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venerdì 19 gennaio 2024
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cultissimo
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Il maestro Giulio Questi realizza con la colaborazione del fido complice Franco "Kim" Arcalli - sceneggiatore e montatore - un cult movie diturbante e delirante, che disperde il verbo dell'allucinazione in una Milano livida, attraversata in continuazione in metro da uno dei due protagonisti - il figlio- forse solo per rendere ancora più allucinanti i riti pseudoeseterici della madre cartomante e "maga" che semina danni per sbarcare illunario, in mezzo a una corte di fulminati di periferia. Scene di magia "reale" (piatti che volano, rane che escono dalla bocca) contrappuntano la delirante seconda parte insieme ad un paio di pazesche scene di riti collettivi di purificazione dal male (con tanto di balli e violini tzigani).
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Il maestro Giulio Questi realizza con la colaborazione del fido complice Franco "Kim" Arcalli - sceneggiatore e montatore - un cult movie diturbante e delirante, che disperde il verbo dell'allucinazione in una Milano livida, attraversata in continuazione in metro da uno dei due protagonisti - il figlio- forse solo per rendere ancora più allucinanti i riti pseudoeseterici della madre cartomante e "maga" che semina danni per sbarcare illunario, in mezzo a una corte di fulminati di periferia. Scene di magia "reale" (piatti che volano, rane che escono dalla bocca) contrappuntano la delirante seconda parte insieme ad un paio di pazesche scene di riti collettivi di purificazione dal male (con tanto di balli e violini tzigani). Da vedere, dificlie rimanere impassinìbili.
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dandy
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martedì 18 marzo 2014
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non il migliore di questo genere.
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Riemerso nella retrospettiva veneziana "Questi fantasmi" nel 2008 in versione integrale(109').Quella che ho visto come sempre era più breve,ma non credo sia stato tolto chissà chè.Al suo terzo e ultimo lungometraggio prima di una pausa trentennale,Questi si inserisce nel filone erotico-estremo-surreale,cominciato attorno alla fine degli anni '60 e omaggiato tra gli altri da Jodorosky,Arrabal,Cavallone e Makavejev.L'idea della sopravvivenza di riti pagani nella cultura moderna è interessante,ma il tutto rimane abbozzato,più curioso che veramente estremo.Il cambio repentino delle vicende e gli inserti semidocumentaristici appaiono forzati,e la molta confusione fa pensare a una certa mancanza di idee chiare da parte del regista.
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Riemerso nella retrospettiva veneziana "Questi fantasmi" nel 2008 in versione integrale(109').Quella che ho visto come sempre era più breve,ma non credo sia stato tolto chissà chè.Al suo terzo e ultimo lungometraggio prima di una pausa trentennale,Questi si inserisce nel filone erotico-estremo-surreale,cominciato attorno alla fine degli anni '60 e omaggiato tra gli altri da Jodorosky,Arrabal,Cavallone e Makavejev.L'idea della sopravvivenza di riti pagani nella cultura moderna è interessante,ma il tutto rimane abbozzato,più curioso che veramente estremo.Il cambio repentino delle vicende e gli inserti semidocumentaristici appaiono forzati,e la molta confusione fa pensare a una certa mancanza di idee chiare da parte del regista.Il finale coi militari che sparano sulla gente senza ragione guarda a Bunuel,ma è anch'esso un semplice accenno.Sarà che dalla mia versione avranno tagliato il meglio,ma solo una o due scene hanno un certo fascino(la violenza contro la madre,la delirante cerimonia).Le musiche erano degne di un film migliore.Guardatelo,ma se conoscete i registi che ho citato resterete delusi.
