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paolp78
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mercoledì 27 aprile 2022
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truculento e orribile, ma spaventa poco
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Questa pellicola del 1977, decisamente malriuscita, rappresenta un esempio della cinematografia horror a basso costo che negli anni '70 riuscì ad affermarsi prendendo sempre più piede dapprima nel mercato statunitense e poi anche fuori dai confini nazionali. A firmarla è Tobe Hooper, uno dei nomi più importanti del cinema horror americano, che con questo film prosegue il filone slasher inaugurato dallo stesso Hooper con il ben più noto “Non aprite quella porta”, girato solo pochi anni prima e capace di riscuotere un tale successo da generare nel tempo un vero e proprio franchise con sequel, prequel, remake, fumetti e videogiochi.
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Questa pellicola del 1977, decisamente malriuscita, rappresenta un esempio della cinematografia horror a basso costo che negli anni '70 riuscì ad affermarsi prendendo sempre più piede dapprima nel mercato statunitense e poi anche fuori dai confini nazionali. A firmarla è Tobe Hooper, uno dei nomi più importanti del cinema horror americano, che con questo film prosegue il filone slasher inaugurato dallo stesso Hooper con il ben più noto “Non aprite quella porta”, girato solo pochi anni prima e capace di riscuotere un tale successo da generare nel tempo un vero e proprio franchise con sequel, prequel, remake, fumetti e videogiochi.
Al successo di “Non aprite quella porta” si deve anche la realizzazione di questa pellicola, che costituisce chiaramente il tentativo del regista americano di dare seguito alla sua precedente pellicola con un’opera che ne riproponesse gli elementi caratterizzanti, che poi sono appunto quelli del sottogenere slasher, ovvero il personaggio centrale del maniaco omicida che uccide in modo cruento una quantità di vittime, utilizzando generalmente armi da taglio.
La pellicola, come detto, è però palesemente non riuscita.
Il personaggio del maniaco non è per nulla accattivante, tanto che a fronte di tanti altri simili personaggi divenuti maschere horror arcinote dappertutto, di questo invece se ne è perso ogni ricordo.
Le riprese realizzate da Hooper non seguono le tecniche classiche adoperate per creare scene piene di tensione e suspense, né in questo senso vengono in soccorso le musiche, che sono anch’esse totalmente inadatte a tale scopo.
Ci sono gli ammazzamenti truculenti, l’ambientazione classica in un motel squallido e degradato (anche troppo, tanto che viene davvero da chiedersi chi sia realmente disposto a dormire in una topaia del genere, pagando per giunta) e c’è pure una specie di “creatura mostruosa” (un enorme coccodrillo), manca però l’effetto terrorizzante: lo spettatore anziché spaventarsi, sbadiglia.
Grazie al buon successo della precedente pellicola, Hooper si trova a poter disporre di un cast con qualche nome di richiamo, che però viene mal utilizzato: su tutti va citato Mel Ferrer, che fa davvero un brutto effetto vedere in un film di così scarso livello e per di più in una parte trascurabile. La parte del protagonista è coperta dal buon caratterista Neville Brand; c’è poi Stuart Whitman nella parte dello sceriffo, una invecchiata Carolyn Jones, la Morticia della serie televisiva “La famiglia Addams”, ed infine un ancora sconosciuto Robert Englund che già frequentava il genere horror prima di ottenere la celebrità nei panni del terribile Freddy Krueger di “Nightmare”.
Sono presenti alcune scene di nudo femminile con qualche bella ragazza, che costituiscono un classico e piacevole diversivo in film del genere.
L’ambientazione in un motel e la figura del padrone/gestore psicopatico sembrano essere una specie di omaggio a “Psyco” di Hitchcock.
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pedo4
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lunedì 31 ottobre 2016
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grande opera di follia e violenza
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In un motel trasandato e fatiscente il proprietario Judd uccide uno alla volta i suoi clienti per poi gettarli nella palude sottostante,in pasto ad un coccodrillo gigante. L'atmosfera del film è cupa e sporca,il motel è circondato da una nebbia costante e gli interni sono sudici e tutt'altro che ospitali. L'ottima regia di Tobe Hooper alterna sapientemente violente sequenze girate in modo grezzo,che ricordano lo stile di Non aprite quella porta e sequenze un po' più raffinate,spesso caratterizzate da una fotografia tendente al rosso negli interni e cupa e torbida all'esterno,che lasciano sempre trasparire le principali tematiche del film: la perversione,la follia e l'istinto violento e passionale dell'uomo sulla donna.
