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simona proietti
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giovedì 23 agosto 2012
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film veggente
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Incredibilmente il film coglie la verità sul processo di Don Pierino. Nel finale la giornalista dice che il processo finirà nel nulla. E così è stato. Il processo a carico di Don Pierino Gelmini è stato annullato. Nessuna prova fondata sulle accuse di molestie sessuali. Il regista nella sua spietata analisi dei fatti, aveva visto giusto ed anticipa niente di meno che il verdetto del Giudice, che assolve l'attempato sacerdote fondatore della Comunità Incontro. Film Capolavoro per la sua straordinaria capacità di giudizio sui fatti. Mi inchino a codesto film.
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maicol sebastiani
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giovedì 6 ottobre 2011
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il finale col vero don pierino, rovina il film
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Io sono nuovo in questo forum, in cui ci sono capitato x caso. Il film è piacevole, ben fatto, con quel pizzico di ironia che non guasta mai. A questo si aggiunge il tema del processo e dei giudici, che secondo me sono le scene più riuscite ed avvincenti, che danno un tocco di vigore ad un film che è di genere impegnato/lento. Come tutti i film d’autore difatti, il ritmo non è eccessivo. La cosa che non mi è piaciuta è il finale…. diciamo gli ultimi 7/10 minuti, quando il regista Sbarretti decide di mettere le scene del vero Don Pierino Gelmini. E lì infatti, il ritmo (buono) scade. C’è il vero Don Pierino ripreso mentre parla in ospedale, mentre parla in Comunità… ebbene rompono l’incantesimo.
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Io sono nuovo in questo forum, in cui ci sono capitato x caso. Il film è piacevole, ben fatto, con quel pizzico di ironia che non guasta mai. A questo si aggiunge il tema del processo e dei giudici, che secondo me sono le scene più riuscite ed avvincenti, che danno un tocco di vigore ad un film che è di genere impegnato/lento. Come tutti i film d’autore difatti, il ritmo non è eccessivo. La cosa che non mi è piaciuta è il finale…. diciamo gli ultimi 7/10 minuti, quando il regista Sbarretti decide di mettere le scene del vero Don Pierino Gelmini. E lì infatti, il ritmo (buono) scade. C’è il vero Don Pierino ripreso mentre parla in ospedale, mentre parla in Comunità… ebbene rompono l’incantesimo. I sermoni del prete si conoscono: sono sempre uguali, basta andare su youtube e vederli: dice sempre le stesse cose. Tutta la costruzione raffinata della pellicola, attenta fino a quel minuto a tutto, in quei minuti finali perde tutta la sua forza. Ne perde soprattutto la fotografia, le inquadrature, la recitazione…. È chiaro: un conto organizzare una scena con gli attori, piazzare le luci ed un conto è riprendere un sermone del prete tra la folla. Peccato il finale perché altrimenti il film merita. Diciamo che dei 77 minuti di durata, 70 sono molto buoni, 7 sono scarsi. Avrei preferito un finale con l’attore Fernando Altieri (bravo veramente) invece che con il vero Don Pierino, che tra le altre cose è pure piuttosto antipatico malgrado stesse in convalescenza.... figuriamoci quando sta bene. Aggiungo che anche le testimonianze dei ragazzi drogati, abbassano un po’ il ritmo, poiché si vede che stentano davanti ad una telecamera a cui non sono abituati. Nonostante ciò ci sono delle invenzioni veramente originali, inquadrature particolari, scene bellissime (tipo quella in cui Don Pierino si fa una canna)
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marco santillani
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giovedì 15 settembre 2011
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don pierino indagato per molestie sessuali
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Mi risulta strano che si faccia un film su un personaggio così torbido, qual è don Gelmini. Ricordo che don Gelmini è finito svariate volte in carcere, ricordo che a tutt’oggi è indagato di molestie sessuali (tra l’altro anche su un minorenne). Faccio presente che la sua Comunità Incontro di Amelia, ha ricevuto e riceve grandi quantità di finanziamenti pubblici, grazie all’aiuto del suo amico Berlusconi. Ci sono molte intercettazioni telefoniche che riguardano i finanziamenti (forse illeciti) che Don Pierino riceve annualmente da più parti. Ce n’è una in cui lui accenna ad una proposta della Santanchè, di devolvere gli stipendi dei parlamentari alla Comunità Incontro.
