Taneli Mustonen ambienta in uno sperduto paesino di campagna della sua Finlandia un horror soprannaturale in cui si ripropongono senza originalità ma miscelandoli con intelligenza tutti i luoghi comuni tipici dei film di genere, dal trasferimento iniziale della famigliola protagonista della storia nella grande villa antica piazzata in mezzo al bosco fino al bambino che parla e gioca nella sua stanzetta con presenze invisibili, non facendosi mancare nemmeno la presunta setta demoniaca con tanto di riri esoterici e diavolo caprone anche se soltanto raffigurato in un quadretto. La suspense tiene alta l’attenzione dello spettatore fino a tre quarti del film quando c’è la rivelazione dell’arcano con un notevole ed innegabile effetto sorpresa.
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Taneli Mustonen ambienta in uno sperduto paesino di campagna della sua Finlandia un horror soprannaturale in cui si ripropongono senza originalità ma miscelandoli con intelligenza tutti i luoghi comuni tipici dei film di genere, dal trasferimento iniziale della famigliola protagonista della storia nella grande villa antica piazzata in mezzo al bosco fino al bambino che parla e gioca nella sua stanzetta con presenze invisibili, non facendosi mancare nemmeno la presunta setta demoniaca con tanto di riri esoterici e diavolo caprone anche se soltanto raffigurato in un quadretto. La suspense tiene alta l’attenzione dello spettatore fino a tre quarti del film quando c’è la rivelazione dell’arcano con un notevole ed innegabile effetto sorpresa. Tuttavia lo spiegone interminabile in cui si attarda Mustonen guasta tutto allungando senza senso la pellicola che avrebbe invece dovuto concludersi almeno dieci minuti prima e subito dopo il riuscito colpo di scena. Buona la prova attoriale dei due protagonisti, l’australiana Teresa Palmer e lo scozzese Steven Cree.
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