“Rounds” racconta una notte di ronda - quella tra il 9 e il 10 novembre del 2019 - di tre coppie di poliziotti di pattuglia a Sofia. Il regista, che ha scritto anche la sceneggiatura, attraverso i loro occhi fornisce uno scorcio sulla Bulgaria post-comunista a distanza di trent’anni dalla caduta del muro di Berlino.
Così tra la violenza dei nazi-skin, il traffico di migranti in cui sono coinvolti anche due poliziotti, gli anziani seviziati negli ospizi e altro, i poliziotti [+]
“Rounds” racconta una notte di ronda - quella tra il 9 e il 10 novembre del 2019 - di tre coppie di poliziotti di pattuglia a Sofia. Il regista, che ha scritto anche la sceneggiatura, attraverso i loro occhi fornisce uno scorcio sulla Bulgaria post-comunista a distanza di trent’anni dalla caduta del muro di Berlino.
Così tra la violenza dei nazi-skin, il traffico di migranti in cui sono coinvolti anche due poliziotti, gli anziani seviziati negli ospizi e altro, i poliziotti si trovano a confrontarsi con le problematiche poste dall’odierna realtà bulgara.
Il film è girato tutto di notte, sempre con i primi piani dei poliziotti e il resto sfocato, non si riesce a percepire quasi nulla della realtà urbana contemporanea. Il film è molto duro e mostra l’individualismo e la disumanità prevalente dei protagonisti. Solo un paio si dimostrano umani e generosi.
L’idea non è nuova, i poliziotti corrotti sono sempre frequenti nei film statunitensi, così come ambientare tutta la vicenda di notte. Quella che è tristemente nuova è la disillusione di una popolazione che aveva sperato nella “libertà” e si trova oggi quasi a rimpiangere alcune cose positive che esistevano nella situazione sociale e politica precedente.
Stephen Komandarev dirige il secondo film della sua trilogia dedicata all’odierna crisi sociale fatta di ineguaglianze, di perdita di valori e di smarrimento: una serie di riflessioni in occasione dei trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, che aveva invece inaugurato una stagione colma di speranze nel futuro.
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