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Mi risulta strano che si faccia un film su un personaggio così torbido, qual è don Gelmini. Ricordo che don Gelmini è finito svariate volte in carcere, ricordo che a tutt’oggi è indagato di molestie sessuali (tra l’altro anche su un minorenne). Faccio presente che la sua Comunità Incontro di Amelia, ha ricevuto e riceve grandi quantità di finanziamenti pubblici, grazie all’aiuto del suo amico Berlusconi. Ci sono molte intercettazioni telefoniche che riguardano i finanziamenti (forse illeciti) che Don Pierino riceve annualmente da più parti. Ce n’è una in cui lui accenna ad una proposta della Santanchè, di devolvere gli stipendi dei parlamentari alla Comunità Incontro. Le intercettazioni fatte dalla Procura di Terni, possono essere viste sul sito di Marco Salvia. Affari torbidi, che vengono rivelati dal bravo giornalista piemontese, il quale vi ha scritto anche un libro, che presto diverrà un film dal titolo “ Mara come me” prodotto a quanto si dice dalla Colorado Film e diretto da Gabriele Salvatores… che non credo abbia nulla a che vedere con Sbarretti, che sarà pure bravo, ma non ha avuto il coraggio di indagare a fondo, anche visti i suoi limitati mezzi a disposizione.
Per conoscere la reale storia di Don Pierino, dovremo aspettare il film di Salvatores, tratto da questo
libro in cui si parla della promiscuità sessuale che Don Pierino era solito avere con i ragazzi reclutati presso il Molino Silla. Credo (parere mio) che il film sarà fatto quando gli appoggi di Berlusconi verranno meno, quindi quando il Berlusconismo sarà finito…. tempo 2-3 anni, forse qualcosa in più… e magari quando il prete di Amelia passerà a miglior vita e i suoi seguaci non avranno più la forza di controbattere legalmente ed intellettualmente ad un eventuale film che scatenerà il panico. E lì ci sarà veramente da divertirsi.
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simona proietti
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giovedì 14 luglio 2011
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un uomo buono
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Non capisco il motivo di quest'astio nei confronti di un uomo buono come Don Pierino. E non capisco perchè mara65 chiama Don Pierino "un prete di dubbio valore" appellandolo come uno che ha fatto i propri interessi. Realizzando la Comunità Incontro, con le sue migliaia di sedi in tutta Italia e nel mondo, è chiaro che sono serviti molti soldi, ma non per questo sono soldi che se li è intascati lui. Don Pierino vive senza agi, nella casa di Molino Silla, dove dedica la sua vita ai ragazzi afflitti dal problema della tossicodipendenza. Gli eventuali contributi ricevuti dallo stato, non se li è scialacquati in vacanze o in divertimenti, li ha investiti per rendere confortevole il soggiorno dei ragazzi nelle sue strutture.
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Non capisco il motivo di quest'astio nei confronti di un uomo buono come Don Pierino. E non capisco perchè mara65 chiama Don Pierino "un prete di dubbio valore" appellandolo come uno che ha fatto i propri interessi. Realizzando la Comunità Incontro, con le sue migliaia di sedi in tutta Italia e nel mondo, è chiaro che sono serviti molti soldi, ma non per questo sono soldi che se li è intascati lui. Don Pierino vive senza agi, nella casa di Molino Silla, dove dedica la sua vita ai ragazzi afflitti dal problema della tossicodipendenza. Gli eventuali contributi ricevuti dallo stato, non se li è scialacquati in vacanze o in divertimenti, li ha investiti per rendere confortevole il soggiorno dei ragazzi nelle sue strutture.
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mara65
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giovedì 14 luglio 2011
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don pierino non meritava un film così bello
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Già è stato detto che Don Pierino ha delle atmosfere simili a quelle de Il divo di Sorrentino. Del resto, anche film come La ragazza del lago, di Andrea Molaioli, si basa sulle delle metodologie sullo stile Sorrentino (che resta il miglior regista italiano vivente). In questo caso poi, Molaioli copia anche il personaggio feticcio di Sorrentino, Tony Servillo e gli ritaglia un ruolo a metà strada di quelli già utilizzati da Sorrentino nei 3 film, in cui Servillo è coinvolto. Perciò degli influssi stilistici, sono normali ed anche, auspicabili, per chi vuole seguire una corrente. Nel Neorealismo si seguiva un certo stile e non per questo si parlava di copiatura.
