Difficile esprimere perché questo film, che pure possiede un intreccio, fra l’altro ispirato ad un fatto di cronaca americana, con ingredienti potenzialmente sufficienti a creare il pathos, la tensione che dal suo genere ci si attende, non riesce a raggiungere l’intento. Forse la colpa è da attribuirsi alla qualità della recitazione, non abbastanza convincente, alla mancanza di espressività dei volti, al dramma solo descritto, ma non trasmesso con intensità perché diventi una verità credibile. La capacità del personaggio maschile di creare tante versioni del suo operato criminoso contagia tutto, rendendolo falso e incapace di emozionare.
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Difficile esprimere perché questo film, che pure possiede un intreccio, fra l’altro ispirato ad un fatto di cronaca americana, con ingredienti potenzialmente sufficienti a creare il pathos, la tensione che dal suo genere ci si attende, non riesce a raggiungere l’intento. Forse la colpa è da attribuirsi alla qualità della recitazione, non abbastanza convincente, alla mancanza di espressività dei volti, al dramma solo descritto, ma non trasmesso con intensità perché diventi una verità credibile. La capacità del personaggio maschile di creare tante versioni del suo operato criminoso contagia tutto, rendendolo falso e incapace di emozionare. La tragedia permane a livelli superficiali fino alla conclusione, quando Joran Vander Sloot è incarcerato per aver assassinato una seconda ragazza, tenendo per sé la verità sulla fine della Povera Natalie, cercata invano per anni dalla madre.
Rita Branca
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