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sabato 4 marzo 2023
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siamo destinati a essere in minoranza
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Veramente stupefacente come la maggioranza dei lettori non concordi con questo giudizio assolutamente centrato
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rescart
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sabato 9 febbraio 2013
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"mi zento un non zo che di nobiltà"
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Per i suoi tempi Chistine di Pizan, oriunda veneziana emigrata a Parigi a soli 4 anni, fu una innovatrice, uno spirito profetico che osò santificare Giovanna D’Arco ancor prima della sua morte. La nostra (nel senso di italiana) Cristina fece qualche scommessa: alcune le vinse (come quella appena citata) altre le perse (come quella contro il Boccaccio). E sto parlando delle scommesse con la storia, non di quelle con il suo rivale letterario, che perse d’ufficio. Per questo sarebbe sin troppo facile innalzarla agli onori degli altari, come tenta di fare la Sandrelli ai suoi esordi con questo suo primo, e forse unico, film da regista. E invece riesce solo a fare una commedia lirica, eufemismo per operetta, che avrà anche una sua dignità ma solo su Rai 1.
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Per i suoi tempi Chistine di Pizan, oriunda veneziana emigrata a Parigi a soli 4 anni, fu una innovatrice, uno spirito profetico che osò santificare Giovanna D’Arco ancor prima della sua morte. La nostra (nel senso di italiana) Cristina fece qualche scommessa: alcune le vinse (come quella appena citata) altre le perse (come quella contro il Boccaccio). E sto parlando delle scommesse con la storia, non di quelle con il suo rivale letterario, che perse d’ufficio. Per questo sarebbe sin troppo facile innalzarla agli onori degli altari, come tenta di fare la Sandrelli ai suoi esordi con questo suo primo, e forse unico, film da regista. E invece riesce solo a fare una commedia lirica, eufemismo per operetta, che avrà anche una sua dignità ma solo su Rai 1. E in tardissima serata, come si addice a una martire predestinata.
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nalipa
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giovedì 14 ottobre 2010
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delicato
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E' stata una bella sorpresa.
La storia, vera, di Cristina Da Pizzano che non con poca fatica riuscì ad affermarsi come poetessa nell'epoca in cui visse.
Veramente un film godibile: la Sandrelli (Amanda) ottima, bravissimo Haber e tutto il cast.
Belle ambientazioni e stupenda la colonna sonora.
Consiglio a tutti di vederlo
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astromelia
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sabato 18 settembre 2010
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bello nel complesso..
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concordo con la recensione di edoardo becattini, buona la sceneggiatura ma la sandrelli (amanda) troppo statica e con la stessa espressione durante tutto il film.....
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sfer56
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venerdì 14 maggio 2010
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che sorpresa stefania sandrelli!
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Una piacevole sorpresa la regia di Stefania Sandrelli per un tema finora noto ai meno.
La storia è trattata con misura e lievità, espressa con coraggio dalla femminilissima Amanda, che, con grande intelligenza, non ricorre ad alcun trucco di scena pur di abbellirsi.
Herlitzka sempre più bravo. Boni sempre più bello. Haber convincente (riesce quasi a smettere persino la sua inflessione bolognese).
Forse il linguaggio è, a volte, un po' troppo gergale e 'moderno', ma valgono senz'altro i dialoghi, a tratti brillanti, a tratti profondi e ricchi di spunti di riflessione.
Qualcuno lo ha trovato di qualità un po' troppo 'televisiva', tipo sceneggiato di una volta. E allora? Ben vengano la bella e onesta fotografia e la totale assenza di pretenziosità hollywoodiane.
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Una piacevole sorpresa la regia di Stefania Sandrelli per un tema finora noto ai meno.
La storia è trattata con misura e lievità, espressa con coraggio dalla femminilissima Amanda, che, con grande intelligenza, non ricorre ad alcun trucco di scena pur di abbellirsi.
Herlitzka sempre più bravo. Boni sempre più bello. Haber convincente (riesce quasi a smettere persino la sua inflessione bolognese).
Forse il linguaggio è, a volte, un po' troppo gergale e 'moderno', ma valgono senz'altro i dialoghi, a tratti brillanti, a tratti profondi e ricchi di spunti di riflessione.
Qualcuno lo ha trovato di qualità un po' troppo 'televisiva', tipo sceneggiato di una volta. E allora? Ben vengano la bella e onesta fotografia e la totale assenza di pretenziosità hollywoodiane.
Mi ha divertita, interessata e invogliata a leggere subito "LA CITTA' DELLE DAME", l'opera più nota della bolognese Cristina da Pizzano/Christine de Pizane.
Senz'altro da vedere perché alternativo anche al solito, qualunquistico, generazionalistico cinema italiano.
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