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Già è stato detto che Don Pierino ha delle atmosfere simili a quelle de Il divo di Sorrentino. Del resto, anche film come La ragazza del lago, di Andrea Molaioli, si basa sulle delle metodologie sullo stile Sorrentino (che resta il miglior regista italiano vivente). In questo caso poi, Molaioli copia anche il personaggio feticcio di Sorrentino, Tony Servillo e gli ritaglia un ruolo a metà strada di quelli già utilizzati da Sorrentino nei 3 film, in cui Servillo è coinvolto. Perciò degli influssi stilistici, sono normali ed anche, auspicabili, per chi vuole seguire una corrente. Nel Neorealismo si seguiva un certo stile e non per questo si parlava di copiatura. I film con attori del calibro di Gassman, Mastroianni, Manfredi, apparivano equivalenti seppur con registi differenti. Perciò, quando il cinema è fatto con quel tocco di maestria tipica dei grandi registi, è sempre un bene. Del resto è raro parlare di plagio nel cinema. A mio avviso questo film ha scatenato una serie di cattiverie dovute al protagonista, che è di chiaro stampo destroide-Berlusconiano. Ed è altrettanto raro, nel panorama cinematografico italiano, raccontare storie di uomini borghesi e parlarne bene. Di solito il cinema e tutte le forme artistiche, sembrano appannaggio della sinistra acculturata, e mai o quasi mai, i liberali conservatori, sembrano aver svolto un ruolo predominante per attestare il loro interesse. C’è però da discernere il valore del film, ottimo, dal valore del personaggio Don Pierino prete (e non sacerdote) di dubbio valore. Se lui ci tiene tanto ad essere chiamato sacerdote, perché il prete svolge il proprio lavoro solo per interesse, allora forse proprio lo stesso Don Gelmini, dovrebbe chiamarsi Prete, visto che lui di interessi se ne è fatti molti. Per questo, Sbarretti racconta una vicenda scomoda e lo fa in maniera personale, senza toccare tasti delicati. Questo produce un film pro-Gelmini che ha fatto infuriare i suoi detrattori, ma nello stesso tempo che mette sul piatto un gran bel film, stilisticamente perfetto e di grande caratura sociale. Non c’è dubbio, che a prescindere dalla bilancia che pende verso Don Gelmini, il film, inteso come opera d’arte, ha un elevato interesse cinematografico… al contrario di quello che dice il titolo nell’occhiello. Insomma.... Don Pierino non meritava un film così bello.
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folignoli
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giovedì 14 luglio 2011
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peccato la parte documentaristica
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Guardando il film da dvd l’impressione è senz’altro migliore, rispetto alla visione al cinema. Innanzitutto il film è stato rimontato ed asciugato di alcune sequenze macchinose, relative agli inserti documentaristici dei ragazzi che lasciavano delle dichiarazioni spontanee. Non essendo attori, il ritmo ne perdeva. Ora, nella versione nuova, della durata di soli 77 minuti (un po’ pochini a dire il vero, per un film) abbiamo un ritmo decisamente superiore e la qualità recitativa media, è salita di molto. Difatti, tutto il film si basa sull’ottima interpretazione di Fernando Altieri, con brevi inserti di altri attori, pur buoni. Sono state tagliate anche altre scene poco convincenti, che hanno aumentato il peso specifico del prodotto.
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Guardando il film da dvd l’impressione è senz’altro migliore, rispetto alla visione al cinema. Innanzitutto il film è stato rimontato ed asciugato di alcune sequenze macchinose, relative agli inserti documentaristici dei ragazzi che lasciavano delle dichiarazioni spontanee. Non essendo attori, il ritmo ne perdeva. Ora, nella versione nuova, della durata di soli 77 minuti (un po’ pochini a dire il vero, per un film) abbiamo un ritmo decisamente superiore e la qualità recitativa media, è salita di molto. Difatti, tutto il film si basa sull’ottima interpretazione di Fernando Altieri, con brevi inserti di altri attori, pur buoni. Sono state tagliate anche altre scene poco convincenti, che hanno aumentato il peso specifico del prodotto. Il montaggio in alcune scene è stato riaggiustato ed il risultato, già da prima più che sufficiente, ora è davvero buono. La fotografia è ottima, il taglio delle inquadrature sempre originale e la musica molto adatta a sottolineare ogni scena. Ottimo, a mio avviso, lo stile un po’ surreale dato al film. Non è una fiction scontata e arida, senza guizzi… ma un film condito in maniera originale e grottesco, con personaggi sempre al di sopra delle righe, quasi teatrali. Felliniani, possiamo dire. L’unica pecca, resta ancora la parte documentaristica del Don Pierino vero in ospedale. Il finale è molto bello, con i fuochi d’artificio che regalano una grande adrenalina, mista a commozione (sempre documentaristici, registrati durante le celebrazioni).
