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dandy
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giovedì 8 ottobre 2026
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da sadako a samara il passaggio funge bene.
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Remake decisamente riuscito,cosa che spesso non accade.Ma Verbinski è un gran regista che ha alternato film commerciali(perlopiù degni)a notevoli e progetti personali controcorrente,come "Rango" e il sottovalutatissimo "La cura dal benessere".E qui riesce a creare un senso di inquietdine e oppressione che non ha nulla da invidiare al prototipo,di cui ricalca la trama quasi in toto ma senza che questo ne limiti l'efficacia(se si esclude ovviamente il fatto che chi ha già visto l'originale non ha sorprese).La confezione impeccabile(con la tetra fotografia di Bojan Bozelli e la musica di Hans Zimmer)garantisce la suggestione visiva e c'è anche quelche notevole momento schock(il ciondolo,il cavallo impazzito sul traghetto).
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Remake decisamente riuscito,cosa che spesso non accade.Ma Verbinski è un gran regista che ha alternato film commerciali(perlopiù degni)a notevoli e progetti personali controcorrente,come "Rango" e il sottovalutatissimo "La cura dal benessere".E qui riesce a creare un senso di inquietdine e oppressione che non ha nulla da invidiare al prototipo,di cui ricalca la trama quasi in toto ma senza che questo ne limiti l'efficacia(se si esclude ovviamente il fatto che chi ha già visto l'originale non ha sorprese).La confezione impeccabile(con la tetra fotografia di Bojan Bozelli e la musica di Hans Zimmer)garantisce la suggestione visiva e c'è anche quelche notevole momento schock(il ciondolo,il cavallo impazzito sul traghetto).Rispetto al film di Nakata si punta più sugli spaventi "classici" come conviene a un prodotto Hollywoodiano, e l'approfondimento di tematiche come il male che si propaga tramite immagini e registrazione è meno approfondito.Enorme successo sia in patria che altrove(da noi è arrivato prima dell'originale),e più volte citato,scopiazzato e parodiato(a partire dalla saga di "Scary Movie").Diventato presto iconico il personaggio di Samara Morgan,interpretata da Daveigh Chase,(l'hanno prima sorellina di Donnie in "Donnie Darko") e purtroppo prematuramente scomparsa .I pochi effetti speciali sono opera del grande Rick Baker.Pauley Perrette,futura Abbey Sciuto in "Navy NCIS",è Beth.Con due seguiti,il primo diretto da Nakata.
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steffa
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lunedì 29 aprile 2024
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molto sopravvalutato
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uno dei film più sopravvalutai di sempre, grazie anche ad un viral marketing milionario, di una noia mortale ed a lunghi tratti sembra un telefilm
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ilcriticodifilm
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sabato 12 marzo 2022
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no!!!!
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Che dire...lo schifo che ho potuto provare alla visione di questo "film" è paragonabile a mangiare la diarrea di un coniglio, o in questo caso di un cavallo suicida. Perché, diciamocelo, il cavallo del film che si butta in mare ha la stessa sanità mentale e intelligenza dell'ignorante che ha ideato questo capolavoro. A parte gli scherzi, questo film provoca solo confusione. Ci sono scene totalmente scollegate tra di loro, che fanno venir voglia di attaccarsi a una presa elettrica a 4000 volt. Mi spiace solo per gli attori che hanno dovuto rovinarsi la carriera recitando in tale indecenza. Kiss kiss by criticodelfilm <3.
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carloalberto
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lunedì 30 novembre 2020
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frutto banale di reciproche contaminazioni
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Pellicola che nelle attese sarebbe dovuta essere un horror ed invece si rivela un thriller paranormale con poca suspense e, peraltro, limitata ad una manciata di fotogrammi. Come di solito accade in questo genere di film la parte più inquietante è quella interpretata dall’attore bambino.
L’altra bambina, lo spettro malvagio, che il remake americano mutua dall’originale giapponese, appartiene all’immaginario collettivo della cultura popolare orientale, affondando le sue radici nella tradizione spiritista dello shintoismo. Tuttavia, nell’originale Ring del 1998, c’è già una rivisitazione in chiave occidentale di una vecchia storia di fantasmi, tecnologizzata con la scaturigine del male dal televisore, prendendo a modello il Poltergeist americano del 1982.
