Jayne Mansfield's Car è il titolo originale, L'ultimo desiderio quello italiano, e ci vuole una bella fantasia. Billy Bob Thornton se la canta e se la suona, scrive, dirige ed interpreta e, cosa non comune, riesce egregiamente sia come sceneggiatore, che come regista, che come attore. Eppure in quest’ultimo ruolo non teme di mettersi a confronto con dei mostri sacri del cinema occidentale, Robert Duvall e John Hurt, nonché Kevin Bacon. Epopea familiare anni sessanta in chiave moderna con due famiglie che piangono la morte della stessa persona fino a diventare quasi una famiglia allargata sebbene soltanto per pochi giorni.
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Jayne Mansfield's Car è il titolo originale, L'ultimo desiderio quello italiano, e ci vuole una bella fantasia. Billy Bob Thornton se la canta e se la suona, scrive, dirige ed interpreta e, cosa non comune, riesce egregiamente sia come sceneggiatore, che come regista, che come attore. Eppure in quest’ultimo ruolo non teme di mettersi a confronto con dei mostri sacri del cinema occidentale, Robert Duvall e John Hurt, nonché Kevin Bacon. Epopea familiare anni sessanta in chiave moderna con due famiglie che piangono la morte della stessa persona fino a diventare quasi una famiglia allargata sebbene soltanto per pochi giorni. Militarismo e pacifismo avvinghiati in una lotta generazionale tra padri e figli che riserva alla fine qualche sorpresa, come a dire buon sangue non mente. Film corale che lascia spazio alle interpretazioni magistrali dei due grandi vecchi mattatori e dello stesso Thornton non trascurando di delineare i caratteri delle figure minori, per cui alla fine nessuno dei personaggi rimane pura comparsa da fondale di palcoscenico. Bello il vero finale, anticipato nella penultima scena, con la macchina che si allontana nell’immenso prato verde, simbolo di libertà e di possibilità ancora inesplorate di intendere la vita e le relazioni con gli altri, a cominciare da quelle con i propri fratelli. Un incontro è possibile, anche se nessuno rinuncia ad essere del tutto ciò che è.
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