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marcello desideri
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mercoledì 13 luglio 2011
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don pierino il divo
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In effetti nel film su Don Pierino Gelmini, si respira un'aria simile a quella de Il divo di Sorrentino. Le due storie, quella di Don Gelmini e di Andreotti sono rassomiglianti. Entrambi hanno o hanno avuto un processo per accuse molto grosse (abusi sessuali il primo, mafia il secondo). Entrambi i soggetti sono personaggi caricaturali, atipici, controversi ed unici. Il regista Sbarretti per questo, scrive una sceneggiatura che racchiude in se molte componenti tra di loro discrepanti: ironia, inchiesta, documentario. Ma il fondersi di tutte queste caratteristiche genera un film singolare e mai scontato. La forza del film è nell’invenzione che in ogni scena, svia lo spettatore da qualsiasi certezza.
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In effetti nel film su Don Pierino Gelmini, si respira un'aria simile a quella de Il divo di Sorrentino. Le due storie, quella di Don Gelmini e di Andreotti sono rassomiglianti. Entrambi hanno o hanno avuto un processo per accuse molto grosse (abusi sessuali il primo, mafia il secondo). Entrambi i soggetti sono personaggi caricaturali, atipici, controversi ed unici. Il regista Sbarretti per questo, scrive una sceneggiatura che racchiude in se molte componenti tra di loro discrepanti: ironia, inchiesta, documentario. Ma il fondersi di tutte queste caratteristiche genera un film singolare e mai scontato. La forza del film è nell’invenzione che in ogni scena, svia lo spettatore da qualsiasi certezza. Il film si lascia guardare perché ha uno sguardo innovativo, diverso. Sembra quasi un gioco, raccontare le vicende fosche del beneamato prete. Sbarretti, sorvola la storia più vecchia ed oscura di Don Pierino, concentrandosi negli ultimi anni (2006-2001) raccontando la parte più bella e forse tenera, di questo scorbutico ometto (come lo chiama il Giudice). La cosa che salta subito agli occhi, è l’energica prestazione di Fernando Altieri, fantastico nell’interpretare il protagonista, visto dal regista in un’età di mezzo tra quella attuale e quella in cui lo ha reso celebre negli anni 70’ – 80’.
Altieri è convincente: grintoso quando serve ed emozionante nelle scene più commoventi.
L’unico professionista del film, viene circondato da una serie di attori “sbarrettiani” , non professionisti, utilizzati anche in altri suoi meno convincenti film.
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mastrit
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venerdì 10 giugno 2011
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don pierino il divo
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Spinta dalla curiosità, sono andata a vedere il film in una proiezione su un cineclub e sono rimsta piacevolmente colpita. Il film è bello, ha uno stile narrativo simile a Il divo di Sorrentino: questa era stato detto. Infatti è molto grottesco e particolare. Ne ecse comunque un prete dominante, uno che tiene da sempre in pugno la comunità incontro, anche a costo di apparire antipatico. Don Pierino quindi, diventa quindi un vero e proprio Divo. IMpersonato da un fenomenale Fernando Altieri, che coglie alla grande la grinta dell'energico prete. Mi sembra strano che siano state solo 1.5 stelle ad un film come questo che è ampiamente al di sopra di tante cavolate iperpubblicizzate.