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jagerhans
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martedì 23 maggio 2006
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un b-movie originale
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La storia del film: la madre finge di essere una medium, il figlio (di fattucchiera!) invece ha davvero poteri paranormali, e mentre la madre prende in giro i suoi clienti il figlio ... non fa un tubo, vaga a zonzo ed esercita saltuariamente i suoi poteri, in genere soggiogando la volontà dei malcapitati che incontra (abbastanza riuscita la scena in cui attira con lo sguardo un tipo per la strada e lo dà in pasto a un branco di ragazzini che - verosimilmente sotto il suo influsso - lo azzannano ben bene, prima di lasciarlo andare).
In questo film dalla trama surreale e delirante gli ambienti appaiono (volutamente?) squallidi, la luce è livida, e la pellicola ormai a pezzi e virata al verde aumenta l' effetto sinistro dell' insieme di un film che non è certo un capolavoro ma rimane comunque godibile.
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La storia del film: la madre finge di essere una medium, il figlio (di fattucchiera!) invece ha davvero poteri paranormali, e mentre la madre prende in giro i suoi clienti il figlio ... non fa un tubo, vaga a zonzo ed esercita saltuariamente i suoi poteri, in genere soggiogando la volontà dei malcapitati che incontra (abbastanza riuscita la scena in cui attira con lo sguardo un tipo per la strada e lo dà in pasto a un branco di ragazzini che - verosimilmente sotto il suo influsso - lo azzannano ben bene, prima di lasciarlo andare).
In questo film dalla trama surreale e delirante gli ambienti appaiono (volutamente?) squallidi, la luce è livida, e la pellicola ormai a pezzi e virata al verde aumenta l' effetto sinistro dell' insieme di un film che non è certo un capolavoro ma rimane comunque godibile.Nella mia esperienza non assomiglia a nessun altro film del suo genere. L' apice trash di questo irrecuperabile B-movie si raggiunge nella 'memorabile' scena della violenza del figlio ai danni della madre. Conclusione delirante.
Il voto è espresso da un fanatico dei B-movie : chi non lo è può sottrarre due stelle!
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wurdalak
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venerdì 16 luglio 2004
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questi al suo meglio
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Terzo ed ultimo film nato dal sodalizio Questi/ Arcalli è anche quello che probabilmente ha goduto di minor fama. Frutto di una produzione fallimentare all'epoca circolò pochissimo nelle sale e solo in tempi recenti è stato riesumato dalla cripta del nostro cinema dei settanta. Questa pellicola è, a mio avviso, davvero straordinaria e non ha perso un oncia della propria forza d'impatto visiva, nonostante i suoi trentadue anni suonati. Raramente nel nostro cinema di genere si è visto un film così genuinamente provaocatorio e coraggioso. L'ambientazione nella periferia milanese nell'ambiente degli immigrati siciliani ancora legati alle loro tradizioni stregonesche causa un effetto davvero straniante nello spettatore.
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Terzo ed ultimo film nato dal sodalizio Questi/ Arcalli è anche quello che probabilmente ha goduto di minor fama. Frutto di una produzione fallimentare all'epoca circolò pochissimo nelle sale e solo in tempi recenti è stato riesumato dalla cripta del nostro cinema dei settanta. Questa pellicola è, a mio avviso, davvero straordinaria e non ha perso un oncia della propria forza d'impatto visiva, nonostante i suoi trentadue anni suonati. Raramente nel nostro cinema di genere si è visto un film così genuinamente provaocatorio e coraggioso. L'ambientazione nella periferia milanese nell'ambiente degli immigrati siciliani ancora legati alle loro tradizioni stregonesche causa un effetto davvero straniante nello spettatore. Memorabile la sequenza in cui Lucia Bosè inizia a vomitare rospi veri durante una cerimonia che ha il gusto di un sabba medievale. Crudo, realistico, claustrofobico ed al contempo visionario che riesce a sondare con straordinaria efficacia le profonde dicotomie e le (apparenti) contraddizioni di un mondo che pur volendo apparire razionale e tecnologico, cova profondamente radicate in sè paure e superstizioni ancestrali. In conclusione, un film imprescindibile.
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