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Pellicola che nelle attese sarebbe dovuta essere un horror ed invece si rivela un thriller paranormale con poca suspense e, peraltro, limitata ad una manciata di fotogrammi. Come di solito accade in questo genere di film la parte più inquietante è quella interpretata dall’attore bambino.
L’altra bambina, lo spettro malvagio, che il remake americano mutua dall’originale giapponese, appartiene all’immaginario collettivo della cultura popolare orientale, affondando le sue radici nella tradizione spiritista dello shintoismo. Tuttavia, nell’originale Ring del 1998, c’è già una rivisitazione in chiave occidentale di una vecchia storia di fantasmi, tecnologizzata con la scaturigine del male dal televisore, prendendo a modello il Poltergeist americano del 1982.
A causa di questo rimbalzare da una parte all’altra dell’emisfero di un’antica storia di spettri della tradizione popolare orientale, non soltanto non si comprende più quale sia la vera origine di un plot, contaminato più volte dai reciproci rinvii, ma se ne è persa la potenza immaginifica ancestrale, con il risultato della banalizzazione del male e della estrema semplificazione del soggetto, cui si cerca di ovviare complicando artificiosamente la trama, che si trasforma in una spasmodica caccia all’indizio per risolvere l’arcano soprannaturale responsabile delle morti inspiegabili di chi guarda la famosa videocassetta.
Fatto sta, che la creatura demoniaca, con i lunghi capelli neri calati sulla faccia ed in camicia da notte bianca, rientra oramai, per le nuove generazioni, nel pantheon della moderna mitologia globalizzata del terrore.
A parte Naomi Watts, nel ruolo di protagonista, spicca nel cast, l’immancabile Brian Cox, sempre nei panni di eterno comprimario, o meglio di caratterista di lusso, nell’unica scena drammatica ed apprezzabile del film.
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jacopo b98
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mercoledì 5 novembre 2014
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un horror teso e terrificante!
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A Seattle la giornalista Rachel (Watts) si mette alla ricerca della causa della morte di sua nipote (Tamblyn) e scopre che la ragazza, sette giorni prima di morire, era stata in una baita in montagna con degli amici e aveva guardato una videocassetta maledetta che provoca la morte di chi la guarda. Rachel si reca alla baita e guarda la videocassetta. Inizia anche per lei l’orrore di avere i giorni contati. E anche il suo piccolo figlioletto (Dorfman) finirà per guardare la videocassetta. Insieme all’amico Noah (Henderson), Rachel dovrà trovare un modo per salvarsi. Sceneggiato saggiamente da Ehren Kruger, è il remake di Ringu, horror giapponese diretto da Hideo Nakata.
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A Seattle la giornalista Rachel (Watts) si mette alla ricerca della causa della morte di sua nipote (Tamblyn) e scopre che la ragazza, sette giorni prima di morire, era stata in una baita in montagna con degli amici e aveva guardato una videocassetta maledetta che provoca la morte di chi la guarda. Rachel si reca alla baita e guarda la videocassetta. Inizia anche per lei l’orrore di avere i giorni contati. E anche il suo piccolo figlioletto (Dorfman) finirà per guardare la videocassetta. Insieme all’amico Noah (Henderson), Rachel dovrà trovare un modo per salvarsi. Sceneggiato saggiamente da Ehren Kruger, è il remake di Ringu, horror giapponese diretto da Hideo Nakata. Verbinski lo rimette in scena riuscendo a creare un horror davvero terrificante, teso ed angosciato, perfetto nelle ambientazioni e nella costruzione che svela a poco a poco la trama. E Verbinski azzecca la messa in scena, riuscendo a comunicare vera angoscia ad ogni inquadratura. La confezione è di serie A: fotografia verdognola e grigiastra di Bojan Bazelli e musiche terrificanti di Hans Zimmer. Gli attori sono magnetici e gli effetti speciali pochi ma efficaci. Insomma: un cult da non perdere!
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marco rocket
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giovedì 27 giugno 2013
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standard
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Film nello standard (scadente) dei film horror a cui siamo abituati negli ultimi 10 anni...decisamente sopravvalutato!!!
