Tre volti

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Un film di Jafar Panahi. Con Behnaz Jafari, Jafar Panahi, Marziyeh Rezaei, Maedeh Erteghaei, Narges Delaram Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 102 min. - Iran 2018. - Cinema uscita giovedì 29 novembre 2018. MYMONETRO Tre volti * * * 1/2 - valutazione media: 3,69 su 26 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
vanessa zarastro sabato 1 dicembre 2018
due secoli fa? Valutazione 3 stelle su cinque
83%
No
17%

Il film, che ha ottenuto la Palma d'Oro al Festival di Cannes, è girato quasi in tempo reale e sembrerebbe riportarci indietro di due secoli. Ci mostra una parte meno nota dell’Iran, la zona montana rurale e contadina del Nord-Ovest che confina con la Turchia, molto lontana dalla vita caotica della capitale e da cui provengono, peraltro, i genitori del regista.
Jafar Panahi e l’attrice Behnaz Jafari (interpretati da loro stessi) ricevono un video di una ragazza adolescente che vorrebbe recitare e uscir fuori da una situazione claustrofobica, è disperata perché ha bisogno di aiuto e non è mai riuscita a contattare la famosa attrice, pertanto si suicida mediante impiccagione (vera o presunta?) in una grotta sulle montagne. [+]

[+] i 3 volti (di mana1971)
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kimkiduk venerdì 28 dicembre 2018
panahi e il cinema Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Panahi come tutti i registi Iraniani fa cinema sull'Iran, come l'Italia del dopoguerra con il neorealismo sull'Italia, come i Cileni sul Cile ecc. ecc.
Imprescindibile per lui parlare di donne e di cinema, la libertà di un paese passa da lì.
Da una "piccola" vicenda mette a confronto tre generazioni di attrici (TRE VOLTI) del passato del presente e del futuro incerto. L'unica figura accettata e quasi idolatrata è l'attrice famosa del momento che essendo famosa risulta normale. Chi lo è stato è emarginata chi vorrebbe diventare è fortemente osteggiata addirittura isolata come l'anziana. L'uomo (il regista) guarda da dentro la macchina, ai margini, perchè il personaggio è la donna e l'uomo guarda l'uomo come reagisce, guarda il suo Iran che "forse" prova a crescere piano piano, con una fatica enorme, ancorato a tradizioni e mentalità radicate e complesse. [+]

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flyanto giovedì 20 dicembre 2018
un iran tanto lontano Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

 E’ tornato in questi giorni nelle sale cinematografiche italiane il tanto ‘scomodo’ regista iraniano Jafar Panahi con la sua ultima opera, “Tre Volti” . “Scomodo” perchè il suddetto regista è inviso, tanto che gli è valsa in passato addirittura l’arresto in carcere, al Governo iraniano che non approva le sue pellicole dove egli denuncia apertamente molti aspetti del Paese ormai arcaici e, quindi, superati, e ne ha vietata la proiezione sul proprio suolo. E ancora una volta, in “Tre Volti”, Panahi descrive e denuncia svariati aspetti dell’Iran e le facce del titolo del film stanno ad indicare i tre aspetti diversi e contrastanti del proprio Paese a cui, nonostante tutto, egli è molto legato. [+]

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zarar mercoledì 5 dicembre 2018
i tre volti di un paese Valutazione 4 stelle su cinque
67%
No
33%

Nel consueto mix di documentario e fiction di Jafar Panahi,  i tre volti sono quelli di tre donne, due delle quali corrispondenti a personaggi reali, i cui destini casualmente si incrociano e in certo modo simboleggiano passato, presente e futuro: Shahrzad , attrice degli anni ’70, completamente emarginata dopo la rivoluzione; l’attrice Behnaz Jafari, volto ben noto di serial televisivi odierni, e la giovane ragazza Marziyeh (Marziyeh Rezai), personaggio d’invenzione, che è ostacolata dalla famiglia e dall’ambiente nel suo sogno di diventare attrice a sua volta. Si immagina che Marziyeh, che vive in uno sperduto villaggio montano,  abbia  inviato  un video disperato, culminante in una scena di suicidio,  alla Jafari da cui aveva sperato inutilmente un aiuto, e che Panahi accompagni l’attrice angosciata in un viaggio alla scoperta di chi sia questa ragazza e di che cosa le sia effettivamente successo. [+]

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goldy sabato 1 dicembre 2018
partecipazione amorevole Valutazione 4 stelle su cinque
67%
No
33%

Come riuscire a rappresentare l’arretratezza  culturale  tuttora esistente in    villaggi sperduti  nelle  montagne non troppo lontane da TEHERAN? Il regista   lo  fa Limitandosi ad osservare  ciò che accade, silente lasciando parlare  la macchina
da presa . Seguiamo  il  dramma che impedisce il realizzarsi dei progetti  di una giovane  aspirante attrice:: l'opposizione familiare, il  biasimo dei vicini, la condanna totale al suo  desiderio di emancipazione.  
  Con  leggerezza che è cifra stilistica del regista  ci perviene ,  ancora una volta, uno squarcio del paese  e il faticoso percorso di progresso. [+]

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stefano capasso lunedì 17 giugno 2019
la possibilità di seguire le proprie aspirazioni Valutazione 3 stelle su cinque
0%
No
0%

Behnaz è una famosa attrice iraniana e sta lavorando sul set di un film, quando riceve un video in cui una ragazza che vive nelle montagne del nord del paese si impicca perché impossibilitata a studiare da attrice per la mentalità ristretta della famiglia. Behnaz chiede aiuto al regista Panahi per recarsi sul posto e verificare di persona gli avvenimenti; ha qualche dubbio dopo aver notato dei possibili “tagli” al video.
Panahi elegge il suo 4x4 come cuore della narrazione, molte delle scene vedono Il vetro della macchina somigliare quasi allo schermo del cinema. Insieme alla riflessione sulla possibile autenticità del video fa del film una riflessione sul dispositivo cinema. [+]

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cardclau sabato 1 dicembre 2018
... ero straniero e mi avete accolto ... Valutazione 4 stelle su cinque
31%
No
69%

I film iraniani, di primo acchito, mi scombussolano un pochino perché avverto una differenza culturale clamorosa, con quella di noi occidentali. Potrebbero sembrare un po’ primitivi, forse anche un po’ prefreudiani. Poi ripensandoci e riflettendoci appare invece clamoroso l’insegnamento che questa differenza ci può dare: soprattutto nella linea della consapevolezza, del rendersi conto delle differenze “… ero straniero e mi avete accolto …”. Quindi della difesa della libertà nel confronto, col desiderio reale di crescere, tutti, nel rispetto dell’altro. [+]

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