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lucaguar
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martedì 30 dicembre 2025
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morboso e disturbante thriller italiano
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Una vedova statunitense, Catherine West, dopo la morte del marito, un ricchissimo industriale, giunge in Italia e si trasferisce in una villa sontuosa. Un giorno, un giovane arriva alla casa della donna chiedendo aiuto per la riparazione della sua auto. Questo Peter tuttavia si invaghisce di Catherine e rimarrà nella villa assieme a lei. Ad un certo punto arriverà anche la sorella di Peter, la disinibita Eva, che farà subito amicizia con Catherine. I tre inizieranno a stare assieme, tra feste ed eccessi e un mènage a trois che si farà sempre più spinto. Catherine scoprirà infatti che i due ragazzi sono in realtà fratellastri e hanno l’abitudine di condividere il letto…Parallelamente Catherine dovrà gestire le pratiche per l’eredità ingente lasciatale dal marito, in cui è assistita dal fido avvocato Brian Sanders.
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Una vedova statunitense, Catherine West, dopo la morte del marito, un ricchissimo industriale, giunge in Italia e si trasferisce in una villa sontuosa. Un giorno, un giovane arriva alla casa della donna chiedendo aiuto per la riparazione della sua auto. Questo Peter tuttavia si invaghisce di Catherine e rimarrà nella villa assieme a lei. Ad un certo punto arriverà anche la sorella di Peter, la disinibita Eva, che farà subito amicizia con Catherine. I tre inizieranno a stare assieme, tra feste ed eccessi e un mènage a trois che si farà sempre più spinto. Catherine scoprirà infatti che i due ragazzi sono in realtà fratellastri e hanno l’abitudine di condividere il letto…Parallelamente Catherine dovrà gestire le pratiche per l’eredità ingente lasciatale dal marito, in cui è assistita dal fido avvocato Brian Sanders. Man mano che Peter ed Eva prendono confidenza con Catherine e con la casa, la situazione si andrà facendo sempre più grottesca: i due inizieranno a perpetrare sevizie psicologiche verso la donna, sfruttando le sue debolezze e le sue dipendenze da alcol e psicofarmaci per drogarla ed impadronirsi di lei e della villa, rendendola di fatto “schiava” dei loro perfidi piani. Si scoprirà, in un climax di avvenimenti che culminerà col suicidio di Catherine, ormai distrutta nel corpo e nella mente dalle violenze, che i due giovani erano stati assoldati dall’avvocato per ricevere con l’inganno l’eredità del marito di Catherine, anche se nel finale per i tre aguzzini qualcosa andrà storto…
Orgasmo è un thriller-erotico-giallo tipico di questo periodo di fine anni Sessanta inizio anni Settanta: qui però Lenzi riesce a regalarci un film straordinario che inizia con un ritmo lento che poi cresce in maniera iperbolica verso un culmine di tensione che difficilmente avrà pari nel cinema italiano, non solo di genere. La seconda parte infatti è semplicemente incredibile, lascia senza fiato: il modo in cui si evolvono i personaggi è perfetto e credibile. Tutto questo film lascia un sapore amaro e una sensazione disturbante, morbosa per come si dipana il racconto e l’intreccio; il modo in cui i due ragazzi riescono a raggirare e a soggiogare la donna entra davvero in testa e il finale è da cuore in gola, sorprendente soprattutto nella scena in cui Catherine tenta il suicidio e arriva l’avvocato, che la prende in braccio, moribonda: tutti si aspetterebbero un suo tentativo di salvarla e invece questi la lancia giù dal tetto, uccidendola. Come spesso avviene nei thriller lenziani, troviamo una profonda e disincantata discesa nelle sofferenze dei personaggi, ma anche nel loro spietato cinismo e nella loro peccaminosità, tanto che nessun personaggio può mai smarcarsi da un giudizio morale negativo, e dalla logica tragica nella quale la colpa e l’innocenza sono difficilmente distinguibili nell’agire dei personaggi, tutti sono colpevoli, perché agiscono schiacciati dalle loro brame e dai loro condizionamenti, ma alla fine la loro retribuzione è inesorabile e nessuno si salva dal “fato” poiché tutti sono colpevoli e le loro vite navigano nell’infelicità e la loro fine è spesso infausta.
