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paolp78
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sabato 11 ottobre 2025
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grande bette davis ma la storia non conquista
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Melodramma malinconico che per le tematiche trattate ha chiaramente l’obiettivo di commuovere e conquistare il pubblico sul piano sentimentale. È anche possibile che al tempo in cui uscì la pellicola questo tipo di narrazione avesse effetto, ma oggi decisamente si presenta troppo prevedibile: il pubblico non ne viene conquistato.
La regia è di Edmund Goulding, uno dei registi più quotati dell’epoca. Goulding punta molto sulla abilità interpretative del cast e soprattutto della protagonista Bette Davis, che lo ripaga pienamente con una grande interpretazione, molto intensa sul piano emotivo, che costituisce sicuramente l’elemento di maggior pregio artistico di tutta l’opera.
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Melodramma malinconico che per le tematiche trattate ha chiaramente l’obiettivo di commuovere e conquistare il pubblico sul piano sentimentale. È anche possibile che al tempo in cui uscì la pellicola questo tipo di narrazione avesse effetto, ma oggi decisamente si presenta troppo prevedibile: il pubblico non ne viene conquistato.
La regia è di Edmund Goulding, uno dei registi più quotati dell’epoca. Goulding punta molto sulla abilità interpretative del cast e soprattutto della protagonista Bette Davis, che lo ripaga pienamente con una grande interpretazione, molto intensa sul piano emotivo, che costituisce sicuramente l’elemento di maggior pregio artistico di tutta l’opera. Tuttavia la storia priva di originalità e troppo impostata, limita la resa stessa della grande interpretazione che personalmente non considero al livello delle migliori della grande attrice americana (tra le tante mi viene in mente quella resa in “Figlia del vento” di Wyler, che pongo in comparazione per il medesimo triste epilogo, ma che ha una potenza emotiva ed emozionale ben superiore, proprio grazie al grandioso livello complessivo dell’opera).
La parte del protagonista maschile è ricoperta dall’elegante ed affascinante George Brent, che si cala molto bene nella parte. Si segnala poi la partecipazione in ruoli da comprimari di Humphrey Bogart, ancora non lontano dall’apice della carriera, e del futuro presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, qui con un’insolita chioma castana, quasi tendente al biondo. Si ricordano inoltre Geraldine Fitzgerald e il simpatico caratterista Henry Travers.
Nel finale Goulding le tenta proprio tutte per strappare una lacrima, ma lo fa in modo troppo insistito e poco genuino, sicché l’effetto ricercato non viene ottenuto.
La pellicola ottenne comunque un discreto successo anche di critica, tanto che venne candidata per tre statuette alla notte degli Oscar, tra cui quella per il miglior film.
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luca scial�
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martedì 18 giugno 2013
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la triste storia di una fiamma che si spegne
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Judith Traherne è una benestante 23enne piena di vita. Soffre però da alcuni mesi di una terribile emicrania, ma nonostante ciò, non vuole farsi visitare da un medico nè rinunciare alla sua vita mondana. Un giorno però il suo medico di fiducia la fa visitare da uno specialista che le diagnostica un tumore al cervello. Nonostante la operi, il male l'ha ormai condannata a dieci mesi di vita. Ma ciò non le impedirà di essere la giovane piena di vita di sempre.
Da un romanzo di George Brewer. Una Bette Davis ormai lanciata in orbita tra le stelle di Hollywood interpreta magistralmente una benestante alla fine dei suoi giorni. La sua luce pone nell'ombra altri due grandi attori ancora acerbi: Ronald Regan e Humphry Bogart, comunque dignitosi interpreti dei ruoli assegnatigli.
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Judith Traherne è una benestante 23enne piena di vita. Soffre però da alcuni mesi di una terribile emicrania, ma nonostante ciò, non vuole farsi visitare da un medico nè rinunciare alla sua vita mondana. Un giorno però il suo medico di fiducia la fa visitare da uno specialista che le diagnostica un tumore al cervello. Nonostante la operi, il male l'ha ormai condannata a dieci mesi di vita. Ma ciò non le impedirà di essere la giovane piena di vita di sempre.
Da un romanzo di George Brewer. Una Bette Davis ormai lanciata in orbita tra le stelle di Hollywood interpreta magistralmente una benestante alla fine dei suoi giorni. La sua luce pone nell'ombra altri due grandi attori ancora acerbi: Ronald Regan e Humphry Bogart, comunque dignitosi interpreti dei ruoli assegnatigli. Tre nomination ma nessun Oscar. Peccato.
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leonardo96
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venerdì 6 luglio 2012
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gli occhi di bette
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Il titolo originale è “Dark Victory”.
Ciò nonostante, gli occhi grandi di Bette Davis sembrano cacciare via le tenebre del male: in questo melodramma del 1939 la Davis, vera diva di Hollywood, capricciosa e determinata, ci offre l’interpretazione di una donna anch’essa capricciosa e determinata, malata di cancro, che si innamora del proprio dottore (George Brent, suo abituale compagno nei film degli anni ’30).
Il film conta soprattutto per il personaggio ricco di sfaccettature di Bette Davis (nominata all’Oscar ma battuta da un’altra grande regina, Vivien Leigh!), guidata sapientemente da Goulding in un film ben confezionato secondo gli schemi del melò, e sorretto dalle interpretazioni degli altri attori (tra cui un giovane e abbastanza convincente Humphrey Bogart).
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Il titolo originale è “Dark Victory”.
Ciò nonostante, gli occhi grandi di Bette Davis sembrano cacciare via le tenebre del male: in questo melodramma del 1939 la Davis, vera diva di Hollywood, capricciosa e determinata, ci offre l’interpretazione di una donna anch’essa capricciosa e determinata, malata di cancro, che si innamora del proprio dottore (George Brent, suo abituale compagno nei film degli anni ’30).
Il film conta soprattutto per il personaggio ricco di sfaccettature di Bette Davis (nominata all’Oscar ma battuta da un’altra grande regina, Vivien Leigh!), guidata sapientemente da Goulding in un film ben confezionato secondo gli schemi del melò, e sorretto dalle interpretazioni degli altri attori (tra cui un giovane e abbastanza convincente Humphrey Bogart).
Per gli amanti del genere, come non rimanerne incantati?
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lucy
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mercoledì 22 novembre 2006
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favoloso
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una darklady come la davis é più che adatta come protagonista
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anonimo
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martedì 12 luglio 2005
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divina
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ho imparato ad adorare la grande bette davis proprio guardando questo film che trovo sì struggente nella trama ma talmente ben interpretato che consiglio a chiunque di visionarlo attentamente.splendido
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