minorile con squillo e clienti “insospettabili” (figlie borghesi annoiate in cerca di guadagno facile e ricchi viziosi). Interessante, intelligente, felice miscela di giallo (che prevale) e poliziottesco, in un periodo in cui il giallo si avvicinava all'horror e il poliziottesco era di gran moda. Film pieno delle situazioni interessanti insite nella trama, tensione costante, gran ritmo per una storia cruda, morbosa (senza esagerare) e violenta.Avvincente, piacevole, coinvolgente, splendidamente interpretato da un grande cast. Eccellente fotografia di Delli Colli e indimenticabili trascinanti musiche di Stelvio Cipriani, tra le migliori che sia dato di sentire nel genere. Sapiente, agile e appassionata regia di Dallamano. Prodotto da Paolo Infascelli. Grande cinema: uno di quei film da rivalutare e di cui si sente la mancanza.
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attiliocamiccia
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mercoledė 27 giugno 2018
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rivalutiamo un ibrido accattivante
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Un poliziottesco che positivamente non lo è fino in fondo, uno splatter timido e controllato, un giallo-thriller teso seppure dagli snodi un po' semplici, un film interessante in definitiva proprio per questo suo seguire le mode del momento senza esserne travolto e per una contaminazione dei generi particolarmente attenta al dosaggio degli elementi. La regia pulita di Dallamano e il montaggio solido oltre che una fotografia attenta di Delli Colli lo collocano tra i migliori prodotti di genere del periodo. Tra i limiti, una sceneggiattura a tratti improbabile, un Cassinelli un po' sopra le righe per una recitazione poco sfumata e troppo esclamata, una Ralli forse un po' fuori parte, effetti speciali, seppure non eccessivamente abusati, un po' ingenui e datati.
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Un poliziottesco che positivamente non lo è fino in fondo, uno splatter timido e controllato, un giallo-thriller teso seppure dagli snodi un po' semplici, un film interessante in definitiva proprio per questo suo seguire le mode del momento senza esserne travolto e per una contaminazione dei generi particolarmente attenta al dosaggio degli elementi. La regia pulita di Dallamano e il montaggio solido oltre che una fotografia attenta di Delli Colli lo collocano tra i migliori prodotti di genere del periodo. Tra i limiti, una sceneggiattura a tratti improbabile, un Cassinelli un po' sopra le righe per una recitazione poco sfumata e troppo esclamata, una Ralli forse un po' fuori parte, effetti speciali, seppure non eccessivamente abusati, un po' ingenui e datati. La denuncia sociale della prostituzione giovanile resta penalizzata pure se cara al regista già in altre opere. La musica di Cipriani invece è azzeccatissima anche se, come talvolta avveniva in questo periodo anche con le sequenze di inseguimenti per motivi di budget, riciclata da "La polizia sta a guardare" dello stesso produttore. Fabrizi si conferma splendido caratterista, Adorf espressivo anche se con troppo poco spazio e battute. Il ritmo, in ultimo, è convincente e si smorza su una sequenza finale un po' pessimistica e brusca, ma che proprio per questo non indulge alla retorica spesso stucchevole e ingenuamente destroide delle pellicole del periodo.
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