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In un motel trasandato e fatiscente il proprietario Judd uccide uno alla volta i suoi clienti per poi gettarli nella palude sottostante,in pasto ad un coccodrillo gigante. L'atmosfera del film è cupa e sporca,il motel è circondato da una nebbia costante e gli interni sono sudici e tutt'altro che ospitali. L'ottima regia di Tobe Hooper alterna sapientemente violente sequenze girate in modo grezzo,che ricordano lo stile di Non aprite quella porta e sequenze un po' più raffinate,spesso caratterizzate da una fotografia tendente al rosso negli interni e cupa e torbida all'esterno,che lasciano sempre trasparire le principali tematiche del film: la perversione,la follia e l'istinto violento e passionale dell'uomo sulla donna. Degna di nota l'interpretazione di Neville Brand nei panni del folle proprietario del motel e allevatore del coccodrillo.
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toty bottalla
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domenica 2 marzo 2014
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horror, follia e coccodrillo di gomma!
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Un horror pieno di sangue e follia sceneggiato male e diretto peggio, la recitazione approssimativa di quasi tutto il cast bambina esclusa rende la storia a tratti grottesca poco credibile votata ad impressionare pubblico particolarmente ansioso, infine due curiosità, nessun primo piano durante i dialoghi all'ex morticia carolyn jones per la verità un pò malandata e il coccodrillo che mangia l'assassino sembra quello con cui i bambini giocano a mare, mah! Saluti.
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ciccio benzina
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mercoledì 10 ottobre 2012
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semplice ma visibile
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i colori e la fotografia sono ottimi simili a quelli usati in film come suspiria e profondo rosso di Argento .gli attori sono piu' che mediocri la maggior parte non convince tranne l'assassino che rappresenta la pazzia da un punto divista convincente e da brivido , il nostro Robert Englund ottimo atttore di horror non si sa come sia finito in questa banda di capre... forse aveva poca esperienza all'epoca . l'horror e lo splatter ci sono ma bisogna vederli con un punto di vista particolare . in totale un piccolo horror da vedere solo per la prima parte perchè la seconda è ripetitiva è noiosa , nel complesso è qualcosina di gradevole voto : 6
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ralphscott
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domenica 30 maggio 2010
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una banda di matti
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Apprezabili le prime sequenze,con un gusto personale nell'uso del colore,la trama entra subito nel vivo. Buon ritmo,qualche ripetizione,nel complesso un buon film da cui non pretendere troppo. Un coccodrillo all'insegna del risparmio, fa fuori un po' di attori:sebbene le vicende personali siano poco più che accennate,per quel poco che é dato ad intendere...si meritano tutte le loro pene
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leoxx
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mercoledì 7 gennaio 2009
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inutile film
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Sicuramente il peggiore film di hooper. Ok che i contenuti ci sono, ma sono resi in un modo tale da far dormire anche il più appassionato degli appassionati. No comment. Anzi un commento: terribile!
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growler
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giovedì 13 novembre 2008
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hooper non si smentisce...
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bell'horror che mostra ancora una volta come tobe hooper sia un regista più intelligente che bravo.e non è che non sia bravo...purtroppo però il film oltre a mostrare una grande intelligenza nella storia e ad avere avuto un importante impatto sul cinema horror in generale rivela alcune lacune e alcune cadute di stile quali la ripetitività di alcuni omicidi e situazioni banalotte che rovinano un pò lo scorrere di un film tuttosommato abbastanza riuscito.
only for fun dunque, e per quelle persone che adorano le produzioni e il particolare modo di narrare del regista.
poi l'inizio i'm buck and i'm here to fuck è splendido ma reso in italiano in maniera striminzita quanto noncurante del significato dell'espressione(sono buck e sono qui per fare l'amore.
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bell'horror che mostra ancora una volta come tobe hooper sia un regista più intelligente che bravo.e non è che non sia bravo...purtroppo però il film oltre a mostrare una grande intelligenza nella storia e ad avere avuto un importante impatto sul cinema horror in generale rivela alcune lacune e alcune cadute di stile quali la ripetitività di alcuni omicidi e situazioni banalotte che rovinano un pò lo scorrere di un film tuttosommato abbastanza riuscito.
only for fun dunque, e per quelle persone che adorano le produzioni e il particolare modo di narrare del regista.
poi l'inizio i'm buck and i'm here to fuck è splendido ma reso in italiano in maniera striminzita quanto noncurante del significato dell'espressione(sono buck e sono qui per fare l'amore....bah)
a dire il vero meriterebbe 2 stelle e mezza...
