"Vuoti a perdere" è un film di psicologia cruda, che rivela il divario terribile tra la pura voglia di assoluto dei protagonisti e l'inchiodatura imposta da un ambiente sociale disagiato e culturalmente deprivato. La poesia del film si trova nella quotidianità notturna degli atti forzatamente spogliati di coscienza, nelle vie genovesi solitarie e astratte (ma Genova è proprio così), nella forza emotiva primordiale che accomuna la ragazza sbandata (Silvia De Santis, un vero talento) e il maturo commissario (Giancarlo Giannini, interpretazione profondissima).
E' incredibile che un film così bello giri solo nei circuiti alternativi.
Attori tutti bravissimi, ottima la regia, straordinario il lavoro di Claudio Lizza (suo il soggetto, co-sceneggiatore), la cui morte prematura ha impedito il successo che avrebbe meritato.