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simona proietti
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giovedì 9 giugno 2011
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la vita di un personaggio scomodo
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Il film ripercorre in maniera molto reale le fasi più importanti della nascita della Comunità Incontro, partendo dal 1963 (quando Don Pierino incontra Alfredo Nunzi), per poi passare al 1979 (arrivo ad Amelia). Il plot del film è incentrato sull’anticonformismo del sacerdote, che negli anni, ha portato ad inimicarsi sia le alte sfere della politica, sia lo stato. Il regista si sofferma giustamente sulla battaglia di Don Pierino contro il metadone e fa vedere che alcuni prelati, sfottono il parroco, dicendo che avrebbe potuto fare una carriera ecclesiastica, ed invece ha preferito andare appresso a quei scellerati per salvarli dalla droga. Il ritmo è incisivo e non fa calare mai la tensione.
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Il film ripercorre in maniera molto reale le fasi più importanti della nascita della Comunità Incontro, partendo dal 1963 (quando Don Pierino incontra Alfredo Nunzi), per poi passare al 1979 (arrivo ad Amelia). Il plot del film è incentrato sull’anticonformismo del sacerdote, che negli anni, ha portato ad inimicarsi sia le alte sfere della politica, sia lo stato. Il regista si sofferma giustamente sulla battaglia di Don Pierino contro il metadone e fa vedere che alcuni prelati, sfottono il parroco, dicendo che avrebbe potuto fare una carriera ecclesiastica, ed invece ha preferito andare appresso a quei scellerati per salvarli dalla droga. Il ritmo è incisivo e non fa calare mai la tensione. Il regista mescola sapientemente le scene del processo, alle scene del recupero dalla droga, alle scene di sensibilità di Don Pierino. Il risultato è un quadro estremamente veritiero sulla vita di Don Gelmini ed un film di grande caratura stilistica. Difatti il regista Sbarretti, utilizza tutte le tecniche possibili, per rendere il film piacevole. La musica su tutte. La colonna sonora è assolutamente straordinaria e sottolinea al meglio le varie fasi del film. Tecnicamente il film è d’avanguardia, con inquadrature sempre originali, mai scontate e prospettive di grande interesse visivo. I dialoghi sempre molto curati (non c’è mai una parola di troppo) fanno calare lo spettatore nell’atmosfera voluta, prendendoli quasi per mano ed introducendoli in una realtà, non conosciuta da tutti, quale quella della Comunità Incontro. Il film infatti, è adatto sia per chi conosce la storia del parroco di Amelia, sia per chi non ne sa assolutamente nulla. Descrive al meglio la figura di questo sacerdote, con un animo buono, ma dal carattere piuttosto dirompente. Ci sono alcuni virtuosismi del regista, che possono apparire anche superflui ai fini della storia, ma che (credo) siano serviti allo stesso, per forgiare il suo prodotto e per dargli una sorta di marchio di fabbrica: come a dire… questo è il mio film e ci metto la mia griffe. Sono comunque virtuosismi che allietano il film e danno vivacità al racconto, tenendo sempre alto l’interesse del pubblico. In questo Sbarretti dimostra di essere un regista di talento, di cui sicuramente sentiremo parlare in futuro. La sceneggiatura del film a mio avviso è la cosa più riuscita. È scritto veramente bene, in un intreccio di emozioni, che vanno dalla commozione all’ironia, ai temi più d’azione riguardanti il processo. (Epica la scena della scorta al Giudice in rallenty). Insomma, il film da tanto tempo pubblicizzato, non delude gli spettatori, anzi tende loro la mano, raccontando una storia delicatissima, non facile e complessa, in maniera estremamente suggestiva e d’autore. Che DON PIERINO emerge? Non emerge la figura di un parroco dimesso… tutt’altro. Emerge la figura di un combattente ed anche nelle scene di estremo trasporto riguardanti l’uscita del Don dall’ospedale, mescolano il tenero turbamento nel vedere il Don convalescente, alla grinta di avercela fatta ancora una volta.
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camillatoscani
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domenica 22 maggio 2011
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uno spot per don gelmini
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Il film ha un ritmo avvincente, sia ironico che riflessivo: i personaggi sono ben studiati e sono tutti testimonials a favore di Don Gelmini. Difatti, il limite del film pare essere quello della mancanza di un antagonista, che in questo caso, poteva essere l'accusatore Don Gelmini, o il Pubblico Ministero o il Giudice per le indagini preliminari. Nonostante il senso unico del film, il prodotto appare piacevole per il pubblico, grazie al ritmo elevato ed ad alcune trovate fantasiose.
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