L’atmosfera malata che pervade il film è resa in maniera magistrale da un grande montaggio, incalzante e a tratti psichedelico, di E. Alabiso e da una bellissima e “borghese” fotografia di G. Mancori. La sceneggiatura è ben costruita, con soltanto qualche pleonasmo nei dialoghi nella prima parte. Le interpretazioni degli attori sono ottime, a partire da una grandissima Caroll Baker, attrice feticcio del periodo thriller di Lenzi; Lou Castel è bravissimo nei panni di Peter e Colette Decombes è straordinaria nel ruolo della perfida Eva “dagli occhi di gatto”. Le musiche sono perfette e l’idea di associare la colonna sonora ad un artificio narrativo è davvero originale (la musica infatti è uno degli “strumenti di tortura” psicologica con la quale i due aguzzini faranno impazzire Catherine).
“Orgasmo” è un capolavoro del thriller all’italiana e che è di gran lunga superiore agli altri due capitoli della trilogia lenziana composta anche da “Paranoia” e “Cosi dolce…così perversa”. Questo è davvero è un film importante per il nostro cinema”, che in quest’epoca con il talentuosissimo Lenzi assieme ad altri grandi registi (Fulci, Bava, Margheriti…) riusciva a regalare film straordinari anche se, come si suol dire, “di genere” e quindi abbastanza sottovalutati. In realtà il grande cinema non fa distinzioni di generi: ci sono film belli e film brutti, film mediocri e film eccelsi: a mio avviso Orgasmo sta dalla parte di quest’ultimi e dovrebbe avere un posto importante nella storia del cinem
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fedeleto
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martedì 13 gennaio 2015
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l'orgasmo della follia
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Vedova da poco, accoglie in villa un ragazzo e sua sorella.Incominciano strane inclinazioni e la donna deperisce a vista d'occhio, fino a diventare una povera vittima in mano ad un perfido gioco sadico orchestrato dai due ragazzi, che la ricattano tentando di farla impazzire.Chi puo aiutarla? Colpo di scena finale.Umberto Lenzi firma la regia e la sceneggiatura insieme a Moretti e Solleville, e senza dubbio la sua pellicola funziona perfettamente.Condito in salsa psichedelica , con una buona fotografia di Guglielmo Mancori.Imprevedibile e disorientante (incredibile il colpo di scena finale), a tratti monotono per via della scenografia girata per lo più all interno della villa (e questo serve a dare un senso di claustrofobia).
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Vedova da poco, accoglie in villa un ragazzo e sua sorella.Incominciano strane inclinazioni e la donna deperisce a vista d'occhio, fino a diventare una povera vittima in mano ad un perfido gioco sadico orchestrato dai due ragazzi, che la ricattano tentando di farla impazzire.Chi puo aiutarla? Colpo di scena finale.Umberto Lenzi firma la regia e la sceneggiatura insieme a Moretti e Solleville, e senza dubbio la sua pellicola funziona perfettamente.Condito in salsa psichedelica , con una buona fotografia di Guglielmo Mancori.Imprevedibile e disorientante (incredibile il colpo di scena finale), a tratti monotono per via della scenografia girata per lo più all interno della villa (e questo serve a dare un senso di claustrofobia).Il merito va ad una sceneggiatura che sa fare un buon gioco di squadra, e ad un grande regista come Lenzi che riesce ad evidenziare il marcio di un mondo borghese e lo scontro tra avidità e sadismo. Un piccolo capolavoro unico nel suo genere.Bellissima e sinistra la Descombes.La baker da applausi.Come sempre bravino Castel.
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sharkcrew
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sabato 28 aprile 2012
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giallo. psicologico. erotico.
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Giallo. Psicologico. Erotico. questi sono le tre tag per descrivere il film di Umberto Lenzi. Giallo perchè c' è un suicidio, e ancora prima un omicidio. Psicologico perchè l' azione dei due giovanio amanti sulla mente della giovane ereditiera e da manuale hitchcokiano. Erotico perchè il sesso è uno delle migliori persuasioni che l' essere umano possa conoscere. Katrine West è una giovane vedova che eredita una villa a roma dopo la morte accidentale del ricco marito, e vi si trasferisce per cambiare aria supportata dal suo avvocato. ben presto fara la conoscenza di Peter e di sua 'sorella' Eva, che col tempo penetrano sempre più nella vita di Katrine con un disegno ben chiaro; toglierle tutto il suo patrimonio.