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orson
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venerdì 3 ottobre 2008
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capolavoro da riscoprire
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Harry, sei uno stolto. Evidentemente tu ed il tuo amico siete dei neofiti del cinema horror allevati con cagate videoclippare come i vari Saw. Siete troppo superficiali per poter apprezzare un autentico capolavoro selvaggio dei mitici Seventies come questo film di Hooper. Sgradevole e malsano fino al midollo, Hooper prosegue con coerenza il discorso iniziato con Texas Chainsaw: stesso stile sporco e realistico derivante dalla militanza nel documentario, stessa esplorazione di una realtà degradata e di personaggi mentalmente instabili. Ma Hooper estremizza il tutto ancora di più: qui non c'è nessuno che si salva, perchè anche le vittime del serial-killer si palesano come borderline e psicopatici della stessa risma (dal mitico William Finley che poi ritroveremo in Phantom of the Paradise di De Palma, all'ancora debuttante Robert Englund), non c'è nessun barlume di salvezza per un'umanità che non può che andare incontro al proprio macello.
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Harry, sei uno stolto. Evidentemente tu ed il tuo amico siete dei neofiti del cinema horror allevati con cagate videoclippare come i vari Saw. Siete troppo superficiali per poter apprezzare un autentico capolavoro selvaggio dei mitici Seventies come questo film di Hooper. Sgradevole e malsano fino al midollo, Hooper prosegue con coerenza il discorso iniziato con Texas Chainsaw: stesso stile sporco e realistico derivante dalla militanza nel documentario, stessa esplorazione di una realtà degradata e di personaggi mentalmente instabili. Ma Hooper estremizza il tutto ancora di più: qui non c'è nessuno che si salva, perchè anche le vittime del serial-killer si palesano come borderline e psicopatici della stessa risma (dal mitico William Finley che poi ritroveremo in Phantom of the Paradise di De Palma, all'ancora debuttante Robert Englund), non c'è nessun barlume di salvezza per un'umanità che non può che andare incontro al proprio macello. E il senso di disagio totale è accresciuto anche dall'ambientazione strettamente delimitata (il motel e i suoi dintorni) che fa da teatro a tutta la narrazione, come se fosse un piccolo mondo a parte sprofondato nella follia e avvolto da una spessa coltre di nebbia. Ricco di momenti assolutamente brutali e selvaggi, di torture e violenze psicologiche da non lasciare indifferenti (come la donna legata al letto per tutto il corso del film, o come la bambina rinchiusa nel sottoscala fino allo sfinimento, in balìa del coccodrillo), condito da un sano humour nero come l'onnipresente stazione radio che trasmette per tutto il tempo musichette country in contrasto con la cupezza delle atmosfere, è un film anche ottimamente fotografato e con uno studio del sound design degno del miglior Lynch. Costato un pugno di dollari, denuncia un Hooper intenzionato a non tradire la poetica del suo Texas Chainsaw, ma anzi a proseguirla scarnificandola ulteriormente e penetrando ancora di più al cuore della sua essenza. Solo per intenditori.
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[+] dimmi una cosa....
(di harry)
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[+] caro harry...
(di orson)
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[+] x orson(che spara sugli altri senza conoscerli)
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harry
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venerdì 18 maggio 2007
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una vera schifezza!!
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Il film più inutile e schifoso che si sia mai visto in circolazione. Come horror fa soltanto ridere (il coccodrillo paralitico è una vera barzelletta) e la paura è inesistente, anzi bisogna stare attenti a non addormentarsi...! Privo di una sceneggiatura consistente ma, in compenso, pieno di orrende musichette country e di effettacci rozzi stupidamente truculenti e di bassissimo costo..un vero e proprio insulto al cinema horror. Un mio amico, dopo averlo visto, ha scaraventato il dvd fuori dal finestrino dell'auto!!! non dico altro....! Strano che un regista come Hooper abbia potuto produrre una simile scemenza!! Da evitare. Voto: zero spaccato!
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djgiulio
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lunedì 7 maggio 2007
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leggendario!
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Seconda opera del regista di "Non Aprite Quella Porta" Tobe Hooper.
Ancora una volta una incursione nel degrado del Nordamerica con i suoi luoghi sporchi come del resto rappresentava il capostipite.
Un film da riscoprire e da vedere (l'ho appena finito), la tensione si fà ancora sentire,
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