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Controversa trasposizione cinematografica a firma di Vitaliano Brancati e Lucio Fulci, che ne curarono la sceneggiatura, diretta da Steno, della omonima commedia di Pirandello, contestata anche per la scarsa aderenza al testo originale da parte dei familiari del grande maestro. Il principe della risata non delude mai, qui affiancato da un comprimario eccellente, Orson Welles. Si tratta del solito triangolo amoroso dove al posto di Issa, Essa e O Malamente, ironicamente ci sono Uomo, Bestia e Virtù, ovviamente nessun personaggio corrisponde alle tre figure indicate nel titolo che risultano essere niente altro che una metafora della diffusa ipocrita e bigotta mentalità della nostra Italietta di inizi novecento per nulla cambiata quando il film fu girato nel 1953, anzi per certi versi era peggiorata grazie al pervasivo potere moralistico dei democristiani e a dimostrazione che Pirandello aveva colto nel segno i censori tagliarono alcune scene della pellicola insofferenti alla tagliente satira di costume.
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