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Giallo. Psicologico. Erotico. questi sono le tre tag per descrivere il film di Umberto Lenzi. Giallo perchè c' è un suicidio, e ancora prima un omicidio. Psicologico perchè l' azione dei due giovanio amanti sulla mente della giovane ereditiera e da manuale hitchcokiano. Erotico perchè il sesso è uno delle migliori persuasioni che l' essere umano possa conoscere. Katrine West è una giovane vedova che eredita una villa a roma dopo la morte accidentale del ricco marito, e vi si trasferisce per cambiare aria supportata dal suo avvocato. ben presto fara la conoscenza di Peter e di sua 'sorella' Eva, che col tempo penetrano sempre più nella vita di Katrine con un disegno ben chiaro; toglierle tutto il suo patrimonio. Facendo leva sulle sue debolezze (alcol e solitudine) i due che non sono fratelli ma amanti, riescono a portarla al suicidio con l' aiuto dell avvocato dell' ereditiera che solo alla fina scopriamo complice, se non regista di Peter ed Eva. Tutto sembra andare per il meglio, Katatrine si suicida, il notaio legge un finto testamento, ma ecco il colpo di scena finale. negli ultimi sessanta secondi si ribaltano i primi novanta. La polizia comunica all' avvocato che la morte del marito di Katrine non è accidentale e blocca l' eredità, nel frattempo i due amanti, correndo con la loro spaider finiscono sotto un camion. Non si può chiamare happy and ma in un certo senso fa giustizià e l' unica vittima sembra essere l' unico personaggio che non compare mai in video; il marito di Katrine West. Primo film della trilogia thriller di Umberto Lenzi inizialmente doveva chiamarsi "Paranoia" che il distributore cambiò in "Orgasmo", capolavoro se non di stile comunque commerciale, infatti è stato lungamente campione d' incassi negli Stati Uniti.
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paolo 67
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venerdì 16 marzo 2012
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il miglior film di umberto lenzi
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All’epoca la produzione cambiò il titolo originale (PARANOIA, poi riutilizzato in una pellicola seguente) prima in I PERVERSI e poi in ORGASMO, inteso come “tensione” ma giudicato perfetto per attirare il pubblico in sala. Ma, con l’avvento della Pasqua, fu tolto dalla circolazione a causa del suo titolo, e l'incasso non fu soddisfacente. All’estero, dove il film uscì con il titolo originariamente voluto da Lenzi, ebbe un'ottima critica e un grande successo di pubblico (anche grazie a qualche nudo della protagonista). ORGASMO resta un eccellente esempio di giallo psicologico all' italiana, dal cinismo forse più apprezzato all'estero che da noi ma tutt'ora molto gradevole, intrigante e avvincente.
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All’epoca la produzione cambiò il titolo originale (PARANOIA, poi riutilizzato in una pellicola seguente) prima in I PERVERSI e poi in ORGASMO, inteso come “tensione” ma giudicato perfetto per attirare il pubblico in sala. Ma, con l’avvento della Pasqua, fu tolto dalla circolazione a causa del suo titolo, e l'incasso non fu soddisfacente. All’estero, dove il film uscì con il titolo originariamente voluto da Lenzi, ebbe un'ottima critica e un grande successo di pubblico (anche grazie a qualche nudo della protagonista). ORGASMO resta un eccellente esempio di giallo psicologico all' italiana, dal cinismo forse più apprezzato all'estero che da noi ma tutt'ora molto gradevole, intrigante e avvincente. La protagonista, la bella Carrol Baker, in seguito al trauma improvviso della morte del marito si trova di colpo in una situazione surreale, che è in realtà una cospirazione ordita per motivi economici. Nel cast Lou Castel (attore simbolo della controcultura) nei panni dell'opposto del marito da cui la donna viene attratta per il suo fascino rude e la sua franchezza, Colette Descombes in quelli della “sorella”, due perversi rappresentanti di una generazione sbandata che odia quello che la ricca vedova rappresenta e Tino Carraro in quella di Brain Sanders, l’amministratore e avvocato di Catherine, che nel colpo di scena finale si rivelerà il vero mandante della congiura ordita ai danni della protagonista, la quale si scoprirà a sua volta la fredda e malvagia responsabile dell’incidente avvenuto al marito. Come al solito nello psico-thriller all’italiana non c’è un personaggio innocente, sono tutti criminali che si contendono il grosso bottino a disposizione. Ma, nel finale moralista, il crimine non paga: Catherine impazzita (la Baker è perfetta nell’interpretare la degradazione fisica e mentale in cui i due giovinastri coinvolgono progressivamente la protagonista) si suicida, i suoi persecutori muoiono in un incidente stradale e il suo amministratore si vede togliere l’eredità in quanto Catherine l’aveva ottenuta con un reato.
Lenzi crea con molta abilità un’atmosfera claustrofobica e dosa al meglio la tensione che cresce fino all’esplosione finale. Veloce il montaggio di Enzo Alabiso. Vibrante e eccentrica la colonna sonora di Piero Umiliani.
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