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fedson
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venerdì 8 marzo 2013
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grande horror per verbinski!
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Basandosi sul romanzo "Ring" di Koji Suzuki, Verbinski dà il via libera ad un horror di grande stile, ben girato e ben interpretato, per niente banale ed avvincente. La trama gira attorno la morte di alcuni adolescenti, tra cui la nipote di Rachel Keller (Naomi Watts), che comincerà ad indagare sul mistero, scoprendo che esiste una videocassetta che, una volta vista, porta ad un'orribile morte dopo sette giorni. Con questo scarsissimo materiale, il regista tira fuori il suo horror ambientandolo in un'inquietante mistero che prende le sembianze di un vero e proprio cerchio: niente si conclude finché il cerchio non si chiude. Ed è proprio questo a mettere alle strette il pubblico (specie quello adolescenziale), che si limiterà, nonostante la paura e l'altissima tensione, a continuare a seguire lo svolgersi dei sinistri eventi che porteranno Keller alla soluzione dell'atroce enigma.
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Basandosi sul romanzo "Ring" di Koji Suzuki, Verbinski dà il via libera ad un horror di grande stile, ben girato e ben interpretato, per niente banale ed avvincente. La trama gira attorno la morte di alcuni adolescenti, tra cui la nipote di Rachel Keller (Naomi Watts), che comincerà ad indagare sul mistero, scoprendo che esiste una videocassetta che, una volta vista, porta ad un'orribile morte dopo sette giorni. Con questo scarsissimo materiale, il regista tira fuori il suo horror ambientandolo in un'inquietante mistero che prende le sembianze di un vero e proprio cerchio: niente si conclude finché il cerchio non si chiude. Ed è proprio questo a mettere alle strette il pubblico (specie quello adolescenziale), che si limiterà, nonostante la paura e l'altissima tensione, a continuare a seguire lo svolgersi dei sinistri eventi che porteranno Keller alla soluzione dell'atroce enigma. Iniettando questa tendenza thriller, Verbinski, avvalendosi anche di una regia curata e veramente inquietante (soprattutto nelle scene in cui il filmato in cassetta viene mostrato), crea una sorta di horror instancabile e dinamico, intento ad attirare a se tutta l'attenzione dello spettatore. Ma ad eseguire quest'ultima azione è anche la grande interpretazione di Naomi Watts, attrice che con questa prova si dimostra versatile perfino in un genere ormai scontato e prevedibile (non in questo caso) come l'horror. La si vede spaventata, confusa e terribilmente attirata dal mistero di questa videocassetta che riprende una sinistra bambina intrappolata in un pozzo, ennesimo elemento intrigante quanto pauroso. L'altissima tensione del film viene resa tale grazie ad un'abile gioco di luci e ombre, suoni e rumori provenienti da un'oscuro repertorio di un horror singolare e veramente innovativo per il tempo, enormemente distaccato dai classici splatter e/o horror che dir si voglia. Nonostante qualche buco di troppo nella sceneggiatura, il film risulta incalzante e narrativamente trascinante: per tutta la durata del film siamo in attesa di vedere il volto della misteriosa ragazza rinchiusa nel pozzo. Con questi elementi, si aggiungono anche un'azzeccatissima fotografia, che si esibisce in una scala di grigi inquietante, e un'impercettibile colonna sonora di Hans Zimmer, che dà quell'ostilità in più al film. Terribilmente intrigante, narrativamente agghiacciante e ben interpretato, con quest'opera Verbinski si dimostra un regista eclettico e versatilissimo, in grado ormai di affrontare qualsiasi genere cinematografico che gli venga presentato sotto gli occhi. Bellissima la storia! Veramente una perla di horror come si deve!
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raysugark
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mercoledì 13 febbraio 2013
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un vero horror mediocre
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È il film horror peggiore che abbia mai visto, dal punto di vista che è troppo strano per essere inquietante.
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lalli
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mercoledì 3 ottobre 2012
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pensavo di più
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io l ho visto al computer e sicuramente perde molto...ma nn mi ha proprio convinto...l'ho trovato mooolto datato nonostante abbia "solo" dieci anni...cmq convincenti gli attori, inquietante il bambino...guarderò presto il 2.
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(di paolo salvaro)
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