E' sempre difficile convivere con la follia. Lo sapeva la mia prozia, psichiatra. Lo sa mia moglie, OSS dedicata ai malati di mente. Sappiamo che presso alcuni popolii la follia era considerata sacra, ma non c'è niente di sacro nel capitano medico Pilli, un uomo devastato dalla solitudine che scrive alla madre morta, un chirurgo incapace di operare, un soldato che cerca la morte. In tutto questo, Beppe Grillo nei panni del sottotenente (poi tenente) Marcello Lupi, attraversa il film con una rara leggerezza, stregato dalle femmine di nome Fatma ma soprattutto innamorato della sua Genova, così salda nel ricordo e così lontana. Genova è l'unica città al mondo con il mare, dice lui; solo chi è nato a Genova può capire.
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E' sempre difficile convivere con la follia. Lo sapeva la mia prozia, psichiatra. Lo sa mia moglie, OSS dedicata ai malati di mente. Sappiamo che presso alcuni popolii la follia era considerata sacra, ma non c'è niente di sacro nel capitano medico Pilli, un uomo devastato dalla solitudine che scrive alla madre morta, un chirurgo incapace di operare, un soldato che cerca la morte. In tutto questo, Beppe Grillo nei panni del sottotenente (poi tenente) Marcello Lupi, attraversa il film con una rara leggerezza, stregato dalle femmine di nome Fatma ma soprattutto innamorato della sua Genova, così salda nel ricordo e così lontana. Genova è l'unica città al mondo con il mare, dice lui; solo chi è nato a Genova può capire. La guerra lo sfiora appena, sembra soffrire solo quando accarezza il moribondo capitano matto, promosso maggiore per andare a morire. Ma è una sofferenza subito stemperata dall'ultima folle richesta di Pilli: cantare mamma sulla sua tomba. A volte la follia sopravvive anche alla morte.
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