A distanza di un lustro Tom Holland torna a vestire i panni dell’eroe più iconico del mondo Marvel e questo nonostante un contratto che si era esaurito al termine della precedente pellicola, ma con l’attore britannico possibilista in merito al tessere nuove ragnatele e a far ancora parte del franchise che lo ha reso celebre. A dimostrazione che un arco narrativo si era esaurito con Spider-Man: No Way Home (id.; 2021), ultima fatica dell’arrampica muri, il cambio in cabina di regia, con Jon Watts che dopo tre pellicole viene sostituito dietro la macchina da presa da Destin Daniel Cretton già visto alle prese con l’MCU in Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli (Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings; 2021).
[+]
A distanza di un lustro Tom Holland torna a vestire i panni dell’eroe più iconico del mondo Marvel e questo nonostante un contratto che si era esaurito al termine della precedente pellicola, ma con l’attore britannico possibilista in merito al tessere nuove ragnatele e a far ancora parte del franchise che lo ha reso celebre. A dimostrazione che un arco narrativo si era esaurito con Spider-Man: No Way Home (id.; 2021), ultima fatica dell’arrampica muri, il cambio in cabina di regia, con Jon Watts che dopo tre pellicole viene sostituito dietro la macchina da presa da Destin Daniel Cretton già visto alle prese con l’MCU in Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli (Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings; 2021).
Come detto le vicende del tessi ragnatele si muovono su nuovi presupposti; Peter Parker è ormai cresciuto, protetto da un anonimato che ha portato la sua vita a essere un tutt’uno con il lavoro da guardiano mascherato, e a tempo pieno, della Grande Mela. Nessuno si ricorda più di lui: Non M.J. impegnatasi con un altro ragazzo e nemmeno il suo amico fraterno Ned. Senza l’aiuto di Tony Stark (Iron Man) e degli Avengers. E con Zia May ormai scomparsa da tempo. Peter vede un solo obiettivo capace di condizionare la propria vita: La promessa fatta da sempre di usare i propri poteri per cercare di aiutare quante più persone in difficoltà. Questo lo porterà a sviluppare una forma di stress per il quale solo il Professor Banner, alias di Hulk, può essergli d’aiuto.
Senza svelare ulteriori dettagli su una trama avvincente, ma che per essere completamente apprezzata necessita della visione delle precedenti uscite cinematografiche dell’arrampica muri, possiamo dire che il cambio di regista non ha variato minimamente la qualità del prodotto finale, grazie anche alla continuità creativa data dalla cabina di sceneggiatura, composta come sempre da Chris McKenna, Erik Sommers, ai quali per l’occasione si è aggiunto Justin Kuritzkes. Un prodotto impreziosito da una trama che sa pescare a piene mani nel mondo dei super eroi con super problemi, tanto cari al mondo Marvel, approfondendo i tormenti di un poco più che ventenne che si sente per la prima volta solo contro tutti e abbandonato da chi gli è sempre stato vicino. E al tempo stesso mettendo al centro della narrazione gli abitanti di New York per sempre grati a chi li protegge senza domandare nulla in cambio.
Oltre al già citato Holland, il cast delle precedenti pellicole è stato confermato in blocco, con l’aggiunta di Jon Bernthal, nei panni del vendicativo Punisher, con il quale Spidey cementerà una collaborazione che sfocerà in un legame di amicizia. Mark Ruffalo, che nel mondo dell’MCU è il ‘mite’ professor Bruce Banner e soprattutto Sadie Sink, già vista nel ruolo di Max Mayfield nella serie Stranger Things (id.; 2016 - 2025), qua nei panni della letale Jane Grey.
Meno effetti speciali, più dialoghi e altrettanti dubbi per l’eroe più newyorchese di tutti. Film che piacerà, e decisamente molto, a chi ama i super eroi Marvel della prima ora. Ancor meglio se conosciuti sugli albi della Editoriale Corno, sbarcati nella nostra penisola in un caldo aprile di quasi sessant’anni fa.
[-]